giovedì 31 dicembre 2009

Al Ittihad Juventus 2-2 La Juve non vince nemmeno in Arabia


Ultima partita dell'anno per la Juventus che a Jeddah, Arabia Saudita, incontra l'Al Ittihad, una delle squadre di calcio saudita più titolate in patria e nella Champions League Asiatica. Una Juventus senza Sissoko, Diego e Melo non è andata oltre il pareggio per 2-2, in una gara che ha messo in mostra pochi spunti tattici e qualche preoccupazione. Come se non bastassero quelle già evidenziate nell'ultima parte del 2009!

Ferrara schiera la squadra con il 4-4-2 classico, dando ampia libertà di movimento a Giovinco (foto)che parte dalla destra per accentrarsi e supportare Del Piero e Trezeguet. Le incertezze sono imputabili prevalentemente alla fase difensiva, dove Ariaudo e Legrottaglie hanno patito i movimenti offensivi degli avversari.

mercoledì 30 dicembre 2009

Dramma di Van der Sar: grande esempio di umanità


Edwin Van der Sar, portiere olandese del Manchester United, ha difeso la porta della Juventus dal 1999 al 2001, quando sulla panchina bianconera sedeva Carlo Ancelotti: pochi giorni fa sua moglie Annemarie è stata colpita da un grave malore che le ha provocato una forte emorragia cerebrale.

Il portiere ex Juventus ha chiesto ed ottenuto dal Manchester Utd. un permesso speciale per assentarsi dagli allenamenti a tempo indeterminato: Van der Sar si trovava già in Olanda per le feste natalizie ed aveva saltato gli ultimi incontri di campionato per curare un infortunio al ginocchio.

domenica 27 dicembre 2009

Calciomercato Juventus: Ledesma obiettivo numero 1


Calciomercato - La Juventus pensa ai rinforzi in vista della campagna trasferimenti e Ledesma della Lazio sembra essere per molti l'uomo più giusto: centrocampista centrale con spiccate capacità tecniche e da sempre uno dei registi più ambiti nelle sessioni di mercato.

Cristian Daniel Ledesma, argentino, classe '82, in rotta con la Lazio di Claudio Lotito ed in attesa di una risoluzione da parte dell'arbitrato del CONI che lo liberi a parametro zero come accaduto con Goran Pandev, è l'obiettivo di mercato della Juventus, anche se non dichiarato.

sabato 26 dicembre 2009

Felipe Melo: possibile sia davvero un bidone?


Felipe Melo Vicente de Carvalho, 26 anni, centrocampista brasiliano della Juventus e della Nazionale Verdeoro, sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua carriera. Dopo un buon inizio, infatti, il numero 4 bianconero ha mostrato un progressivo calo nelle sue prestazioni, che ha incrinato notevolmente il rapporto con i tifosi e che gli è valso il poco ambito riconoscimento di Bidone d'Oro 2009.

Per essere costato circa 25 milioni di euro, in effetti, Felipe Melo sta giocando malissimo: sbaglia molti passaggi, commette numerose ingenuità in zone cruciali del campo e spesso si lascia prendere dal nervosismo, collezionando cartellini gialli e rossi. Che dovesse limare il suo carattere era risaputo, ma che non fosse in grado di gestire il centrocampo è assolutamente una sorpresa, amarissima: per comprare lui la dirigenza bianconera ha ceduto Cristiano Zanetti, tra i migliori nel suo ruolo.

venerdì 25 dicembre 2009

Buon Natale a tutti gli Juventini!!!


Buon Natale a tutti i tifosi bianconeri, a quelli che, dopo le cinque vittorie con cui si era aperto il campionato, non riescono a credere ai loro occhi nel vedere una Juventus così impacciata, in difficoltà nel fare gioco ed in tremenda apprensione quando deve difendersi...

Buon Natale a tutti gli juventini che hanno applaudito Felipe Melo e Diego nel pre-campionato ed hanno assistito basiti alla loro involuzione nello scacchiere tattico della Juventus, facendo gridare allo scandalo in più occasioni per il loro non essere "giocatori da Juve"!

giovedì 24 dicembre 2009

Roberto Bettega DG della Juventus: cosa cambierà?


Ormai è ufficiale: nonostante la prudenza del CDA della Juventus, Roberto Bettega è il nuovo (vice)Direttore Generale Bianconero, subentrando di fatto ad una delle cariche ricoperte da Jean-Claude Blanc e prendendo il posto, non solo nell'immaginario dei tifosi juventini, di Luciano Moggi.

Bettega era parte della famosa Triade coinvolta nell'affare Calciopoli, ma l'ex attaccante della Juventus Anni Settanta ed Ottanta non è stato mai tirato in ballo nelle inchieste. Il suo ruolo sarà quello di responsabile dell'area sportiva, per cui ha firmato un contratto sino al 2012.

lunedì 21 dicembre 2009

Juventus-Catania 1-2 E’ crisi nera…


La Juventus perde in casa contro il Catania, ultimo in classifica, che non vinceva fuori casa da tre campionati: se non è crisi questa… Ferrara fa da parafulmine ed è il bersaglio di tutte le accuse, ma anche i tifosi hanno capito che sono i calciatori e la società ad avere enormi responsabilità: certo, anche Ciro ci mette del suo…

La Juve ha confermato l’11 di Bari (eccetto per Manninger in porta al posto di Buffon), forse nella speranza che peggio di quella partita non si potesse fare: errore, i Bianconeri sono riusciti a fare molto peggio. Se infatti in Puglia alla Juve avevamo imputato scarsa precisione sotto porta e qualche distrazione difensiva, questa volta, per di più in casa, la disfatta è stata totale sotto ogni profilo.

domenica 13 dicembre 2009

Bari-Juventus 3-1. Sconfitta immeritata, ma non è solo sfortuna.


La Juventus perde per la quarta volta nelle ultime 5 uscite, Ferrara dice di non avere nulla da rimproverare ai suoi e domani l’Inter potrebbe tornare a +8, vanificando la vittoria nello scontro diretto di 7 giorni fa. La gara è stata intensa e spettacolare, e la Juventus non ha giocato male: purtroppo non gliene va bene una in questo periodo. Il Bari di Ventura, dal canto suo, ha fatto vedere di meritare ampiamente il posto in classifica, oggi ad un punto dalla zona Champions!

Juve in campo con il rombo, con Poulsen davanti alla difesa, Tiago e Marchisio ad ispirare il gioco e Diego a supporto di Trezeguet ed Amauri. In difesa Buffon regge ancora (si opererà domani al menisco) e guida i centrali Cannavaro e Legrottaglie, ai cui lati operano Cáceres e Molinaro. Pronti via ed il Bari è già in vantaggio: dopo sette minuti Meggiorini sfrutta un rimpallo favorevole al limite dell’area e batte Buffon grazie ad una sfortunata deviazione di Legrottaglie.

sabato 12 dicembre 2009

Ferrara: no dimissioni. Pronto Mancini?


Avete letto bene! Ferrara non si dimetterà da allenatore della Juventus ma la società, nella persona di Jean-Claude Blanc, ha individuato un sostituto: Roberto Mancini. Si tratta di una notizia bomba che sta circolando in modo sempre più insistente nelle redazioni: un colpo clamoroso, visto che l'ex tecnico dell'Inter non ha mai lesinato critiche alla Vecchia Signora.

Le dimissioni di Ciro Ferrara sono state chieste da alcuni tifosi ed anche i lettori di Juventinologo, che ringrazio, hanno individuato nel tecnico napoletano il maggior responsabile dei problemi della squadra bianconera. Purtroppo alcune critiche a Ferrara appaiono ingenerose: si sapeva che Ciro era alla prima esperienza come allenatore e che la dirigenza, contrariamente a quanto accadeva in passato, non ha una grande esperienza calcistica.

martedì 8 dicembre 2009

Juventus-Bayern 1-4 La Juventus esce dalla Champions League


La Juventus perde in casa contro il Bayern Monaco per 1-4 ed esce meritatamente dalla Champions League, mettendo in mostra una prestazione ai limiti dell’incredibile. Dal primo all’ultimo minuto i tedeschi di Van Gaal si sono dimostrati superiori in tutto: agonisticamente, atleticamente e tatticamente.

Dopo la vittoria contro l’Inter, dalla Juventus ci si attendeva una prova convincente: le bastava un punto ed avrebbe dovuto amministrare questo indubbio vantaggio, ma non lo ha fatto. Ferrara ha riproposto il centrocampo a rombo, con Diego a supporto della coppia d’attacco Del Piero-Trezeguet.

I bianconeri, senza Chiellini e Sissoko e con Buffon dolorante per un menisco ormai al capolinea (si opererà a giorni),  hanno evidenziato grandi carenze anche dal punto di vista caratteriale: Cannavaro e Legrottaglie hanno commesso un’infinità di errori e leggerezze, Del Piero non è al meglio e Camoranesi non è riuscito ad incidere sul morale della truppa.

Si è capito subito che il Bayern avrebbe attaccato con grande determinazione e che la Juve avrebbe dovuto cercare qualche contropiede: in realtà l’intensità del gioco bavarese mette alle corde i bianconeri, che non riescono né ad abbassarne il ritmo né a cogliere le occasioni di ripartenza che gli si presentano.

La Juve passa però in vantaggio con un gran tiro al volo di Trezeguet su lancio di Marchisio: al 19esimo minuto la partita sembra incanalarsi sul binario che porterà a commenti tipo “Juve cinica e spietata”. Ma il filone tattico della gara non cambia: Diego è irriconoscibile, Grosso non spinge e non si vede alcuna trama offensiva lineare. Anzi, la Juventus commette tantissimi errori in passaggi semplici, lascia liberi di calciare gli attaccanti laterali tedeschi e perde un numero incredibile di palloni: da un grave errore di Legrottaglie che, nel tentativo di uscire dall’area palla al piede, si fa soffiare il pallone, nasce l’ingenuo fallo da rigore di Cáceres su Olic che il portiere Butt trasformerà. Non ci sarà più partita.

Olic e Van Buyten sono due eccellenti colpitori di testa e Van Gaal è un maestro nel preparare gli schemi su calci da fermo: la Juve concede al Bayern ben 11 corner e 15 punizioni!! Ed ogni volta, incredibilmente, uno dei due saltatori bavaresi è completamente libero di staccare: il 2 a 1 di Olic ed il 3 a 1 di Gomez arrivano entrambi grazie ai colpi di testa di Van Buyten! Il 4 a 1 di Tymoschuk è l’ultimo atto di una gara senza storia.

Tatticamente Ferrara passa nel secondo tempo al 4-2-3-1 inserendo Poulsen per Del Piero (un cambio che, presumibilmente, lo metterà in croce), per poi ritornare alle due punte inserendo Amauri al posto di Diego e giocarsi la carta della disperazione con Giovinco per Melo, quando ormai il centrocampo veniva scavalcato regolarmente da lanci lunghi che gli juventini non prendevano mai… Certo, sul 2-1 Trezeguet manca il tiro al volo del pareggio che avrebbe scritto magari un’altra gara. O forse no: la Juventus vista stasera era talmente brutta che non avrebbe meritato di restare in Champions League. E’ davvero l’Europa League la giusta dimensione della Juve?
lunedì 7 dicembre 2009

Infortunio Chiellini: rientra nel 2010!


Giorgio Chiellini si è infortunato alla coscia destra e salterà la gara contro il Bayern Monaco di Champions League in programma domani all’Olimpico di Torino: una partita decisiva per il prosieguo della stagione, che varrà l’accesso agli Ottavi di Finale del torneo.

Chiellini ha riportato un trauma muscolare alla coscia destra durante l’allenamento e salterà certamente la gara di Champions League ma anche, con tutta probabilità, le altre partite di questo mese. Sono previsti 20 giorni di stop, durante i quali la Juventus dovrà fare a meno del suo difensore più affidabile, che tornerà a disposizione nel 2010 dopo la sosta natalizia.

Ancora un infortunio muscolare in casa bianconera, quindi, sempre in allenamento e sempre grave al punto da mettere in crisi un allenatore già sotto pressione nei momenti decisivi. In questa stagione dell’anno probabilmente il terreno di gioco di Vinovo non si sta dimostrando all’altezza: sono sempre di più le persone che accusano il campo di allenamento della Juventus per i tanti incidenti che si stanno verificando da due anni a questa parte.

Facciamo i nostri auguri a Giorgio Chiellini perché si riprenda presto dal suo infortunio e speriamo che Cannavaro, in ombra nelle ultime uscite, possa ritrovare la forma fisica e nervosa dei tempi belli: col Bayern Monaco, domani sera, si avranno due risultati utili possibili, ma i tedeschi, di cui è nota la determinazione, faranno di tutto per vincere!
domenica 6 dicembre 2009

Juventus-Inter 2-1 La Juve c'è!


La Juventus batte l’Inter per 2-1 e fa un piacere al Milan che si rifà sotto per la prima posizione. Ma gli uomini di Ferrara hanno messo in campo grande intensità e tanto cuore, conseguendo una vittoria meritata e sofferta. La gara è stata nervosa e ad altissima tensione, ma era prevedibile: si sono sentiti i soliti cori contro Balotelli, che però non ha fatto nulla per dimostrare la propria lealtà sportiva simulando un colpo al volto ricevuto da Felipe Melo che costa al brasiliano l’espulsione.

La Juventus è schierata con il 4-3-1-2 con Del Piero e Amauri in avanti, Diego dietro di loro e a metà campo Sissoko, Felipe Melo e Marchisio; in difesa confermato Cáceres sulla destra, rientra Grosso a sinistra ed al centro Cannavaro affianca Chiellini. La squadra bianconera parte subito forte, anche se l’Inter si difende con ordine e cerca di lanciare in verticale le due velocissime punte Eto’o e Milito, alle cui spalle opera Stankovic, bestia nera della Juventus.

La gara sembra contratta e la paura di non sbagliare prevale sulla voglia di attaccare. Non tutti la pensano così: Sissoko e Marchisio, anche se in un paio di occasioni si mettono in difficoltà a vicenda, fanno molto movimento, si propongono in avanti e fanno filtro sulla mediana. E’ infatti Momo a cercare nella nebbia dei primi minuti la porta di Julio Cesar, anche se senza successo.

Il gol della Juve arriva da un calcio di punizione di Diego che scodella in mezzo all’area un pallone che Chiellini colpisce in maniera sporca ma efficacissima: complice la deviazione di Lúcio, Julio Cesar è beffato… 1-0!! L’Inter però reagisce in modo rabbioso (Mourinho insulta l’arbitro e viene espulso!) ed in pochi minuti impegna dapprima Buffon (ottima la sua prova) e poi raggiunge in 6 minuti il pareggio, con un colpo di testa di Eto’o lasciato colpevolmente solo in mezzo all’area: tornano i fantasmi della difesa bianconera, che si è fatta infilare con il solito cross sul secondo palo.

Dopo qualche minuto di smarrimento, la Juve ritorna a fare gioco: Felipe Melo appare più attento di come lo ricordavamo (la panchina gli ha fatto bene!), Chiellini è insuperabile anche con la vistosa maschera sugli zigomi e Del Piero tiene in apprensione (anche se non è al meglio e si vede!) la difesa interista.

E’ nel secondo tempo che la squadra di Ferrara legittima la sua superiorità, sempre con la superba prestazione dei centrocampisti che, non a caso, confezionano il gol-partita: Sissoko si libera al tiro ed impegna Julio Cesar che respinge alla sua destra dove Marchisio recupera abilmente il pallone e sfodera un delizioso doppio tocco prima di scavalcare con un pallonetto l’incolpevole portiere nerazzurro…2-1!!!

Il risultato non cambierà più, ma le due squadre cambieranno molto: l’Inter punta tutto sull’attacco inserendo Balotelli (fischiatissimo) e Materazzi nel ruolo di centravanti, mentre Ferrara cambia Del Piero con Camoranesi, Marchisio (migliore in campo!) con Poulsen e Cáceres con Grygera. La gara si innervosisce per alcuni falli piuttosto duri e le non sempre coerenti decisioni dell’arbitro Saccani: Milito recrimina per un presunto fallo da rigore subito ad opera dell’uruguayano bianconero, ma al replay appare chiaro che è l’attaccante a cercare la gamba del difensore.

Nel finale Balotelli riceve un colpo sul petto da Felipe Melo (ancora sui nervi deve migliorare!) e si mette le mani al volto come se avesse ricevuto un pugno in piena faccia tramortendo al suolo: Saccani ci casca e manda fuori il brasiliano. Il metro non è lo stesso per la testata di Chivu a Sissoko, ma non ci sembra il caso di fare sterili polemiche arbitrali in una gara così intensa: quelle le lasciamo fare a Mourinho
domenica 29 novembre 2009

Cagliari-Juventus 2-0 Squadra senza idee, lnter a +8


La Juventus perde anche a Cagliari e scivola a -8 dall’Inter capolista: una Juve a tratti inguardabile, che ha fatto vedere tanto cuore nel finale, quando la notizia del rigore (guarda un po’) dei nerazzurri era ormai giunta. Non ci sono giustificazioni, né i due rigori negati ai bianconeri possono bastare come alibi per una prestazione largamente insufficiente.

Ferrara ha riproposto il 4-2-3-1 con Amauri unica punta supportata da Camoranesi, Diego e Marchisio, mentre l’atteso Del Piero si è accomodato in panchina come Felipe Melo, sostituito da Poulsen. Il Cagliari ha fatto vedere sin da subito un gioco molto compatto, fatto di pressing aggressivo e di linee cortissime ma anche di veloci azioni di contropiede.

In difesa, la Juventus è andata spesso in difficoltà: Cannavaro, preso molte volte in velocità, ha commesso numerosi errori a cui hanno posto rimedio Cáceres e Chiellini, mentre Molinaro ha fatto rimpiangere non poco Grosso. I due mediani hanno fatto un’onesta partita, anche perché i problemi tattici sono stati soprattutto in fase di costruzione del gioco.

L’attacco della Juventus è apparso ripetitivo e prevedibile: Amauri, servito male, era sempre solo in area a cercare di prendere di testa cross dai 20 metri in mezzo almeno a 3 difensori sardi che lo anticipavano regolarmente. Perché un attacco con cross dalle fasce sia efficace, infatti, è necessario che una punta faccia un movimento su un palo ed un’altra su quello opposto, con un laterale pronto a intervenire sull’altra fascia in caso di lancio troppo lungo ed almeno un battitore che possa raccogliere un’eventuale respinta corta della difesa. Tutto ciò non è mai avvenuto.

Aggiungiamo una condizione fisica non ottimale ed un nervosismo francamente poco giustificabile ed otteniamo un quadro disarmante della Juventus di questo periodo: Ferrara si sgola per chiedere al centrocampo di non stare troppo alto e a Diego di non allontanarsi dall’area, ma sembra tutto inutile. Il gol di Nené è stato un capolavoro tecnico, ma l’ingenuità di Marchisio nel lasciar battere la punizione a sorpresa e un Buffon meno marziano del solito hanno certamente contribuito.

Il secondo tempo non ha visto la Juve arrembante che ci si doveva aspettare: si è visto qualche cross telefonato in meno, ma poca incisività. Qualcosa, ma non molto, è cambiato con l’ingresso di Del Piero e Giovinco, che hanno fatto aumentare il peso offensivo della squadra, che ha mancato qualche occasione in cui avrebbe meritato maggior fortuna.

L’arbitro De Marco non è stato impeccabile su un vistoso spintone in area ai danni di Amauri e su un intervento scomposto di Biondini su Diego (questo fallo è stato eliminato da molti commentatori, ma è apparso netto!), così come in qualche ammonizione poco equilibrata. Però, quando Matri è sfuggito ad un irriconoscibile Cannavaro (molto meglio Chiellini col naso rotto e grondante di sangue!) ed ha segnato il 2 a 0, il Cagliari ha legittimato la vittoria. Un risultato sconcertante, che lascia aperti molti dubbi: quali le cause secondo voi? E' solo colpa di Ferrara?

Cori razzisti a Balotelli. Juventus rischia squalifica. Ma è giusto?


La Juventus rischia la squalifica del campo a causa dei cori razzisti contro Mario Balotelli intonati dai suoi tifosi nella gara contro il Bordeaux in Champions League. Attorno alla curva bianconera sta nascendo un vespaio di polemiche ed accuse molto dure, che danno anche l’opportunità a Mourinho e Moratti di caricare la sfida del 5 dicembre prossimo tra Inter e Juventus. Il portoghese è un maestro nel fare la vittima, anche se il patron Moratti non è da meno: ha infatti spiegato che ritirerà la squadra dall’Olimpico di Torino in caso di cori razzisti.

Il razzismo è una delle espressioni più alte della stupidità umana e non c’è alcuna giustificazione: certamente è un razzismo anomalo quello di persone che inneggiano ad un maliano (Sissoko è tra i più amati dalla curva della Juventus!) e poi offendono un italiano dalla pelle nera! Purtroppo Mario Balotelli, grandissimo calciatore, suscita antipatie e timori nelle tifoserie avversarie sia perché è molto bravo, sia perché ha un’aria da bulletto che indispone facilmente.

Ciò non giustifica minimamente i cori contro di lui, che vogliamo ancora una volta stigmatizzare. Tuttavia ci sembra eccessiva la richiesta di punizioni esemplari contro la Juventus ed i suoi tifosi: una società di calcio può (e deve!) garantire il servizio d’ordine, ma non può assicurare l’educazione di tutte le persone che entrano nel suo stadio. Inoltre bisogna riflettere un attimo su cosa sia un tifoso.

Definiamo tifoso una persona che, pagando un biglietto, assiste ad un evento sportivo augurandosi che una delle parti in causa vinca. Essere tifosi, quindi, non è uno status riconoscibile e difficilmente mutabile come la nazionalità o lo stato civile, ma è un’attribuzione arbitraria facilmente inscenabile. Se io, sostenitore della Juventus, metto una sciarpa dell’Inter, sono riconosciuto come supporter nerazzurro, pur non essendolo.

Teoricamente, poi, una persona può entrare allo stadio con l’augurio che la squadra X vinca ma, durante la gara, può preferire la squadra Y. Come si identificano con certezza i supporter di una compagine? Non è possibile farlo con precisione, ma si continua a dire che “i tifosi della Juventus intonano cori razzisti”. Quegli imbecilli che offendono alcuni calciatori dalla pelle nera fanno un danno alla Juve ed anche a tutta la tifoseria, tacciata di essere intollerante e barbara dalle semplificazioni dei giornali.

Vorrei chiudere con una provocazione: siamo sicuri che questi razzisti nelle curve bianconere siano realmente tifosi dalle idee riprovevoli e non degli “infiltrati” con il preciso scopo di mettere i bastoni tra le ruote alla Juventus?
giovedì 26 novembre 2009

Bordeaux-Juventus 2-0 Qualificazione rinviata


La Juventus esce sconfitta per 2-0 dal campo di Bordeaux e rimanda alla gara casalinga contro il Bayern Monaco, vittorioso contro il Maccabi, il discorso qualificazione agli Ottavi di finale di Champions League. Brutta gara, quella dei bianconeri, che hanno mostrato diversi passi indietro rispetto all'ultima uscita: si è rivisto in campo Marchisio (bentornato) ed ha fatto il suo esordio in Europa Immobile, ma le note liete terminano qui.

Il Bordeaux e la Juventus hanno presentato formazioni quasi speculari, schierate con il 4-2-3-1, ma la differenza l'ha fatta l'intensità di gioco. I francesi hanno messo in luce grande ritmo e velocità, soprattutto sulle fasce, operando un forte pressing nella zona mediana che ha bloccato molte trame di gioco della Juventus. Ferrara ha riproposto Felipe Melo in mezzo al campo assieme a Sissoko: Momo ha dato il suo contributo, mentre il brasiliano è andato spesso in difficoltà, sbagliando molti passaggi e commettendo falli inutili.

Ciò ha provocato un doppio svantaggio: gli attaccanti della Juve, Amauri davanti a Camoranesi, Diego e Del Piero, non hanno avuto quasi mai palloni giocabili ed inoltre si sono concessi al Bordeaux troppi calci piazzati. I francesi di Blanc hanno segnato circa l'80% delle reti da calci da fermo: la Juve gli ha concesso 10 corner e 22 punizioni!

Se a ciò aggiungiamo che i due gol subiti sono stati frutto di disattenzioni ed incredibili dimenticanze in marcatura, la frittata è completa! Probabilmente, con Cannavaro invece che Legrottaglie al centro della difesa, vi sarebbe stato un atteggiamento generale diverso, ma è solo un'ipotesi. Anche in avanti, a parte un paio di tiri di Diego ed un'occasionissima mancata dal brasiliano ed Amauri su l'unica giocata incisiva di Del Piero, la Juve ha avuto difficoltà: Ferrara ha cambiato le posizioni dei 3 attaccanti dietro l'italo-brasiliano, ma specialmente Del Piero ha avuto grossi problemi nel coprire un'area di campo, quella della trequarti di sinistra, più ampia di quella coperta dalla seconda punta in un 4-4-2.

Le sostituzioni di Ferrara sono parse quantomeno originali: Del Piero ha fatto posto ad Immobile che è divenuto la punta centrale con l'uscita di Amauri e l'ingresso di Giovinco. Si possono fare mille ipotesi, adesso, ma forse la profondità di Iaquinta e la pericolosità di Trezeguet sui calci piazzati (anche in fase difensiva!) avrebbero fatto molto comodo... In ogni caso, nulla è compromesso in questa Champions League. Ma, come diciamo da troppo tempo, la Juventus deve fare qualcosa per trovare una continuità di risultati e soprattutto di gioco.
mercoledì 25 novembre 2009

Cori a Balotelli: Juventus multata.


La Juventus è stata multata per 20.000 € a causa dei cori contro Balotelli intonati da una parte della tifoseria durante l'ultima gara all'Olimpico di Torino con l'Udinese. Il Giudice Sportivo ha ritenuto "insultanti" le parole che si sono levate in "4 occasioni" da alcuni settori dello stadio bianconero contro l'attaccante di colore dell'Inter.

Il coro incriminato recita: "se saltelli muore Balotelli", a cui ha fatto seguito un meno fantasioso "Materazzi figlio di p...". Negli stadi, si sa, non si brilla certo per eleganza o rispetto degli avversari, specie quando sono forti e temibili. Ciò premesso sembra davvero eccessiva la decisione del Giudice Sportivo che parla di "cori incitanti alla violenza", visto che simili canzoncine, per niente edificanti, sono la norma negli stadi italiani ed esteri.

La goliardia delle curve è nota e forse si sta assumendo, da parte degli organi federali dello sport, un atteggiamento di severità di facciata volta a mascherare delle grandi lacune nell'arginare fenomeni realmente violenti che avvengono negli stadi. In ogni caso 20.000 € non sono una cifra esorbitante per la Juventus, a cui è stato riconosciuta l'attenuante di essersi dissociata tempestivamente: il clima generale, però, sembra decisamente inadeguato. Che ne pensate?
domenica 22 novembre 2009

Juventus-Udinese 1-0


La Juventus tiene il passo dell'Inter e batte in casa l'Udinese per uno a zero: una partita che ha visto il rientro di Sissoko e Del Piero, il cui ritorno in campo ha messo in evidenza quanto siano mancati alla squadra bianconera. Se si considera che manca ancora Marchisio e che Diego fa progressi ad ogni gara e dà sempre l'impressione di poter dare di più, i margini di miglioramento sono notevoli.

L'Udinese ha mostrato evidenti limiti in attacco, per via della defezione, trale altre, di Di Natale: Marino ha pertanto impostato la gara sulla difensiva, con uno schieramento 4-5-1 cortissimo e con almeno otto calciatori dietro la linea della palla in fase di non possesso. L'unica punta Floro Flores ha messo in difficoltà la linea difensiva bianconera solo in un paio di occasioni, quando il fuorigioco non ha funzionato a dovere e, soprattutto, Felipe Melo ha cercato in tutti i modi di creare problemi ai suoi.

Il regista brasiliano non era affatto in giornata: ha sbagliato passaggi semplici, ha scelto soluzioni troppo prevedibili facendosi anticipare e ha temporeggiato quando non doveva, finendo col perdere palla. Il 4-2-3-1 di Ferrara si regge a centrocampo grazie ad un Poulsen sorprendentemente reattivo e propositivo: il gioco è semplice, basta far arrivare la palla ad uno dei quattro d'attacco.

Gli attaccanti bianconeri si alternano bene, fanno movimento e si procurano diverse occasioni: una, la più clamorosa, con Amauri, che si vede respingere un'ottima deviazione ravvicinata da Handanovic, autore di un'altra grande parata su un forte destro di Diego. Sono soprattutto le fasce juventine a mettersi in mostra, con Caceres e Grosso in grande spolvero in entrambe le fasi, dove anche Giovinco e Camoranesi fanno vedere spirito di sacrificio e senso tattico.

Ma la gara non si sblocca se non con un azzardo tattico: Grosso inizia l'azione offensiva dalla trequarti scaricando a Poulsen ed inserendosi nello spazio centrale; il Danese apre dall'altra parte per l'avanzante Caceres che dal fondo rimette al centro e pesca benissimo Grosso che, liberissimo, appoggia in rete. La partita resta in mano bianconera anche grazie all'ingresso di Sissoko e Del Piero: con l'entrata del Capitano, Diego diventa ala sinistra in un 4-4-2 un  po' atipico, ma è soprattutto Sissoko a fare da diga in mezzo al campo e a fare un'eccellente fase propositiva (arriva anche al tiro un paio di volte).

Del Piero si è mosso molto, ha tenuto palla ed ha pressato tanto, arrivando persino a farsi ammonire: il gol arriverà presto. Il 4-4-2 ha permesso di accorciare ulteriormente gli spazi e di addormentare la gara, anche se ha sacrificato molto Diego che ha finito per fare il tornante: la sostituzione con De Ceglie è stata la naturale evoluzione del cambiamento tattico. La Juventus incamera 3 punti fondamentali, insomma, ma ci sarebbe piaciuto vedere la coppia Diego-Del Piero in un modulo tattico che ne esaltasse maggiormente le qualità: per voi è possibile la co-abitazione? E con quale modulo?

Infortunio Trezeguet: stop di un mese.


Abbiamo ormai perso il conto degli infortuni alla Juve di questa stagione: si aggiunge David Trezeguet, che ha riportato una distrazione al polpaccio sinistro dovuta ad una lesione di primo grado del tessuto muscolare. Lo stop previsto è di 30 giorni, il che significa che l'attaccante franco-argentino potrebbe addirittura non riuscire a tornare in campo prima della sosta natalizia!

Ora che rientrava Del Piero e con Trezeguet che aveva raggiunto un record per lui molto importante (sente Omar Sivori come un suo connazionale!), è arrivato questo nuovo infortunio. Abbiamo decisamente esaurito gli argomenti in merito: si gioca troppo, allenamenti troppo duri, condizioni del campo di Vinovo discutibili, sedute in palestra inadeguate... Il motivo non lo sappiamo, ma tutti questi infortunati sembrano davvero eccessivi!!!!

Che qualche cosa potesse non andare perfettamente negli allenamenti fisici, era stato sospettato da qualcuno quando Del Piero, qualche tempo fa, si impuntò per avere un suo preparatore atletico personale: certo, il Capitano bianconero aveva più di un motivo per prestare la massima attenzione alla sua integrità fisica dopo i tanti incidenti, ma forse aveva anche capito che alla Juventus c'era qualcosa che non andava.

In realtà, proprio Del Piero ha finito per infortunarsi nuovamente e nonostante il suo staff atletico individuale: forse è vero che le condizioni del campo di allenamento a Vinovo non sono tra le più idonee (nebbia, vento ed umidità non rendono affatto più gradevoli le sedute!).

Facciamo i nostri auguri a David Trezeguet perché possa guarire e tornare presto in campo: nella speranza che qualcosa, in questa strana tendenza, cambi. Per ora registriamo un nuovo affaticamento di Marchisio, dato per rientrante. Speriamo bene...
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mercoledì 18 novembre 2009

Amauri e Nazionale: passaporto italiano in arrivo


La telenovela Amauri in Nazionale è ben lontana dal dirsi conclusa: il passaporto italiano del calciatore brasiliano della Juventus dovrebbe arrivare a breve, ma l'Italia è divisa in merito alla sua convocazione da parte di Mister Lippi. Un altro oriundo dopo Camoranesi, insomma, sembrerebbe essere poco digerito dai tifosi ed anche da alcuni giocatori azzurri.

Pazzini, infatti, non ha nascosto la sua insofferenza in merito all'argomento Amauri in Azzurro: "non mi interessa, perché è un calciatore brasiliano", ha spiegato. Un po' come a dire che non sarebbe proprio il benvenuto! Gli ha fatto eco, seppur con toni molto meno diretti, Zambrotta insieme ad altri calciatori di cui non conosciamo il nome ma che, da quel che si dice, non vorrebbero che il brasiliano della Juventus entrasse nel gruppo della Nazionale.

L'attacco, a ben guardare, non è il reparto meno nutrito della nostra Selezione, con eccellenti calciatori già sicuri di partire per i Mondiali del Sudafrica: tra questi ricordiamo Vincenzo Iaquinta, una pedina inamovibile per gli schemi di Lippi. Tuttavia gli juventini della Nazionale Azzurra sembrerebbero gradire non poco la presenza di Carvalho Amauri: loro più di tutti conoscono le qualità del giocatore e sanno bene che, anche quando non segna, il suo gioco è sempre decisivo per i movimenti offensivi.

Insomma, si prospetta un'altra grana per Lippi dopo il caso Cassano, momentaneamente messo in stand-by. Tra le altre cose, tutta la documentazione per la naturalizzazione di Amauri dovrebbe arrivare in Italia non prima del 5 marzo prossimo, data in cui la Nazionale Italiana affronterà il Camerun nell'ultima amichevole pre-mondiale. Ciò significa che Amauri, se convocato, farebbe eventualmente il suo esordio in maglia azzurra in uan gara dei Campionati del Mondo. Che sia un campione è fuori discussione, ma le condizioni generali appaiono complicate: che ne pensate?
domenica 8 novembre 2009

Atalanta-Juventus 2-5 Bianconeri a -4 dall’Inter


Spettacolare partita allo stadio Azzurri d’Italia di Bergamo, dove la Juventus ha battuto per 5-2 l’ottima Atalanta di Antonio Conte. Ferrara porta sul pesante campo bergamasco la Juve migliore del momento che si schiera con il 4-5-1: Trezeguet è l’unica punta, supportato da Giovinco, Diego e Camoranesi. L’Atalanta risponde con il 4-4-2 classico che diviene 4-2-4 in fase di possesso. Ne viene fuori una partita bellissima che vede la Juve segnare 8 gol (tre giustamente annullati) e subirne due.

La prima parte è di marca atalantina: gli uomini di Conte sfruttano la loro velocità ed i cambi di gioco ispirati da Guarente e Padoin, che si affidano soprattutto ai movimenti di Tiribocchi e Valdés, mentre Doni appare un po’ sottotono. La Juve spinge molto sulle fasce grazie a Grosso e Cáceres e blocca le ripartenze nerazzurre con una linea difensiva molto alta, che la espone a qualche rischio. Nel momento migliore degli avversari, però, Trezeguet mette in mostra la sua specialità svettando di testa su un bel cross di Cáceres: il gol è annullato per fuorigioco.

Ma l’inerzia della gara è cambiata ed arriva il gol, sempre di testa, di Camoranesi, che sfrutta un’azione sulla destra di Grosso ed anticipa tutti con una scelta di tempo da vero campione. L’Atalanta non c’è più e, sempre da un’azione di Grosso, stavolta sulla sinistra, la difesa nerazzurra rinvia con difficoltà un pallone vagante che finisce tra i piedi di Camoranesi al limite dell’area: il controllo ed il tiro dell’italo-argentino sono da manuale e la Juve va sul 2-0.

I Bianconeri hanno controllato per lunghi tratti la gara grazie ad un encomiabile lavoro dei 4 attaccanti: il loro pressing alto ha infatti costretto gli atalantini a ricorrere al lancio lungo, evitando molte volte le azioni manovrate che solitamente prediligono. Tuttavia il pressing non si può effettuare di continuo ed in una di queste rare pause l’Atalanta ha accorciato le distanze, grazie ad un bel gol di Valdés partito sul filo del fuorigioco ed ispirato da un ottimo Guarente. I fantasmi della gara contro il Napoli si fanno sentire e la Juve si catapulta in attacco trovando due gol annullati per fuorigioco a Melo e Poulsen ed infine segnandone uno buono con un grandissimo tiro dalla media distanza del centrocampista brasiliano.

Non passa molto e Ceravolo torna ad accorciare le distanze con un altro gran gol nato da un cambio di gioco: i nervi tornano a farsi tesi. Ci vorrà una bella combinazione tra Camoranesi (migliore in campo) e Diego per portare quest’ultimo solo davanti a Consigli e batterlo con un delizioso sinistro per il 2-4. La Juve continua a spingere ed arriva anche il gol numero 167 di Trezeguet, che agguanta il compianto Omar Sivori.

Prendiamo atto di un miglioramento nel gioco, nelle distanze tra i reparti e nell’atteggiamento mentale: lo avevamo detto anche dopo la gara contro la Sampdoria, speriamo che adesso la Juventus non ci riservi altri passi falsi. Per ora ci godiamo il -4 dall’Inter, nell’attesa magari di un regalo domani da parte di Mister Ranieri.
sabato 7 novembre 2009

Atalanta-Juventus: Conte contro Ferrara, un tuffo nel passato bianconero


Atalanta-Juventus di questa sera sarà un ritorno al passato molto nostalgico per i tifosi bianconeri: sarà inevitabile tornare col pensiero a quella Juventus di Lippi di cui Conte e Ferrara erano due punti fermi e che vinceva in Italia ed all'estero. Era una squadra, quella, dove i campioni (e ce n'erano tanti!) si mettevano al servizio del gruppo e del gioco e non viceversa: entrambi i tecnici, oggi, cercano di trasferire quel loro carisma alle rispettive compagini.

Atalanta e Juventus attraversano due periodi particolari: i bergamaschi hanno cambiato tecnico ed atteggiamento tattico, così come gli juventini, ai quali però non è concesso alcun errore né uscita fuori dagli schemi (come nella partita scorsa la reazione rabbiosa di Doni alla sua sostituzione nei confronti di Conte). Il pericolo è che la gara si trasformi in un gioco a non farsi del male, dettato più dalla paura di perdere che non dalla voglia di vincere.

In questo dovranno essere bravi i due tecnici, entrambi molto votati all'attacco e desiderosi di conquistare la vittoria su ogni campo e contro ogni avversario. La Juventus ha dimostrato di andare in difficoltà contro squadre particolarmente carismatiche (vedi il Napoli) e di subire eccessivamente alcuni movimenti offensivi: l'Atalanta, con Acquafresca e lo stesso Doni, ha ottime armi in attacco, tutte molto mobili e quindi da temere.

La Juventus, dal canto suo, potrà contare su un impianto offensivo di primissima qualità, dove Camoranesi, Diego e Giovinco supporteranno Trezeguet unica punta. Il modulo ha sinora dato risultati apprezzabili, ma adesso serve continuità. A partire da stasera...
mercoledì 4 novembre 2009

Champions League: Maccabi Haifa-Juventus 0-1


La Juventus bissa la vittoria per uno a zero del turno scorso contro gli israeliani del Maccabi Haifa e guadagna tre punti pesantissimi per il prosieguo della Champions League: nel suo girone è ad 8 punti e saldamente al secondo posto, con il Bordeaux a 10 e sicuro della qualificazione ed il Maccabi ancora a 0 e certo del contrario, l'unica insidia potrà essere rappresentata dal Bayern Monaco a 4 punti. La Juve potrà perciò gestire un buon vantaggio e giocarsi con i francesi la prima posizione.

Dal punto di vista tattico, la gara con gli israeliani ha visto confermare il modulo 4-5-1 con alcune differenze con la partita contro il Napoli: Legrottaglie sostituisce Cannavaro, Caceres Grygera, Tiago Giovinco e Amauri Trezeguet. La Juventus parte molto forte, nel tentativo di raggiungere subito il gol che non arriva solo per bravura del portiere avversario: Diego si muove molto e prende tante botte, lo stesso fanno Amauri e Camoranesi. Tiago, anche questa volta, seppur schierato sulla linea dei mediani come preferisce lui, non si è mai visto e nel secondo tempo è stato sostituito da un più mobile De Ceglie.

La Juventus non ha mai realmente perso il controllo della partita, grazie soprattutto alla buona regia di Felipe Melo, ottimo anche in fase di contenimento: tuttavia si sono registrate alcune preoccupanti disattenzioni difensive che potevano costare care. La più grande occasione della gara, gol escluso, è stata appannaggio del Maccabi, il cui attaccante si è visto respingere due volte la sua conclusione dall'area piccola da un Buffon in versione saracinesca. La difesa bianconera, però, ha ballato clamorosamente: su calcio d'angolo non è possibile perdere il presidio del cuore dell'area piccola e permettere anche il tiro sulla ribattuta all'avversario!

Un'altra azione su cui gli israeliani si sono resi pericolosi è stata quella dei cross dalla fascia destra bianconera e con i cambi di gioco sulla sua sinistra: Grosso appare in difficoltà, ma non solo lui, nelle chiusure di questo tipo, il che è ancor più strano se si considera che il numero 6 juventino ha nel suo bagaglio tecnico un'ottima diagonale difensiva.

In attacco il gol di Camoranesi è un compedio di quello che il nuovo modulo può offrire: azione sulla destra di un ottimo Caceres che mette in mezzo e trova il tiro al volo di Mauro a centro area che ci regala i tre punti. Grazie alla spinta dei laterali di difesa i 2 centrocampisti offensivi hanno saputo creare superiorità su tutto il fronte dell'attacco, sottraendo anche punti di riferimento alla difesa del Maccabi.

In ogni caso la Juve ha sofferto troppo in qualche frangente, mostrando un calo mentale e fisico che l'ha portata ad allungarsi pericolosamente nel periodo migliore degli israeliani (che sono stati per fortuna poco incisivi). Probabilmente ai bianconeri manca un po' di personalità: quella personalità che porterà Del Piero al suo rientro. Ora più che mai la Juve ha bisogno del suo Capitano...
sabato 31 ottobre 2009

Juventus-Napoli 2-3: sconfitta da panchina corta...


Rocambolesca partita della Juventus che perde in casa contro un ottimo Napoli per 3-2 dopo essere stata in vantaggio di due gol fino al 55'. Una gara da emozioni forti, con molti spunti tattici ma soprattutto uno spunto di riflessione inequivocabile: la Juventus non ha rincalzi adeguati ai calciatori della formazione titolare. Lo abbiamo detto e commentato altre volte, ma in occasioni come questa il divario con le altre grandi d'Italia e d'Europa diviene troppo evidente. E fa rabbia.

La partita contro il Napoli era cominciata benissimo: neanche 20 secondi e Giovinco è già solo davanti a De Sanctis sbagliando per pochi centimetri l'1-0. Ferrara ripropone il modulo 4-5-1 con Trezeguet unica punta supportato da Diego al centro e Camoranesi e Giovinco sulle ali. Pochi metri più dietro, a fianco di Melo c'è Poulsen al posto di Sissoko infortunato: primo campanello d'allarme.

Il Napoli, a parte qualche disattenzione difensiva, spinge molto sulle fasce, dove però per tutto il primo tempo non riesce ad incidere, in special modo sulla destra: Grygera chiude bene ogni spazio, mentre Grosso concede qualche occasione di troppo. Dai piedi di Grygera arriva il gol di Trezeguet: David si libera da campione di Campagnaro e gira di testa in rete il bel cross del ceco.

La Juventus sembra controllare la gara ma pochi minuti prima Aronica ha colpito con una forte gomitata Camoranesi, che dovrà uscire con in volto una maschera di sangue: al suo posto entra Tiago. Secondo campanello d'allarme. Nella ripresa la squadra bianconera sfrutta un clamoroso errore di Contini per portarsi sul 2-0 con Giovinco, ma il Napoli cresce in maniera evidente.

Con Poulsen e Tiago contemporaneamente in campo la Juve non ha mai combinato nulla di buono: pur con caratteristiche diverse, i due mancano di personalità ed incisività. Il Danese, come già accaduto in questo campionato, non viene nemmeno più preso in considerazione dagli avversari, che si sono concentrati, talvolta un po' troppo duramente, sugli altri centrocampisti. Tiago ha sbagliato in fase difensiva nei gol del Napoli del 2-2 e 2-3: sul primo ha finito con l'infastidire Buffon perdendo il suo uomo, nel secondo ha sbagliato il rinvio trasformandolo in un assit per Hamsik.

Anche i nervi hanno avuto un ruolo: il Napoli ha risposto subito con Hamsik (vale almeno 5 Tiago) accorciando le distanze, ma anche lì è emerso come Grosso non fosse in giornata sui cambi di gioco sulla sua parte. Poco efficaci sono stati i cambi, ma Ferrara era obbligato a cambiare qualcosa. Amauri al posto di Poulsen poteva dare maggior peso in avanti, ma questa sostituzione ha finito per indebolire il centrocampo (già indebolito da Tiago!), mentre l'ingresso di De Ceglie per Giovinco ha inciso poco sul gioco. Del tutto inconcludente la mossa della disperazione di collocare Chiellini come centravanti: il difensore ha forse dato più fastidio ai movimenti delle punte che reale supporto.

L'unica nota negativa dei napoletani è stata un po' di sceneggiata. Prima Lavezzi ha impiegato 60 secondi per uscire, fingendo di non aver capito di dover essere sostituito, e poi De Sanctis ha simulato di aver subito un colpo in uscita da parte di Amauri: l'italo-brasiliano (forse) lo tocca lievemente sulla parte anteriore della testa, ma il portiere ex-Udinese si porta le mani di scatto sulla nuca. Ne nasce una rissa con cui si perde almeno un altro minuto e Amauri si becca il cartellino rosso: spiace vedere i calciatori della Juve e l'arbitro Damato abboccare così facilmente, ma è assolutamente ingeneroso attaccarsi a queste cose. Siace soprattutto vedere che la Juventus, con i tanti infortuni che ne stanno accompagnando la stagione, non abbia sostituti all'altezza...
venerdì 30 ottobre 2009

Sissoko, nuovo infortunio: 25 giorni di stop


Nuovo infortunio per Momo Sissoko, che ha riportato un fastidio muscolare durante l'allenamento odierno che ha abbandonato anzitempo. Il centrocampista africano, rientrato dopo molti mesi da un incidente i cui postumi si erano rivelati molto più gravi del previsto, torna quindi in infermeria nel momento migliore della Juventus, quando apparivano dei chiari segnali di ripresa anche grazie al suo apporto.

La prognosi per il recupero è di 25 giorni, ma sappiamo bene che potrebbero volerci 3 settimane così come un mese e più: molto dipenderà da come il tessuto muscolare del calciatore sarà in grado di assorbire la distrazione alla coscia (è la fascia muscolare più grande).

A questo punto è sempre più di attualità ed interesse sapere cosa diavolo facciano gli juventini in allenamento (come qualche lettore ha giustamente fatto notare): probabilmente i carichi sono eccessivi o magari l'intensità è troppa. Una cosa è certa: una così alta percentuale di incidenti muscolari ed ossei in una sola squadra non si ricorda da tantissimo tempo. La mia domanda/provocazione è sempre la stessa: possibile che sia solo sfortuna?
giovedì 29 ottobre 2009

Juventus-Sampdoria 5-1: Bentornata Juve!!!


La Juventus strapazza con un sonoro 5-1 la Sampdoria di Cassano dando una prova di forza assolutamente imprevedibile: non che la squadra di Ferrara non disponga di grandissimi campioni, ma le ultime uscite avevano lasciato molto a desiderare dal punto di vista del gioco e dell'atteggiamento tattico. Ebbene, i bianconeri hanno sfoderato una partita perfetta.

Ferrara ripropone il modulo 4-5-1 già visto contro il Maccabi ma con due differenze sostanziali: l'unica punta è Amauri ed a fianco di Felipe Melo c'è Sissoko. Questi due elementi, uniti ad un atteggiamento tattico molto aggressivo sin dal primo minuto, hanno fatto sì che la squadra giocasse in maniera molto compatta, accorciando le linee e coprendo bene tutto il campo. Lo avevamo detto, la gara si sarebbe decisa a centrocampo: la Juve ha messo 5 dei suoi uomini migliori in quel settore e la differenza si è vista.

Dietro ad Amauri, molto mobile come sempre, hanno operato Camoranesi, Diego e Giovinco: partita superlativa di tutti e tre, specie il brasiliano, da cui sono partite tutte (o quasi) le azioni da gol della Juve. La difesa sampdoriana non ha avuto punti di riferimento ed ha dovuto guardarsi dalle continue sortite offensive degli attaccanti bianconeri, tutti in grado di saltare l'uomo, creare la superiorità ed impostare l'azione. Il loro sacrificio in fase difensiva ha reso impeccabile l'applicazione del nuovo modulo.

In settimana erano state provate le situazioni di calcio da fermo e la Juventus ha dimostrato di saper capitalizzare le sue occasioni: il primo gol, dopo diverse chance da rete, lo sigla Amauri su corner di Diego. Per la seconda segnatura Amauri si trasforma in assistman: Chiellini ruba palla a metà campo, la dà all'italo-brasiliano, segue l'azione e si fa trovare pronto per la battuta a rete sotto porta. Oltre al bel gol, questa giocata mette in evidenza la compattezza della squadra in fase di non possesso.

Il secondo tempo è una replica del primo: la Juve che attacca sulle fasce, di cui non ha mai perso il controllo, e crea occasioni a raffica. Il 3° gol è opera di Camoranesi dopo una bella combinazione Diego-Giovinco, il 4° è un bel colpo di testa da centro-area di Amauri ed il 5° una giocata simile di Trezeguet subentrato proprio al numero 11 bianconero. La rete di Pazzini è arrivata sull'unico errore degli juventini: Grosso si è fatto soffiare il pallone (sul 4-0 ci sta!) da Bellucci che ha trovato con un bel cross la testa del compagno.

Vogliamo infine segnalare, ed è certamente un merito di Ferrara, la metamorfosi di Felipe Melo: attento, equilibrato ed essenziale nelle giocate, il brasiliano ha anche (finalmente!) spazzato via il pallone quando il caso lo richiedeva. Forse è prematuro dire se qualcosa è cambiato, ma registriamo con molto piacere come i piedi buoni (vedi il centrocampo schierato questa sera) facciano ancora la differenza. E meno male...
mercoledì 28 ottobre 2009

Infortunio Iaquinta: stop 40 giorni


Vincenzo Iaquinta resterà fermo 40 giorni per l'infortunio al menisco che si è procurato in allenamento qualche giorno fa e che lo ha costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico in artroscopia lunedì scorso. L'operazione, rende noto il sito ufficiale della Juventus, è perfettamente riuscita, ma la squadra di Ferrara dovrà fare a meno del centravanti calabrese per oltre un mese.

I 40 giorni di prognosi, infatti, sono da ritenersi indicativi, senza contare il periodo di recupero della forma di cui Iaquinta avrà bisogno. E' un vero peccato perché stava attraversando uno dei periodi migliori da quando era alla Juventus ed il gioco di Ferrara sembrava modellato apposta sulle sue caratteristiche.

Una buona dose di sfortuna è inengabile, però continua ad apparire strana questa serie di incidenti alla Juventus: senza scomodare l'infortunio di Sissoko, il cui recupero è sembrato interminabile, dobbiamo ricordare quello di Marchisio, molto simile, e quello di Buffon: il portiere bianconero ha infatti annunciato di volersi sottoporre ad un intervento in artroscopia a dicembre, così da minimizzare gli svantaggi per la sua squadra e sfruttare la sosta natalizia per il recupero.

Probabilmente gli allenamenti vanno rivisti o magari la programmazione delle sedute va ritoccata. Non lo sappiamo, nessuno può saperlo. Nel frattempo, però, Martin Caceres si è rotto il naso (sempre in allenamento!) ed è finito sotto i ferri anche lui!!!

Juve-Sampdoria, una gara che si decide a centrocampo


Juventus-Sampdoria è il big match del turno di campionato di questa sera. I Bianconeri ed i Blucerchiati si giocano, a sentire gli esperti, il titolo di anti-Inter, con i liguri ancora in condizione, nella malaugurata ipotesi di una loro vittoria, di tornare in vetta alla classifica nell'attesa del posticipo di domani. Tatticamente sarà una partita molto interessante, con Ferrara e Del Neri che si confronteranno anche sul piano delle idee di gioco.

Alla fisicità della Juventus, che verosimilmente giocherà con Sissoko e Melo (foto)dal primo minuto, la Samp risponderà con la velocità di Cassano e Mannini e l'opportunismo in zona gol di Pazzini. E' più probabile, però, che le sorti dell'incontro saranno decise a centrocampo, come spesso accade, e non nella trequarti.

Le squadre di Del Neri hanno sempre fatto delle fasce laterali il loro punto di forza: il loro gioco rapido, portato avanti da calciatori in grado di dribblare con facilità, grazie anche alle sovrapposizioni dei laterali di difesa, costringe gli avversari ad aprire il proprio fronte difensivo, liberando fatalmente spazi per gli attaccanti.

La Juventus, proprio sulle fasce di metà campo, va talvolta in difficoltà: il famoso centrocampo a rombo rende difficile la copertura di questa zona, a meno di non scoprirsi terribilmente nel mezzo e rischiare anche di più. I terzini, insomma, dovranno fare un grande lavoro ed iniziare il pressing qualche metro in avanti rispetto al solito. Ma ci vorrà anche una grande collaborazione degli attaccanti, a cui sarà chiesto certamente di fare pressione sin dalla trequarti: Vincenzo Iaquinta sarebbe stato utilissimo in questa (e non solo in questa) fase di gioco.

Il rischio più grande che la Juventus correrà sarà quello di perdere il controllo delle fasce ed andare in affanno a causa di Cassano e Mannini: la Samp gioca benissimo sui cambi di gioco e la Juve, come qualche lettore ha fatto acutamente notare, soffre molto questo tipo di giocata. Se poi, per presidiare meglio le zone laterali, si dovesse lasciare troppo solo Melo, dobbiamo augurarci che Ferrara abbia chiarito con lui quello che può e non può fare: se dovesse intestardirsi e tentare di dribblare tutti i sampdoriani che verosimilmente lo attaccheranno per non farlo ragionare, i pericoli per Buffon potrebbero non essere pochi.

Speriamo solo di non dover ricorrere nuovamente a SuperBuffon per coprire le magagne difensive. Se poi Diego dovesse tornare quello di Roma, beh allora sarà la Sampdoria ad aver paura della Juve...
domenica 25 ottobre 2009

Siena-Juventus 0-1 Si torna alla vittoria, finalmente!


La Juve batte il Siena e torna a conquistare i tre punti dopo un mese e mezzo: una vittoria faticosa in una partita che ha evidenziato ancora una volta alcuni problemi di gioco e di uomini per la squadra di Ferrara. Alla fine il gol di Amauri ha scacciato via, almeno per tre giorni, una crisi che sembrava dietro l'angolo. Mercoledì arriva la Sampdoria che, come spesso accade alla Juventus in questo campionato, si trova nel suo miglior momento di forma.

Ferrara ha riproposto il 4-3-1-2 con Cannavaro sostituito da Legrottaglie e Diego alle spalle delle due punte Trezeguet e Amauri. A metà campo la fascia sinistra orfana di Marchisio è affidata a Poulsen, mentre Camoranesi va in panchina. La gara non ha avuto un gran ritmo, anche se la Juve ha cercato di premere subito i padroni di casa nella loro metà campo ma senza creare grossi pericoli alla porta senese.

I toscani, invece, si sono chiusi perfettamente rendendosi peraltro pericolosi con alcune sortite offensive e non soltanto giocando di rimessa: Giampaolo, seppur in tribuna per squalifica, è un eccellente tecnico ed ha disposto in campo il Siena in maniera esemplare, programmando un pressing sui portatori di palla che ha limitato fortemente le trame di gioco della Juventus.

Tra le note positive, però, annoveriamo un Felipe Melo, finalmente misurato, che ha giocato senza correre rischi inutili: non è ancora ai livelli di Firenze o della Confederations Cup, ma appare in crescita. Un'altra nota sorprendente è quella di Poulsen, che è stato per lunghi tratti il più mobile dei suoi, facendo con ammirevole impegno entrambe le fasi di gioco: certo, ha sbagliato qualche cross di troppo, ma non è quello il suo ruolo!

In lieve crescita Diego, che ha fatto vedere qualche buona giocata nel servire le punte ed è rientrato meno di quanto non abbia fatto nelle ultime deludenti gare: il fantasista brasiliano aveva costantemente due uomini addosso, che hanno montato su di lui una marcatura particolarmente aggressiva, ma da alcuni movimenti si intravede un giocatore ritrovato...Speriamo bene!!!

Ha deluso invece Trezeguet, servito non sempre benissimo ma anche poco lucido sotto porta, al contrario di Amauri che si è mosso bene su tutto il fronte offensivo. Una difesa organizzata come quella del Siena è stata difficile da scardinare, anche se con l'ingresso di Camoranesi le cose sono migliorate dal punto di vista delle geometrie. Il gol, così come le principali occasioni da rete, è arrivato su calcio piazzato: da una punizione pennellata di Diego dalla trequarti Amauri ha trovato perfettamente il tempo per lo stacco aereo ed ha battuto il portiere avversario. Ottimo segnale quello dell'italo-brasiliano, finalmente sbloccatosi!

C'è ancora molto da lavorare per Ferrara: a centrocampo le geometrie sono ancora poco fluide e, malgrado i miglioramenti di Melo, non si può prescindere dalle giocate di Camoranesi, di gran lunga il miglior giocatore della Juventus in questo scorcio di campionato. Un'ultima parola vogliamo spenderla per il rientrante Molinaro: la sua gara è stata nervosa e costellata da molti errori di misura, ma ci sembra ingeneroso non ricordare quanto (e da quando) manchi al calciatore campano il ritmo di gara. Sospendiamo perciò il giudizio su di lui ed invitiamo quanti hanno dimostrato di avere nei suoi confronti il fischio facile a fare altrettanto...
giovedì 22 ottobre 2009

Champions League: Juventus-Maccabi Haifa 1-0


La Juventus rompe il periodo negativo con la prima vittoria in Champions League dell'era Ferrara: contro il Maccabi Haifa l'allenatore napoletano ha proposto un modulo nuovo ad una punta ed il risultato gli ha dato ragione. Tuttavia c'è stato tanto da soffrire, forse troppo in alcune fasi: si tratta ad ogni modo di un piccolo passo in avanti e, di questi tempi, non è poco!

Il 4-2-3-1 scelto da Ferrara garantisce più copertura davanti alla difesa e permette una migliore interazione tra il trequartista, i due esterni e il centravanti. Ma dopo pochi minuti la Juve ha rischiato di andare sotto: da un cross dalla mediana, di solito i più innocui, Cannavaro si lascia anticipare da un attaccante israeliano e ci vuole tutta la reattività di Buffon per evitare un gol praticamente già fatto.

La Juventus ha poi preso in mano la situazione, grazie a Giovinco, Camoranesi e Diego supportati da Sissoko e Felipe Melo a poca distanza da loro. Trezeguet si è mosso bene nel suo habitat naturale, l'area di rigore, mentre Grosso ha dato prova di grande abnegazione sulla sua fascia di competenza. Meno efficace, ma pur sempre generoso nell'impegno, l'uruguayano Caceres subentrato all'infortunato Zebina.

Per arrivare al gol ci vuole l'inizio del secondo tempo, quando Chiellini anticipa tutti di testa su uno splendido calcio di punizione di Diego. A quel punto la Juve potrebbe anche raddoppiare in un paio di occasioni ma appare soddisfatta del vantaggio minimo e diventa meno incisiva: il diluvio abbattutosi su Torino non ha certo aiutato in tal senso!

Dopo che anche Felipe Melo esce in lacrime per un infortunio ancora da valutare e Camoranesi coglie un palo da distanza ravvicinata la Juve rischia la beffa: nonostante la superiorità numerica da oltre 20 minuti, gli uomini di Ferrara si fanno sorprendere sulla destra in contropiede al terzo minuto di recupero e ci vuole ancora il miglior Buffon per strozzare in gola ai tifosi del Maccabi l'urlo per la rete del pari.

La tenuta nervosa, la continuità in alcuni uomini e un po' di sicurezza in più nei movimenti sono i tre obiettivi primari da raggiungere già dalla gara di domenica contro il Siena. I pur lievi progressi nel gioco potranno dare alla squadra una maggior fiducia che, lo speriamo tutti, possa tradursi già dalla trasferta in Toscana in una vittoria convincente e scacciacrisi. A me il nuovo modulo della Juve non è dispiaciuto. A voi?
domenica 18 ottobre 2009

Juventus-Fiorentina: 1-1 Ancora un pareggio per Ferrara...


Ragazzi, così non va! Dalla Juventus, che pure affrontava una Fiorentina in grande spolvero, era lecito attendersi di più del pareggio casalingo. L'Inter, a cui indubbiamente gira tutto a favore, è quasi in fuga ed il clima attorno alla squadra di Ferrara si fa sempre meno gradevole. Abbiamo assistito ad una gran bella partita, ieri, che non ha fatto altro che evidenziare quanto di buono e meno buono andiamo dicendo dall'inizio del campionato sui Bianconeri.

La Juve è infatti partita un po' sotto tono, come ha dimostrato il gol di Vargas dopo 5 minuti: i calciatori viola sembravano essersi cacciati da soli in un imbuto di difensori bianconeri in superiorità numerica ma, vuoi per la scarsa reattività di questi ultimi, vuoi per l'abilità negli spazi stretti degli attaccanti della Fiorentina, ne è nato un gran bel gol che ha sorpreso tutti.

A quel punto i Bianconeri hanno mostrato una reazione degna del blasone della squadra, arrivando in molte occasioni vicini al gol prima di pareggiare con Amauri (finalmente si è sbloccato!). Tatticamente, a parte i primi minuti, non si può dire ci sia stato scarso impegno: gli juventini hanno corso e lottato come sempre, grazie anche al carisma del rientrante Sissoko.

Ferrara ha optato per una formazione molto offensiva, con Grygera e Grosso a fare quasi da esterni di centrocampo aggiunti, visto che con il rombo le fasce laterali sono per forza di cose meno presidiate: in questo modo si è rischiato qualcosa, ma ci può stare quando si deve vincere. Quel che ha convinto poco è il centrocampo, non a caso il reparto che il Mister sta cambiando più di frequente.

L'assenza di Marchisio si fa sentire e Poulsen non è un valido sostituto. E' vero, lotta, difende ed indovina talvolta qualche bella apertura come quella su Iaquinta in occasione del gol, ma resta eccessivamente timido in fase di impostazione, con il risultato di essere cercato poco dai compagni. Felipe Melo è ancora in ritardo rispetto alle grandi cose che ci aspettavamo: è spesso solo in mezzo al campo e non ha altra via che la verticalizzazione, ma dal canto suo il brasiliano commette troppi errori in fase di impostazione a causa della sua eccessiva sicurezza. Un regista non può perdere palla nella sua area per voler dribblare gli avversari.

Vedere Cristiano Zanetti dall'altra parte, beh, mi ha fatto un certo effetto. La conseguenza di questo centrocampo ancora imballato è stata che Diego ha finito col giocare distante dalla trequarti, arretrando di qualche metro la sua posizione per tentare di avviare le azioni. Diego non ha fatto male, seppur non abbia giocato una gara eccelsa, ma questo suo arretramento, dettato dalle situazioni di gioco e non da Ferrara, ha comportato un isolamento dei due attaccanti, allungando eccessivamente la squadra.

Il pareggio finale è giusto, anche se la Juve avrebbe potuto segnare un altro gol in qualche occasione. Resta il fatto che nelle ultime 6 gare, compresa la Champions League, la Juventus ha pareggiato 5 volte oltre alla sconfitta di Palermo: bisogna dare una svolta rapida, per non compromettere così presto la stagione. Io direi di tornare ad un centrocampo più lineare, voi che ne dite?
venerdì 9 ottobre 2009

Doping. Cannavaro positivo per leggerezza in amministrazione


Cannavaro positivo all'antidoping: la notizia ha creato subito scalpore alla Juventus e nel ritiro della Nazionale. Il Capitano Azzurro è risultato "non negativo" ad un controllo effettuato dopo la gara del 30 agosto scorso: in particolare, l'organismo del difensore bianconero riportava tracce di un cortisonico vietato dal CONI. Tutto però sarebbe dovuto ad un disguido tanto banale quanto inaccettabile.

Il giorno prima della gara, in una torrida giornata estiva, Fabio Cannavaro era stato punto da un'ape: per evitare le pericolose reazioni allergiche, in grado di portare anche allo shock anafilattico in soggetti predisposti, lo staff medico ha deciso di praticargli una iniezione di cortisone.

Come sempre avviene in questi casi, però, bisogna inviare al CONI la richiesta per l'esenzione dai controlli, motivandola in maniera precisa. Lo staff medico della Juventus ha provveduto ad inoltrare la richiesta che è stata accettata senza problemi dal Comitato Olimpico, ma con la riserva di ricevere copia della documentazione medica a riguardo.

La Juventus ha ricevuto la raccomandata (ritrovata in sede) ma nessuno in amministrazione ha avuto il tempo di aprirla. Morale della favola: la documentazione richiesta dal CONI non è stata mai inoltrata. Cannavaro è a colloquio con un dirigente del Comitato e non avrà problemi nel discolparsi ed evitare sanzioni immeritate (vedi Mannini e Possanzini). La Juve, invece, rischia con ogni probabilità un'ammenda per negligenza. E le sta bene...
mercoledì 7 ottobre 2009

Juventus: Cobolli Gigli sostituito da Blanc


La Juventus ha reso noto di aver affidato le mansioni di Cobolli Gigli, presidente bianconero dal 2006, a Jean Claude Blanc, attualmente amministratore delegato della società. La decisione è stata comunicata da John Elkann, quale portavoce della proprietà, che ha "ringraziato" il presidente per il suo grande lavoro: la formuletta classica di quando si vuole liquidare qualcuno.

Cobolli Gigli non sarà stato certo un fenomeno, avrà commesso i suoi errori in fase di gestione dell'ambiente e nei rapporti con la stampa: tuttavia non ci sembra di vedere in lui colpe particolari, tali da giustificare una simile decisione del rampollo di casa Agnelli.

Giovanni Cobolli Gigli, tifoso juventino da sempre, ha costruito la sua carriera fuori dal mondo del calcio, eccellendo nella direzione gestionale della Casa Editrice Fabbri. Divenuto presidente della Juve nel giugno del 2006, l'anno della B, ha assunto su di sé grandi responsabilità, dimostrandosi, comunque la si pensi nel merito dei singoli episodi, una persona di gran classe.

Tra due settimane sarà comunicato il suo successore, Jean Claude Blanc, manager francese che di calcio, non ha problemi ad ammetterlo lui stesso, non ha grandi conoscenze. Pur mantenendo il suo doppio incarico di Amministratore Delegato e di Direttore Generale, Blanc assumerà anche la terza e più onerosa carica di presidente della Juventus.

"Uno e trino" come solo Boniperti in passato aveva saputo essere: ma, con tutto il rispetto, tra il manager francese e l'indimenticabile campione della Grande Juve la differenza si vede eccome!!! In ogni caso, sembra che questo riassetto societario sia avvenuto nel momento meno opportuno. Che ne pensate?
lunedì 5 ottobre 2009

Palermo-Juventus: 2-0 Sconfitta meritata, non si gioca solo un tempo!


Il titolo non lascia dubbi: la Juventus ha perso meritatamente a Palermo per 2 a 0, andando sotto di due gol già nel primo tempo. La squadra di Ferrara ha lasciato per tutta la prima frazione di gioco l'iniziativa ai palermitani che hanno sfruttato al meglio due delle diverse occasioni che sono riusciti a procurarsi. La Juve si è scossa solo dopo il doppio svantaggio, quando ormai i Rosanero avevano eretto un muro difensivo difficilmente valicabile: un po' di imprecisione e sfortuna nelle conclusioni ha fatto il resto.

Ferrara ha riproposto il centrocampo a rombo con Diego dietro le punte Amauri e Iaquinta, ma i Bianconeri hanno mostrato sin da subito poca corsa. Non tutti, ovviamente: Camoranesi si è confermato in gran forma, ma da solo ha potuto poco. Diego non è ancora al top, anche se ha messo apprensione agli avversari con un paio di giocate: controllato a turno da Bresciano e Simplicio, il brasiliano non ha però inciso nelle trame di gioco juventine.

Quando si schiera questo tipo di formazione, in ogni caso, bisogna controllare il gioco e fare possesso palla: altrimenti si fa un'enorme fatica nel chiudere gli spazi. Ed è questo quanto puntualmente è successo contro il Palermo: Zenga ha preparato la partita con grande astuzia, programmando un pressing asfissiante sul centrocampo bianconero. Ed è lì che il Palermo ha vinto la partita: Poulsen e Melo sono andati regolarmente in inferiorità numerica ed hanno avuto grandi problemi nell'impostare le azioni.

Al contrario le tre punte rosanero, Cavani, Miccoli e Pastore, hanno messo spesso in difficoltà la difesa juventina con le loro accelerazioni ed i loro incroci. Tuttavia il primo gol del Palermo è arrivato da un'ingenuità di Felipe Melo: il brasiliano ha perso palla nella propria trequarti e Pastore è ripartito di gran carriera servendo a Cavani un bell'assist che l'uruguayano ha tramutato in uno splendido destro all'incrocio. Inutile ribadire che questi cali di tensione nervosa da parte del nostro regista sono da evitare: fino ad allora la Juve, pur senza eccellere, aveva retto gli attacchi avversari, mentre dopo il gol è subentrato il nervosismo.

Il secondo gol, quello di Simplicio, è arrivato da un ottimo inserimento del brasiliano su un calcio di punizione di Miccoli, ma i difensori bianconeri, sbagliando la tattica del fuorigioco, hanno completamente trascurato l'autore della rete. Da quel momento in poi il copione della partita è stato chiarissimo: Juve catapultata in attacco e Palermo arroccato in difesa e pronto a sfruttare gli ampi spazi che gli si aprivano in contropiede.

Ed è stato in questa fase che i difensori bianconeri hanno mostrato le loro doti migliori, mettendo in evidenza un enorme spirito di sacrificio nei recuperi e nelle chiusure. Ferrara ha provato a passare prima al 4-4-2 inserendo De Ceglie al posto di Diego e poi al 4-3-3 con Trezeguet al posto di Camoranesi: ma la giornata era nata storta e non è finita meglio! Non si può però dire che l'allenatore bianconero non abbia cercato di smuovere le acque: è dura vincere, se si gioca un tempo solo. La Juventus, e la colpa è dei giocatori, lo ha fatto solo quando è andata sotto di due gol...
venerdì 2 ottobre 2009

Infortunio Del Piero: nuovo stop di 30 giorni


Alla Juventus continua la maledizione infortuni: Del Piero, ormai pronto per rientrare, durante l'allenamento di ieri ha sentito un dolore alla coscia che lo ha indotto a fermarsi. L'attenzione dello staff atletico e medico bianconero rispetto a questi incidenti è sempre molto elevata e i rischi sono ridotti a zero. Nonostante ciò, però, il dolore alla gamba sinistra di Alex non sembrava placarsi e sono stati effettuati dei test clinici.

Del Piero si è procurato una distrazione dell'adduttore sinistro, rilevata dall'ecografia e confermata dalla risonanza magnetica. Il Capitano vedrà slittare il suo esordio in questo campionato di almeno un mese. Di fatto salterà ben sei partite di campionato e due di Champions League (contro il Maccabi Haifa).


Del Piero Potrebbe rientrare dopo la sosta per la Nazionale, cioè contro l'Udinese, ma questi infortuni muscolari impongono una grande prudenza. Gli incidenti di questo tipo in casa Juve sono ormai una costante dallo scorso campionato, il cui andamento ha subito pesanti condizionamenti dalla mancanza di giocatori importanti. Possibile che sia solo sfortuna?
giovedì 1 ottobre 2009

Bayern-Juventus 0-0 : punto pesante della Juve, ma ora si deve vincere!


La Juventus esce imbattuta dalla Allianz Arena di Monaco e conquista un pareggio importante nel prosieguo della Champions League: da adesso in poi, però, i Bianconeri dovranno vincere per non perdere altro terreno prezioso dopo il pari casalingo contro il Bordeaux. Al momento la Juventus è a due punti che le valgono solo il terzo posto nel suo girone.

Contro il Bayern Monaco, la Juventus si è presentata con una formazione offensiva e votata all'attacco, almeno sulla carta: i bavaresi hanno risposto per le rime, inserendo molti giocatori offensivi sin dall'inizio. A Trezeguet, Iaquinta, Diego e Camoranesi, il Bayern di Van Gaal ha contrapposto Olic, Klose, Müller, Robben e Ribéry. Ne è nata una gara molto intensa, tra due squadre che si temevano ma che volevano vincere: occasioni da un lato e dall'altro hanno caratterizzato un gran bel primo tempo, sostanzialmente equilibrato, che avrebbe potuto finire con qualche gol nel tabellino.

Il Bayern è partito subito molto forte, mettendo paura a Buffon nei primi minuti ma commettendo errori di precisione. La Juve poi si risistema e passa al contrattacco, trovando la porta con Camoranesi e sfiorando l'incrocio con una bella girata di Trezeguet. Oltre al solito Camoranesi, che si conferma il più in forma della Juventus, non ha tradito le attese Diego, seppur ancora non al top della forma: insieme a belle giocate offensive si è prodotto in recuperi difensivi da mediano puro, ricevendo grandi applausi dal pubblico bianconero.

La Juve ha sofferto un po' troppo sugli esterni, dove Robben e Ribéry hanno messo in difficoltà Grosso e Grygera: il problema era che i tedeschi attaccavano in sei, con frequenti sovrapposizioni. Al centro, invece, Chiellini e Legrottaglie se la sono cavata piuttosto bene, dopo aver preso le misure agli inserimenti degli avversari, che davano il solo Klose come punto di riferimento.

A parte qualche fiammata dei singoli (Ribery ha dimostrato di essere un grande campione!) la Juve ha contenuto bene i bavaresi, soffrendo in alcuni momenti ma insidiando anche la porta di Butt. Con l'ingresso di Poulsen per Diego, Ferrara passa ad un 4-4-2 molto corto che chiude ogni spazio. Alla fine Iaquinta e Trezeguet avrebbero anche la palla del vantaggio, ma non si capiscono: l'entrata di Amauri fa rifiatare un po' la difesa ed il centrocampo, dove Marchisio e Melo hanno dato tutto.

Un buon pari per la Juventus, dunque, che ha tenuto contro un Bayern Monaco molto intenso e votato all'attacco. La squadra di Ferrara, però, dovrà migliorare ancora un po' nella condizione fisica: alcuni calciatori sono apparsi stanchi. Segnali positivi sono invece giunti dal punto di vista del gioco collettivo.
domenica 27 settembre 2009

Juventus Bologna 1-1: pareggio ingenuo di una Juve stanca

La Juventus viene raggiunta dal Bologna all'ultimo minuto di recupero sull'1 a 1 dopo aver giocato bene per un'ora ed aver accusato sia la fatica del turno infrasettimanale che il calo di concentrazione per l'impegno di Champions League contro il Bayern. Una gara interpretata molto bene dagli uomini di Ferrara, che hanno ritrovato Diego e Molinaro dal primo minuto: come era prevedibile la Juventus è partita subito forte, con pressing alto e grande spinta.

Il lavoro sulle fasce è stato fondamentale: mancando Iaquinta, il gioco bianconero si è lievemente modificato con il solito sacrificio di Amauri e la spinta di Zebina sulla destra. Diego, seppur rientrante dallo stop, si è mosso bene regalando qualche bella giocata e dimostrando l'abituale abnegazione in fase di copertura. Molinaro, invece, è apparso non al meglio: probabilmente la condizione fisica ha pesato sul suo rendimento, ma il terzino sinistro non ha spinto a dovere e si è fatto trovare in ritardo in più di una chiusura, rischiando talvolta il fallo da rigore. Di Molinaro, inoltre, era Adailton nell'azione che ha portato al pareggio bolognese.

Come dicevamo, però, la Juve ha giocato bene per un'ora, concedendo poco ad un Bologna che però veniva fuori bene nei momenti in cui i bianconeri calavano il ritmo di gioco: Zalayeta e Di Vaio, sostenuti da Vigiani, facevano molto movimento e mettevano in difficoltà i centrali bianconeri, costretti a recuperi molto spettacolari e tecnicamente perfetti. Tuttavia, se Chiellini e Legrottaglie (foto Tuttosport) - nel complesso meglio il secondo del primo - hanno dovuto fare interventi di alta scuola (un salvataggio a porta vuota di Chiellini, ad esempio), i segnali non possono essere incoraggianti dal punto di vista dell'atteggiamento tattico.

Bene il centrocampo: Camoranesi si conferma ancora una volta tra i più in forma della Juventus (malgrado qualcuno ritenga non sia così), con dribbling, discese sulle due fasce e ottime intuizioni; Diego non ha fatto male, rendendosi pericoloso con un paio di assist e sacrificandosi molto per la squadra (ottimo segnale!); Marchisio continua a confermare quanto di buono si è detto su di lui in passato e Melo ha operato con ordine in fase di regia, offrendo anche qualche percussione centrale davvero pregevole.

Felipe Melo, però, se è apparso più calmo rispetto alla gara contro il Genoa, non ha migliorato pienamente la sua tenuta mentale: il brasiliano continua a perdere troppi palloni semplici, favorendo così le ripartenze avversarie. Intendiamoci, non è solo statistica! Chi gioca tanti palloni è assolutamente normale che ne perda anche tanti: non è normale, invece, che ne perda alcuni per giocate troppo leziose in aree del campo nevralgiche.

In attacco Amauri continua a non trovare il gol, ma non perde la fiducia di Ferrara né la nostra: il suo gioco è troppo importante per tutti i moduli tattici impiegati dalla Juventus. Il gol arriverà presto, con un pizzico di fortuna in più. Problema del gol che invece non ha Trezeguet, autore di una rete di rapina dopo una splendida percussione dalla destra di Zebina in mezzo a tre, e protagonista di almeno altre due occasioni.

Nel secondo tempo, però, la stanchezza ed il pensiero alla Champions League hanno condizionato la parte finale del match: il Bologna ha inserito la terza punta e ha lasciato spazi di cui la Juve non ha saputo approfittare. I bolognesi hanno messo in mostra ottime chiusure sull'ultimo passaggio e, quando il raddoppio sembrava cosa fatta, Camoranesi (sempre lui, grandissimo!) ha colpito di testa un palo clamoroso. I quattro minuti di recupero sembravano scorrere senza particolari problemi ma, nell'ultima occasione, il Bologna è arrivato in porta con tre passaggi, battendo in velocità una punizione da metà campo con la colpevole complicità di una difesa bianconera immobile.

La Juventus perde dunque la vetta della classifica, dove troviamo l'ottima Sampdoria: tuttavia i segnali della prima ora di gioco fanno ben sperare sia in vista della Champions League che per la prossima gara di Campionato. Il rientro di Del Piero e quello, auspicabile, di Cannavaro potranno ridare energie nervose e personalità ad un gruppo a cui manca davvero poco per piazzarsi tra le grandi squadre d'Europa.

Juventus-Bologna: una gara da vincere per tornare soli in vetta


Juventus-Bologna di questo pomeriggio potrà permettere alla squadra di Ferrara di ritornare sola in vetta alla classifica di Serie A, in virtù dell'inattesa sconfitta dell'Inter contro la Sampdoria. Un'occasione che i Bianconeri non vorranno certo perdere, Bologna permettendo. La squadra di Papadopulo, infatti, arriva a Torino con la buona vittoria per 2-0 contro il Livorno ed un ritrovato Marco Di Vaio, vecchia conoscenza juventina.

La Juve, in ogni caso, ha dimostrato di saper vincere e soffrire contro le squadre di fascia media: servirà molta grinta e tanta pazienza. Il Bologna non verrà certo a fare la partita e lascerà pochi spazi nel suo 4-4-2 cortissimo: le ripartenze in contropiede dei Rossoblù saranno pertanto pericolosissime e da bloccare sul nascere con quel pressing alto che la Juventus ha messo in mostra nelle ultime uscite.

La difesa del Bologna è però apparsa tutt'altro che impenetrabile, ma si dovrà approfittare di tutte le occasioni che concedrà per avere la meglio alla fine: se la Juve dovesse innervosirsi per il mancato vantaggio dopo una fase di intenso forcing o peggio ancora dovesse subire una rete, le energie fisiche perse nella gara di Giovedì contro il Genoa potrebbero risultare fatali.

Se invece le cose dovessero mettersi per il verso giusto, come ci auguriamo, sarebbe però sbagliato lasciare campo al Bologna: in attacco, seppur ancora non al top, c'è un'altra nostra conocenza, Marcelo Zalayeta. La Juve insomma dovrà controllare la gara dall'inizio alla fine, senza commettere quelle disattenzioni che dall'inizio del campionato andiamo segnalando.

Possibile l'impiego di Diego dal primo minuto e l'esordio stagionale di Del Piero.

Che vinca il migliore come sempre, allora: e, come sempre, speriamo sia la Juve!
giovedì 24 settembre 2009

Genoa-Juventus: 2-2 Pari che sta stretto a Ferrara

La Juventus è fermata sul 2 a 2 da un ottimo Genoa che ha messo in mostra tutte le sue qualità: lo scontro tra Gasperini e Ferrara, però, è stato vinto dal tecnico bianconero, a cui solo la sfortuna ha negato la vittoria. Una gara tatticamente interessantissima, che ha mostrato gli aspetti più spettacolari del calcio moderno: scambi veloci, gioco fisico e manovre elaborate in spazi ristretti.

La Juventus ha affrontato il Genoa con un 4-3-3, rinunciando al trequartista (Giovinco è andato in panchina e non ha inciso quando è subentrato) ed accorciando così le linee della squadra in fase di non possesso, quando la Juve si ricompattava in un 4-5-1: a fare da prima punta si alternavano Iaquinta ed Amauri, mentre a destra ha operato un grandissimo Camoranesi, che ha fatto impazzire i difensori genoani con le sue discese.

A centrocampo si è distinto Marchisio (foto LaStampa)che, partendo dalla sinistra, ha fatto vedere tutte le qualità che gli sono valse la convocazione in Nazionale: non solo corsa, ma anche visione di gioco, assist e numeri di altissima scuola. Da una sua percussione sulla sinistra è nato il gol del vantaggio della Juventus: uno splendido movimento di Amauri in profondità ha aperto lo spazio per l'inserimento di Camoranesi che ha fatto un velo da manuale per il diagonale dal limite di Vincenzo Iaquinta. Uno a zero e partita che non cambia: il Genoa agisce di rimessa pressando a tratti ma con un'intensità incredibile.

La Juve, nel primo tempo, ha sbagliato qualche occasione ed è stata graziata dagli errori del Genoa che avrebbe potuto sfruttare meglio alcuni errori di misura di Melo - un rientro sufficiente, ma qualcosa da migliorare, anche dal punto di vista dei nervi, c'è ancora - e soprattutto di Poulsen: il danese non ha vinto quasi nessun contrasto e non ha fatto alcun passaggio in profondità o che comunque incidesse sull'azione. I compagni, ad un certo punto, hanno iniziato ad ignorarlo nella fase offensiva: anche Ferrara lo ha rimproverato più volte.

In difesa è stato molto attento Grygera, mentre dall'altro lato è apparso un po' stanco Grosso; i centrali, forse anche loro per stanchezza, non hanno offerto una prova impeccabile. Sul finire del primo tempo, infatti, il Genoa ha pareggiato con un gran colpo di testa di Mesto (primo gol di testa in Serie A!) contrastato poco efficacemente dai difensori bianconeri.

Primo errore: primo gol subito! Nella ripresa il copione è identico, anche se il Genoa cala vistosamente. La Juve sbaglia almeno un paio di gol già fatti (uno clamoroso con Iaquinta, convinto di essere in off-side!) e ne fa uno buono, che però l'arbitro annulla per un inesistente fuorigioco. Sul ribaltamento di fronte il Genoa segna con Crespo, ancora una volta con un colpo di testa in mezzo ai difensori juventini: secondo errore e secondo gol subito.

Dopo un nuovo gol annullato per fuorigioco (che stavolta c'era, seppur di un paio di centimetri!) la Juve pareggia grazie a Trezeguet, entrato per Amauri, che corregge in rete una bella sponda di Chiellini. Dopo il pareggio la Juventus preme ancora ma il gol della meritata vittoria non arriva. Bianconeri in testa alla classifica insieme all'Inter: che il duello abbia inizio...