venerdì 13 febbraio 2009

Derby del Mondo al Brasile. Prova opaca della Nazionale e dei Bianconeri


Brasile 2 Italia 0 : c’è poco da discutere, i brasiliani hanno dimostrato anche a Londra di essere la patria del calcio non a caso. E’ stata una bella partita, sia per gli indiscutibili meriti del Brasile che per le (altrettanto evidenti) amnesie tattiche dell’Italia di Lippi. Niente record per il nostro allenatore, insomma: ma non credo sia questo l’aspetto più importante. Il 4-3-3 proposto, con Giardino prima punta e i due laterali dell’Udinese, non è stato per nulla efficace: troppo evanescenti Di Natale e Pepe e, senza il loro apporto di penetrazioni, assist e cross, l’attaccante della Fiorentina è stato quasi un fantasma. Un centrocampo formato da 3 calciatori di posizione come Pirlo, De Rossi e Montolivo ha fatto il resto: se il Brasile si fosse sbilanciato in avanti sarebbe tornato certamente utile per lanciare i contropiedi delle punte od anche, vedi De Rossi, avrebbe potuto dare un grosso apporto all’attacco in termini di velocità di ripartenza. Ma sappiamo tutti com’è andata. E quando si prendono due gol in pochi minuti non si può tacere sulle responsabilità della difesa. Partiamo dai laterali, Grosso e Zambrotta: avrebbero dovuto fare, utilizzando la terminologia tradizionale, sia da terzini che da ali ma la bravura della squadra di Dunga li ha spesso costretti sulla difensiva. In realtà sono stati tra i migliori in campo, specie l’ex juventino. Sono piaciuti meno i centrali, il nostro Legrottaglie e il mai dimenticato Cannavaro: sono parsi (stranamente) poco amalgamati nei movimenti e incerti sui meccanismi da adottare contro Robinho, Maicon, Ronaldinho e soci. Legrottaglie ha forse patito la disabitudine a giocare da secondo centrale di difesa, avendo ormai in mano da due stagioni il reparto arretrato della Juventus con ottimi risultati: un suo intervento poco deciso ha dato il la al primo gol verdeoro ma ancor più distratto è parso il difensore del Real Madrid. Buffon ha parato il parabile ed è stato assolutamente incolpevole sulle reti subite. Prestazione così così anche di Camoranesi, entrato nella ripresa al posto di Pepe: qualche buon colpo, chiari segnali di una condizione in via di perfezionamento ma, come spesso gli accade quando ha a che fare con sudamericani, un po’ troppo nervoso. Ultima annotazione: il gol di Grosso in apertura era assolutamente regolare.

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