lunedì 11 maggio 2009

Milan 1 – Juventus 1



Bella partita, tesa il giusto e ben giocata da entrambe le squadre ma che non fa altro che intensificare i rimpianti per una stagione, quella della Juventus, parzialmente vanificata con un black-out di qualche settimana. E’ pur vero che di strisce negative ce n’erano state almeno un altro paio nel corso della stagione, ma la Juve era riuscita sempre a ricucire il distacco dall’Inter, che è stata però sempre e nettamente avanti, e dal Milan: l’ultimo black-out, più lungo degli altri, ha finito col portare conseguenze più visibili in termini di classifica in quanto ha coinciso con il miglior momento del Milan, che negli ultimi due mesi ha giocato meglio della Juventus e merita il secondo posto.


Ieri, però, la Squadra Bianconera ha mostrato il carattere e una determinazione di due mesi fa, ha giocato bene e con personalità contro un Milan tonico e tutt’altro che arrendevole. Un pari giusto, in fin dei conti, benché non si possa parlare di soddisfazione nel consegnare su un piatto d’argento lo Scudetto all’Inter: ma lo si sapeva da tempo, non sono questi i punti decisivi ormai.


Milan e Juve si sono affrontate a viso aperto, con due formazioni corte e votate al pressing. Gran lavoro sulle fasce e nelle verticalizzazioni sulla punta centrale: nella Juve è stato fondamentale Cristiano Zanetti (che io farei giocare anche con una gamba sola, specie se l’alternativa è Tiago!) e la generosità di Iaquinta, mentre nel Milan questo lavoro è stato svolto da Pirlo (ho sentito qualche critica, ma è ingenerosa nei suoi confronti) e da Inzaghi.


La Juve ha fatto un bel primo tempo, con una difesa piuttosto attenta (bene Chiellini) ed un centrocampo molto ben equilibrato, dove alla ruvidezza di Poulsen si è accompagnata la tecnica di Camoranesi, il dribbling di Marchionni e l’eccellente senso tattico di Zanetti. Camoranesi sfiora il gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo e poco dopo serve a Marchionni un pallone che quest’ultimo non controlla perfettamente e si fa anticipare solo davanti a Kalac; la terza occasione del primo tempo della Juve è di Poulsen, che conclude di poco a lato dal limite dell’area dopo una bella galoppata in ripartenza.


Il secondo tempo ricalca la falsariga del primo, con un Milan a fare possesso palla e la Juventus a cercare di ripartire. E’ però su un classico contropiede di 50 metri che il Milan passa in vantaggio. De Ceglie commette una grande ingenuità – si ferma per mettere in fuorigioco Inzaghi che però parte dalla sua metà campo – e l’attaccante piacentino arriva palla al piede sino al lato corto dell’area di rigore e, sorprendendo tutti, passa la palla ad Ambrosini che, non aspettandosi un passaggio da Inzaghi, cicca un po’ il pallone trasformando il suo tiro in un assist per Seedorf che giungeva a rimorchio. Non c’è niente da fare, il fuoriclasse olandese, quando vede la Juve, segna sempre!


La reazione bianconera non si fa attendere ed il solito, generosissimo Iaquinta stacca di testa e trasforma in gol un cross dalla mediana di Camoranesi, vincendo il duello fisico con un ottimo Flamini in marcatura su di lui. Per avere qualche emozione toccherà aspettare la fase finale, dove il Milan mostra una tenuta atletica migliore e Camoranesi, nella più nitida occasione creata, opta per un pallonetto a Kalaz (alto quanto la porta!) invece di servire un meglio piazzato Del Piero. Per il Capitano, entrato al posto di un discreto Amauri, 600 partite in bianconero, grandissimo! Per il resto poche altre emozioni sino al termine, se si eccettua un Orsati inspiegabilmente incerto in alcuni giudizi: l’espulsione di Favalli è apparsa francamente eccessiva.

1 commento:

Marco ha detto...

Finalmente si è vista la vecchia Juve...quella che ci ha fatto sperare nello scudetto 2 mesi fa...peccato che troppi pareggi hanno condizionato un grande campionato...ci rifaremo l'anno prossimo...

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