lunedì 1 giugno 2009

Juventus 2 - Lazio 0 Nedved lascia il calcio...


Ultima partita di campionato per una Juventus che aveva già conquistato l’obiettivo stagionale di un accesso diretto alla Champions League. Contro una Lazio non proprio al completo (mancavano giocatori del calibro di Zárate, Rocchi e Pandev) si è assistito ad una piacevole partita che ha confermato il buon impatto che Ciro Ferrara ha avuto sui calciatori juventini in queste due settimane.

Pavel Nedved, a cui Del Piero ha ceduto la fascia di Capitano, ha infine deciso di dare l’addio al calcio e voglio riproporre qui una frase estratta dagli striscioni a lui dedicati allo stadio Olimpico: “Noi tutti ti dobbiamo qualcosa in più di un grazie, Pavel…”

La formazione della Juventus non prevede grandi variazioni rispetto alla gara con il Siena, eccezion fatta per la fascia sinistra di difesa che, per l’indisponibilità di De Ceglie, viene affidata al tuttofare Salihamidzic al rientro. La partita si mette subito bene grazie ad una verticalizzazione di Marchisio – che riconquista palla a seguito di un intervento forse falloso di Camoranesi – che mette in moto lo scatto di Iaquinta che apre in due la difesa laziale e batte Carrizo.

Sull’1-0 la gara si fa a tratti accademica: nessuna delle due squadre ha più nulla da chiedere al campionato e, comprensibilmente, la testa di qualcuno è già in vacanza. Si vedono però degli interessanti cambi di ritmo da parte degli Juventini che mettono in luce una caratteristica tattica già evidenziata nella scorsa giornata: il centrocampo verticalizza molto di più sulla punta centrale (Iaquinta) che può optare per una percussione diretta o un appoggio su Del Piero o sui rimorchi Nedved e Camoranesi.

Queste combinazioni portano azioni pregevoli, che forse solo un po’ di sfortuna non permette di concretizzare. Pregevole è anche la rovesciata con cui Del Piero va vicino alla rete nel primo tempo, anche se dall’altra parte ci vuole un ottimo Buffon per negare il gol a Foggia. Dal punto di vista difensivo, la Juventus si è comportata meglio del solito, anche se non sono mancate le indecisioni (abbastanza grave quella di Chiellini su Kozak nel finale di gara, in cui la Juve è stata salvata dal palo). Grande merito va al centrocampo, dove Marchisio e Zanetti hanno operato un valido filtro, ma anche all’atteggiamento meno aggressivo in difesa, con una linea più bassa ed una tattica del fuorigioco meno frequente.

Il secondo tempo ha mostrato gli stessi ritmi altalenanti del primo, ma, in un’azione da manuale, Pavel Nedved è andato in pressing su un difensore laziale che, colto di sorpresa, si è visto soffiare via il pallone: il ceco ha poi confezionato un perfetto assist per Iaquinta che aveva creduto in quella palla andando a siglare la sua doppietta personale. Un’azione che è un manifesto del gioco di squadra e dello spirito di generosità e tenacia che è alla base di questi due grandi calciatori.

Nedved, alla fine, è stato salutato in maniera sobria ma intensa dai suoi compagni e dalla Dirigenza, con cui pare si sia faticato nel trovare un accordo per il rinnovo. Le ultime notizie dicono che non andrà da nessun’altra parte, ma abbandonerà il calcio per dedicarsi alla famiglia. Non so voi, ma io un altro anno lo avrei visto benissimo nella rosa bianconera…

3 commenti:

weezone ha detto...

Uomini come lui sono difficili da rimpiazzare e non solo come giocatori

Marco ha detto...

Abbiamo perso un giocatore fondamentale...abbiamo perso un uomo immenso...abbiamo perso Pavel Nedved!!Un giocatore di un altro pianeta...grazie Pavel x quello che ci hai dato...

Anonimo ha detto...

secondo me è vergognoso come la società si xsia comportata nella questione nedved.. ma coem is fa a far andar via un giocatore così?se poi è vero che lo prende a parametro zero una diretta concorrentep er lachampions significa che son proprio degli incompetenti!

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