sabato 15 agosto 2009

Trofeo Tim. Segnali buoni e meno buoni per la Juve di Ferrara


La Juventus vince per la prima volta nella sua storia il Trofeo Tim. Come prima notizia, per quel che una coppa estiva può valere, non c’è male. Ferrara ha affrontato due tra le più forti squadre del prossimo campionato e la sua Juve ha ben figurato con entrambe. Le indicazioni per lui, come abbiamo detto più volte nel corso di queste partite di pre-campionato, sono più che positive, anche se qualcosa da migliorare c’è ancora.

Tra le note liete c’è senza dubbio Amauri (foto Tuttosport), che, aldilà delle due reti segnate, ha dimostrato una condizione atletica invidiabile ed una grandissima voglia di mettersi in mostra, al pari di De Ceglie, Marrone e di Iago, che hanno offerto ottime prove. Buone indicazioni sono venute anche da Iaquinta, che ha dimostrato ancora una volta quanto si possa fare affidamento sulla sua corsa, un’arma che sarà utilissima quando si affronteranno squadre dalle spiccate propensioni offensive. La sua freddezza nel calciare i rigori è rivedibile: innervosito dalla lunga attesa, ha infatti calciato senza guardare il portiere ed ha fallito il possibile 1 a 1, arrivato poco dopo grazie ad un cadeau di Rivas (ditemi quel che volete, ma il fatto che Mourinho abbia fatto entrare l’uomo che sarebbe risultato decisivo in negativo per l’Inter mi ha regalato una gioia particolare!).

Bravo anche Salihamidzic, che per la sua duttilità vedremo presto anche come terzo portiere: un calciatore da prendere come esempio per serietà ed impegno. Ho notato con piacere anche l’impegno di Grygera, che ha mostrato un ottimo equilibrio nervoso nonostante le tante critiche che vogliono la Juve non competitiva in quella posizione. Tiago, poi, sembra essersi finalmente svegliato: attendiamo incontri più seri prima di dare una valutazione, ma non c’è dubbio che il portoghese dimostra una maggiore partecipazione al gioco rispetto alle due passate stagioni.

Le note dolenti vengono dalla difesa. Come sospettavamo, Fabio Cannavaro, fresco record-man azzurro, ha rotto quell’equilibrio tra Legrottaglie e Chiellini che aveva permesso alla difesa bianconera di reggere bene nella passata stagione. L’esempio più evidente di questi meccanismi ancora da perfezionare è la trappola del fuorigioco. Con Ranieri, l’anno scorso, la si applicava con grande frequenza mentre Ferrara preferisce farne un uso più moderato: fatto sta che molte volte la linea difensiva non è salita a dovere proprio per le incomprensioni tra i centrali.

In difesa deve ancora migliorare Cáceres, che però ha destato una buona impressione. Fisicamente non è troppo indietro, ha mostrato una buona corsa ma deve migliorare nei cross: ci sembra però che sia partito col piede giusto sotto il profilo mentale. I nervi sono invece il problema di Felipe Melo che, a fronte di un controllo del centrocampo sempre più sicuro (malgrado qualche leggerezza da evitare!), ha dimostrato di perdere le staffe con troppa facilità: se si innervosisce così in un torneo estivo…

Su Poulsen sospendiamo il giudizio: per lui vale il discorso fatto per Tiago, anche se la qualità individuale non è accostabile a quella del portoghese. Un’ultima annotazione la facciamo sul modulo ad una punta e tre centrocampisti d’appoggio (il 4-2-3-1): malgrado fosse una delle alternative tattiche, la Juventus non ha convinto, benché mancassero molti dei giocatori tecnici che renderebbero il modulo efficace.

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