mercoledì 9 settembre 2009

Addio a Mike Bongiorno, uno Juventino vero


Mike Bongiorno se n'è andato ieri mattina, l'8 di settembre: immagino sarete stati tutti invasi dai filmati (preparati chissà quanto tempo fa) e dagli stucchevoli dibattiti in suo onore che la Tv ci ha proposto ad ogni ora. Come per Michael Jackson, anche per Mike sono stati rivoluzionati palinsesti e trasmissioni: il sospetto che però una notizia così nazionalpopolare sia stata strumentalizzata per tenere davanti allo schermo sempre più telespettatori in funzione pubblicitaria è forte. Ma questo è il business e ci si può far poco: anche Mike Bongiorno vi aveva contribuito, è una sorta di contrappasso.

Questo articolo, contrariamente agli altri, non sarà divulgato negli aggregatori o in altri siti (solo su Facebook dove l'ho annunciato): è un modo per portare rispetto ad un grande juventino, che amava la Juventus oltre ogni immaginazione. Per lui, americano, il calcio e la Juventus furono amori a prima vista: un po' come se noi, trasferendoci di colpo negli USA, ci mettessimo a tifare in maniera smodata per i Los Angeles Lakers senza aver mai visto una gara di basket.

L'amore per la Juventus di Mike Bongiorno non è mai venuto meno, anche quando è scoppiato lo scandalo Calciopoli ed essere juventino era quasi un titolo di demerito: tutti gli sportivi italiani (o sedicenti tali) si sentivano legittimati ad insultare i bianconeri e a rileggere come truffaldina tutta la loro storia. Non è mai mancato nemmeno nel momento in cui Mike è passato a Mediaset (allora Fininvest) di Silvio Berlusconi: per adulare il nuovo padrone, sempre sensibile alle lusinghe (almeno a quel che si dice), in molti hanno cambiato la loro fede calcistica, divenendo da un giorno all'altro tifosissimi del Milan.

Mike Bongiorno no. E' sempre rimasto bianconero ed ha anche fatto i dovuti sfottò al Presidente quando le circostanze si prestavano. E Mike, in fondo, avrebbe avuto solo vantaggi da un cambio di fede calcistica che, d'altra parte, in quanto non italiano, nessuno avrebbe potuto rimproverargli. E invece no: mentre anche uno dei fondatori di Hurrà Juventus diveniva il più fedele tifoso del Milan berlusconiano, Mike rimaneva, è il caso di dirlo, juventino a vita. Un esempio per tutti i tifosi e non solo per loro. Ci mancherai, Mike.

2 commenti:

Lukas ha detto...

Condivido il ricordo ma non ho capito che c'entra Hurrà Juventus? Il direttore è milanista? Onestamente non mi pare...

Luigi ha detto...

No, Lukas, mi riferivo ad Emilio Fede che, come forse non tutti sanno, è stato tra i fondatori di "Hurrà Juventus": oggi, come invece tutti sanno, è uno sfegatato tifoso del Milan per ovvie ragioni di opportunismo...

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