giovedì 3 settembre 2009

Vent'anni senza Gaetano Scirea


Il 3 settembre 1989 l'Italia sportiva e non solo riceveva in serata, durante la Domenica Sportiva condotta dall'indimenticabile Sandro Ciotti, la notizia di un tragico incidente stradale avvenuto in Polonia e nel quale era rimasto vittima Gaetano Scirea, ex capitano della Juventus e colonna indiscussa della Nazionale Italiana. Nell'1989 Scirea aveva lasciato il calcio giocato da pochi mesi, ma non aveva abbandonato la sua Juventus: insieme all'amico e compagno di tante battaglie Dino Zoff era entrato a far parte dell'area tecnica come allenatore in seconda.

La Juventus di quegli anni non era più quella di Platini e Boniek, ma quella di Zavarov e Rui Barros: i tifosi bianconeri vivevano uno dei periodi meno felici della loro storia calcistica, specie se messo a confronto con la prima metà degli Anni Ottanta. Il presidente Giampiero Boniperti sentiva particolarmente la pressione del tifo e della stampa che, proprio come aveva osannato la Squadra nel momento del trionfo, non le lesinava critiche feroci.

E' forse alla necessità di mantenere il cosiddetto "stile Juventus" anche e soprattutto nelle difficoltà che va attribuita la decisione, altrimenti immotivata, di inviare un collaboratore, Scirea appunto, a studiare gli avversari dei Bianconeri nel turno di Coppa Uefa, i polacchi del Górnik Zabrze. Si trattava di una squadra-materasso, come si diceva un tempo, composta da calciatori di basso livello e contro i quali anche la Primavera della Juve avrebbe avuto vita facile.

Boniperti, però, a differenza di Zoff che non lo riteneva affatto necessario, volle in un certo senso onorare l'avversario: una scelta fatale. L'autista che accompagnava Scirea in aeroporto, terminato lo studio dei polacchi del Gornik, tentò un sorpasso azzardato e si schiantò contro un furgone: l'auto prese immediatamente fuoco anche a causa delle taniche di benzina presenti nel cofano.

Gaetano Scirea, il "Libero" per eccellenza, il "Numero 6", moriva carbonizzato in un'anonima strada statale in direzione Varsavia. Unanime il cordoglio di tutto il mondo sportivo ed istituzionale, ma lo sport, come la vita e come lo show, deve andare avanti: sono passati già vent'anni da quel maledetto 3 settembre e nonostante le richieste (anche illustri, come quella di Enzo Bearzot nel 2005), la maglia numero sei sia della Juventus che della Nazionale passano ancora di nome in nome. L'ultimo, nella Juve, è quello di Fabio Grosso.

Un calciatore di classe limpida (32 gol all'attivo), dalla determinazione unica, dalla grinta fuori dal comune e dalla sportività esemplare (Scirea non fu mai espulso in tutta la sua carriera) avrebbe meritato qualche riconoscimento in più da parte delle istituzioni del calcio. Per i tifosi, invece, la maglia numero 6, con buona pace di Grosso e di chi lo ha preceduto, sarà sempre e solo quella del Capitano, Gaetano Scirea.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

non so se si vota anche qui ma io sono a favore del ritiro della maglia numero sei della Juventus.
E' strano che non l'abbiano già fatto, anzi è una vergogna!

Chocolate ha detto...

Sarebbe bello se si decidesse di intitolare il nuovo stadio della Juventus al grandissimo Scirea. Sarebbe bello anche se tutti i calciatori seguissero il suo esempio di lealtà sportiva, un vero campione nelle gambe e nel cuore.

Piercarlo ha detto...

Ricordo una frase storica sulla sua morte: "Non si offende il Padre Eterno, ma stavolta ha sbagliato..."

Antonio ha detto...

Ma è vero che adesso faranno una fiction sulla vita di SCirea?

Luigi ha detto...

Sì, sembra proprio così. La notizia è stata data dal "Quotidiano della Basilicata" e sarà ufficializzata durante il Memorial Gaetano Scirea di domenica.
Sarà una fiction tv diretta dal regista/produttore Claudio Bonivento. Non si sa ancora chi interpreterà il Capitano.

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