sabato 26 dicembre 2009

Felipe Melo: possibile sia davvero un bidone?



Felipe Melo Vicente de Carvalho, 26 anni, centrocampista brasiliano della Juventus e della Nazionale Verdeoro, sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua carriera. Dopo un buon inizio, infatti, il numero 4 bianconero ha mostrato un progressivo calo nelle sue prestazioni, che ha incrinato notevolmente il rapporto con i tifosi e che gli è valso il poco ambito riconoscimento di Bidone d'Oro 2009.

Per essere costato circa 25 milioni di euro, in effetti, Felipe Melo sta giocando malissimo: sbaglia molti passaggi, commette numerose ingenuità in zone cruciali del campo e spesso si lascia prendere dal nervosismo, collezionando cartellini gialli e rossi. Che dovesse limare il suo carattere era risaputo, ma che non fosse in grado di gestire il centrocampo è assolutamente una sorpresa, amarissima: per comprare lui la dirigenza bianconera ha ceduto Cristiano Zanetti, tra i migliori nel suo ruolo.


Eppure, probabilmente, non tutte le colpe sono del brasiliano. In realtà Melo è un mediano, assimilabile per caratteristiche fisiche e tecniche a Sissoko: se quest'ultimo si fa preferire per la velocità, il primo è più abile nel possesso di palla. Da questo a fare il regista, però, ce ne corre!

Un regista davanti alla difesa deve tenere palla in alcune situazioni e smistarla rapidamente in altre, deve capire quando è meglio far girare il pallone nel breve e quando è più efficace lanciare lungo sul centravanti: insomma, da lui dipendono le sorti tattiche della squadra ed è lui a dover prendere le decisioni più importanti durante la gara.

Tali responsabilità hanno complicato l'inserimento del centrocampista nel modulo di Ferrara: nella Fiorentina il brasiliano giocava in linea con altri 3 (o 4) centrocampisti tutti molto vicini ed il suo compito era quello di recuperare palloni e smistarli sulle fasce, settore su cui la squadra di Prandelli fonda molto del suo gioco. Alla Juventus, invece, il centrocampo a rombo presenta qualche difficoltà nel presidio delle fasce e, per limitare i danni, la distanza tra i calciatori è maggiore rispetto ad un 4-4-2 tradizionale: se a ciò aggiungiamo un atteggiamento tattico volto al possesso di palla, il coefficiente di difficoltà aumenta ancora.

E' proprio nell'interpretazione di questo modulo che la Juventus mostra gravi lacune: inizialmente le squadre avversarie si preoccupavano di Diego, vertice alto del rombo, tralasciando Melo. Poi, compreso che la fonte di gioco era quest'ultimo, hanno iniziato a proporre un pressing alto su di lui, che ha messo in evidenza gravi difficoltà: se pressato, infatti, Felipe Melo tende a tenere palla più del dovuto oppure cerca di scaricare su un compagno che però, proprio per il modulo scelto, non sempre si trova a pochi metri.

Il riisultato è sotto gli occhi di tutti: Melo non riesce a fare gioco, sbaglia molto e mette in difficoltà anche i compagni che, per evitare guai peggiori, tendono ad accorciare verso di lui per semplificargli il lavoro, sottraendosi gico forza all'attacco degli spazi in profondità. Diego, da canto suo, è costretto ad indietreggiare per dare maggior peso al centro dell'assetto tattico, indebolendo l'attacco che spesso si trova isolato in avanti.

Il Bidone d'Oro a Felipe Melo ci sembra tutto sommato eccessivo: non è una schiappa, è solo il risultato più evidente di una campagna acquisti slegata da un preciso progetto tattico, di cui Ferrara è solo marginalmente responsabile.

5 commenti:

Gianni ha detto...

Si è possibile!!! Che fregatura colossale!!!! Meglio Tiago che è quanto dire!!!!

Anonimo ha detto...

tutti coloro che danno a Melo il cosidetto nome:"Bidone d'Oro" dovrebbero vegognarsi!!!
é così che fanno quasi tutti(compresi i tifosi),quando un giocatore è in difficoltà, subito ad "aiutarlo a buttarsi nel burrone",andandogli contro e dicendogliene di tutti i colori...quando un giocatore è in crisi bisogna sostenerlo e dargli fiducia(almeno per un certo periodo!)..bisogna anche considerare che Melo gioca in un ruolo non suo..io voglio credere in lui e spero che anche Ciro lo aiuti perchè per me è un buon gicatore,deve solo dimostrare quello che può fare...

Anonimo ha detto...

Concordo. Bisogna dare a Melo il tempo di adattarsi o forse, visti i risultati della squadra, trovare un assetto tattico migliore x lui...e x tutti. Non vorremmo fare la fine dell'Inter e del Milan degli anni passati quando compravano campioni e poi li rivendevano a noi...come brocchi. Qualcuno ricorda un giocatore di nome DAVIDS che fu quasi cacciato dal Milan e da noi é diventato x anni un pilastro. Aspettate gente, aspettate.

Luigi ha detto...

E' una riflessione interessante ed il paragone regge: Davids sembrava un pesce fuor d'acqua al Milan, mentre alla Juventus riuscì a dimostrare tutto il suo valore grazie a compiti tattici più inclini alle sue caratteristiche di forza fisica e grinta. Il problema è che Melo, come sostengo nell'articolo, si trova a dover giocare in un ruolo diverso dal proprio e con un assetto tattico che ne evidenzia tutte le difficoltà di ambientamento.
Credo anch'io sia giusto non (s)venderlo in questo momento, anche se alla Juventus aspettare è sempre molto difficile.

Marco ha detto...

Felipe Melo nn è un bidone...l'esempio di Davids è giusto...Melo nn gioca nel suo ruolo...li deve giocarci Marchisio...solo lui può giocare vertice basso xkè è forte tecnicamente...

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