sabato 30 maggio 2009

Nedved-Juventus: addio dopo otto anni di successi?


Quella di domani contro la Lazio potrebbe essere l’ultima gara nella Juventus di Pavel Nedved. E non stiamo parlando del più volte annunciato (e altrettante rimandato) ritiro dal mondo del calcio, ma del mancato rinnovo del suo contratto. Avete capito bene: Nedved avrebbe voluto continuare il suo rapporto con la Juve di almeno un altro anno, ma la Dirigenza, apprendiamo dal procuratore del ceco Mino Raiola, non sarebbe riuscita a trovare un accordo col calciatore.

Si profila insomma un’altra mirabolante impresa di Cobolli Gigli, Blanc e John Elkann: far andare via Nedved, calciatore tra i più amati dalla tifoseria della Juve, senza averne ancora trovato un valido sostituto e, quel che è più grave, ignorando completamente la sua volontà di restare.

La notizia è di quelle da lasciare sgomenti: chiunque abbia un po’ di buon senso non ha potuto non notare le eccellenti condizioni atletiche di Pavel anche nell’ultimo campionato: per avergli fatto maturare la decisione di andar via (Raiola dice che ci sono offerte da altre squadre italiane), i nostri cari dirigenti devono averla combinata proprio grossa. In fondo, la responsabilità non può essere che loro: non c’è ancora un allenatore che, magari in preda al delirio, possa ritenere un calciatore come Nedved incompatibile col suo modulo di gioco.

A proposito di allenatori: è possibile che ai 3 o 4 che sono in ballo ne sarà aggiunto qualcun’altro nei prossimi giorni (non mi sorprenderebbe!). Intanto, però, la società va trattando giocatori in giro per il mondo con il rischio di acquistare pedine inutili per il sistema di gioco del nuovo tecnico: nel gioco di Conte, ad esempio, un trequartista alla Diego è del tutto estraneo!!! Spero di sbagliarmi, ma la Dirigenza Bianconera sembra agire come quei tizi che comprano una station wagon enorme senza aver prima preso le misure del garage…

In che mani è finita la Vecchia Signora...

Calciomercato Juventus: Quagliarella o Giuseppe Rossi? E intanto si pensa a Blanc come nuovo allenatore…


Ad una giornata dal termine del Campionato Italiano di Serie A, il calciomercato entra nel vivo e la Juve, che si è portata avanti con due acquisti come Cannavaro e Diego, sta ora cercando un calciatore per il centrocampo con spiccate mansioni offensive: al momento la lotta è tra Quagliarella e Giuseppe Rossi.

Non è un mistero che alla Juventus piaccia l’attaccante dell’Udinese, benché non manchino altri pretendenti illustri come l’Inter (sempre lei!) e soprattutto il Napoli, che con un fuoriclasse partenopeo potrebbe davvero ristrutturare una squadra di altissimo livello.

Giuseppe Rossi, in forza al Villareal, è tra i talenti più puri che il calcio italiano abbia espresso negli ultimi anni: grande tecnica, ottimo fiuto del gol e disciplina tattica fanno di lui un calciatore da tenere d’occhio, specie adesso che con la squadra spagnola pare non abbia più rapporti idilliaci e mediti il trasferimento. La Juve in realtà ha già speso 25 milioni per Diego e forse non è il caso di pensare ad un altro trequartista/seconda punta per coprire il ruolo di Nedved (che resterà un altro anno). Personalmente avrei puntato su qualche difensore di qualità, un centrale e un laterale di grande livello: due figure che serviranno per mantenere quella continuità di rendimento che in questa stagione è mancata.

Sia per Quagliarella che per Rossi il problema è il costo del cartellino: per il napoletano l’Udinese chiede almeno 12/14 milioni mentre il Villareal per il suo attaccante ex Parma ne vuole almeno 16. A meno che non vi sia una cessione eccellente (Trezeguet?) sarà difficile per la Juve trovare i soldi necessari per queste operazioni. Anche perché il nodo allenatore si complica ulteriormente: oltre al ballottaggio Conte-Ferrara, col primo nettamente favorito, è spuntato nelle ultime ore il nome di Allegri del Cagliari e soprattutto quello di Laurent Blanc del Bordeaux.

Allegri mi piace, le sue squadre giocano molto bene e rispettano tutti quei tifosi che pagano il biglietto per vedere una bella partita con tante occasioni da gol: il dubbio è semmai quello di applicare tali principi alle richieste di un pubblico esigentissimo come quello bianconero. Laurent Blanc, ex tra gli altri di Napoli, Inter e Manchester United, lo ricordiamo tutti per essere stato tra i difensori centrali più eleganti del nostro campionato: in Francia, il suo Bordeaux è a un punto dalla matematica vittoria del campionato e molti giocatori (l’ex milanista Gourcuff su tutti) gli devono molto.

Ma non si era detto di scegliere un allenatore che avesse un forte legame con i colori bianconeri ? La dirigenza deve aver cambiato idea, ma ormai ci siamo abituati. Immagino già i titoli dei giornali: ‘La Juve va in..Blanc
giovedì 28 maggio 2009

David Trezeguet – Scheda tecnica

Biografia: Trezeguet (190 cm per 80 kg) nasce a Rouen (Francia) il 15 ottobre 1977. La sua famiglia si trasferì in Argentina, dove sua padre Jorge, oggi suo procuratore, faceva il calciatore professionista e divenne tristemente noto come il primo caso di doping nel calcio argentino. David Trezeguet inizia a giocare nelle giovanili del Platense, esordendo anche in prima squadra a soli 16 anni. Quindi si trasferisce con tutta la famiglia nuovamente in Francia, dove entra a far parte della Primavera del Monaco. Ben presto il tecnico Tigana lo nota e lo inserisce in prima squadra, dove si conquista in breve tempo una amglia da titolare ed un posto nella Nazionale Francese, con cui vince l’Oro ai Mondiali di Francia 1998 e ai Campionati Europei di Belgio e Olanda del 2000 e l’Argento nell’edizione dei Mondiali di Germania nel 2006. Nel 2000 è acquistato dalla Juventus ed è al momento il calciatore straniero che ha fatto più reti nella storia della società bianconera.

Scheda Tecnica: Trezeguet è il prototipo dell’attaccante d’area, del finalizzatore della squadra, quello che fino a qualche tempo fa si chiamava bomber . Grazie ad un istinto del gol eccellente e a mezzi atletici davvero fuori dal comune, Trezeguet riesce sempre a trovare la giusta coordinazione per battere a rete da qualsiasi posizione e con un’efficacia realizzativa tra le più alte d’Europa ( ad es. una rete ogni 120 minuti giocati nel campionato 2007/08). Colpisce di destro, di sinistro e di testa indifferentemente: il suo è un gioco pragmatico, senza fronzoli, che mira al risultato. In fase difensiva si rivela molto utile sui calci da fermo, mentre nelle azioni di contropiede è abilissimo nel gioco di sponda e fornire aperture ai compagni. Il limite di questo eccezionale attaccante è la fase di possesso palla, dove non eccelle e tende spesso a ripassare il pallone non appena lo riceve. Inoltre, se la squadra non supporta a dovere il suo gioco, che necessita di lanci e palle in verticale piuttosto frequenti, appare estraneo alla manovra.
mercoledì 27 maggio 2009

Mercato Juventus: Conte in pole position. Nedved non smette...


Il prossimo allenatore della Juventus sarà Antonio Conte, mentre Ferrara tornerà a fare il secondo di Lippi in Nazionale a partire dal 2 giugno: questo sembra essere il volere della Dirigenza bianconera, John Elkann in testa, che non ritiene ancora capace Ciro Ferrara di assumersi la responsabilità di una panchina importante come quella della Juve.

Ferrara non ha mai nascosto di avere qualche (seppur debole) speranza di guidare la Juventus anche il prossimo anno, un po' come è accaduto a Guardiola nel Barcellona o come probabilmente accadrà a Leonardo nel Milan. In effetti è un'ipotesi a mio parere non da scartare, sebbene ci siano numerose differenze tra le situazioni delle squadre che abbiamo citato. Ad ogni modo Elkann, Cobolli Gigli e Blanc sembrano essere orientati verso l'opzione Conte: non si spiegherebbe altrimenti il netto rifiuto del tecnico pugliese ad un rinnovo di contratto da parte della dirigenza del Bari che, si dice, lo avrebbe accontentato praticamente in ogni sua richiesta economica.

Antonio Conte è stato un grande capitano ed un ottimo calciatore della Juventus più guerriera degli ultimi 30 anni: il suo carisma non farà certo male alla squadra ed anche il sistema di gioco che proverà ad impiantare non dovrebbe dispiacere agli amanti del bel calcio. Ma siamo nel campo delle ipotesi e, se vogliamo, dei sogni. Per ora una quasi certezza arriva da Nedved, il cui addio al calcio giocato sembra essere rimandato di un anno ancora. Riuscirà la Juve a trovare nei prossimi dodici mesi un vice-Nedved?
martedì 26 maggio 2009

Calciomercato Juventus: Diego ha firmato e adesso chi arriverà ancora?




Che il Calciomercato della Juventus possa terminare ancor prima dell’apertura ufficiale? Difficile crederlo, anche se sono stati assestati due importanti colpi in questo mese: Cannavaro e Diego. Importanti sotto diversi profili, ovviamente. Quello di Cannavaro è un ritorno che si preannuncia già piuttosto complicato, vista la contestazione di alcune frange storiche del tifo juventino: non si è digerito il suo passaggio al Real Madrid nell’anno di Calciopoli, un trasferimento che è apparso ai più una forma di tradimento per la squadra, la Juventus, che lo aveva riportato in alto dopo un difficile periodo all’Inter. Il nuovo allenatore bianconero, chiunque sia, dovrà lavorare molto anche su quest’aspetto: parlare con i tifosi (chiedete a Roma e Milan, giusto per citare due società di alto profilo) non è la cosa più facile del mondo, specie se questi sono un po’ inalberati…E quelli della Juve lo sono eccome!

In ogni caso Diego Ribas da Cunha è un calciatore della Juventus ormai ufficialmente: la società bianconera pagherà al Werder Brema 24,5 milioni di euro ed al giocatore brasiliano, che ha già fatto le solite dichiarazioni di rito, ben 3 milioni netti a stagione. Un fiume di soldi, insomma, che speriamo possa essere giustificato da un progetto a più ampio raggio. Acquistare un fantasista, infatti, non è sufficiente per costruire una grande squadra e la Juve non può più permettersi errori come quello fatto con Tiago o Poulsen. In difesa, ad esempio, si dovranno acquistare un paio di laterali da affiancare a Grygera e Molinaro, nell’attesa della definitiva esplosione di De Ceglie, mentre a centrocampo potrebbero rendersi necessari nuovi innesti che diano maggiore velocità al reparto.

L’attacco sembra ok, ma se parte Trezeguet, come sembra avverrà, si dovrà trovare un valido sostituto con caratteristiche analoghe. E poi tutto dipenderà dal modulo che il nuovo allenatore vorrà impiantare: pensate se il prossimo tecnico della Juventus, ragionando per assurdo, fosse uno di quelli che non sopporta i trequartisti!!! Staremo a vedere…
domenica 24 maggio 2009

Siena 0 - Juventus 3


L’esordio di Ciro Ferrara sulla panchina della Juventus non poteva essere migliore: un bel 3 a 0 fuori casa e matematica conquista di un piazzamento Champions’ senza Preliminari. La buona sorte ha giocato un ruolo determinante in questa penultima giornata di Serie A che ha visto la Juventus avere facilmente la meglio su un Siena ormai salvo: la Fiorentina ha faticato più del previsto a Lecce, pervenendo al pareggio nel finale dopo essere stata meritatamente sotto per gran parte della gara, mentre il Milan ha perso in casa 2 a 3 contro una Roma particolarmente aggressiva ed incisiva. Con 71 punti la Juventus è al riparo da qualsiasi sorpresa nella giornata conclusiva grazie al vantaggio negli scontri diretti con entrambe le rivali.

Già, perché la Juventus non ha quasi mai fallito gli appuntamenti importanti e questo ora torna a suo favore: certo, non si può nascondere la rabbia per un campionato che invece contro le provinciali stava quasi per essere gettato alle ortiche…Ma questo è un altro discorso.
Ciro Ferrara si è affidato ad un modulo 4-4-2 simile a quello di Ranieri ed ha operato scelte dettate essenzialmente dal buon senso: non si è vista la continua tattica del fuorigioco e la difesa altissima che caratterizzavano il gioco di Ranieri, ma si è puntato ugualmente sulla spinta sulle fasce e sulle geometrie di un ottimo Cristiano Zanetti. A centrocampo Ferrara ha preferito calciatori di esperienza (Zanetti, Camoranesi e Nedved) e dai piedi buoni (aggiungiamo anche Marchisio) e difatti la gara è stata vinta facendo leva sul divario tecnico tra i due organici.

All’inizio si è visto un buon Siena che già al primo minuto ha impegnato Buffon, ma poi il tasso tecnico Bianconero ha avuto la meglio: Zebina (attento come non lo si vedeva da tempo) e De Ceglie si sono proposti molto per aiutare la costruzione del gioco, mentre Del Piero e Iaquinta si sono integrati bene nei classici movimenti delle due punte in cui una va in profondità (Iaquinta) e l’altra va incontro al pallone arretrando di qualche metro. Ad agevolare il tutto ci sono stati Camoranesi e Nedved sulle fasce, costringendo il Siena spesso ad allargare le proprie maglie difensive.

Qualche disattenzione nella difesa della Juventus (confermato Legrottaglie accanto al rientrante Chiellini) ma il Siena è parso poco incisivo: la squadra di Gianpaolo, infatti, punta moltissimo sulla rapidità dei propri attaccanti e il gran caldo di questa giornata non ha certo favorito questa loro caratteristica. Il vantaggio della Juve è arrivato con una punizione magistrale di Alex Del Piero, che sorprende tutti con una “maledetta” da manuale. I più attenti avranno notato un movimento in profondità di Cristiano Zanetti, che è scattato in avanti quasi come a voler inserirsi di testa su un cross, cosa che normalmente non fa spesso: era chiaramente un’azione di disturbo ma è bastata perché il pur bravo Curci venisse letteralmente sorpreso dal tiro (peraltro perfetto). Esperienza significa anche questo.

Il due a zero è un capolavoro di classe ancora di Del Piero che, su una veloce azione di rimessa, serve in profondità Marchisio che con un tocco molto preciso scavalca Curci in uscita. La gara finisce qui: il caldo torrido non permette grandi accelerazioni e le due squadre si accontentano del risultato. Il definitivo 3 a 0 è siglato da Del Piero, che dribbla il portiere avversario su un bel lancio di Camoranesi dalla mediana. Entrano poi Trezeguet (al posto di uno stremato Iaquinta) e Poulsen (al posto di Zanetti). Il danese è stata l’unica nota stonata della gara: è apparso impreciso, fuori dal gioco, immotivatamente nervoso ed ha commesso di conseguenza le ingenuità a cui ci ha abituati da qualche tempo. Una su tutti: leggermente pressato dai centrocampisti senesi ha difeso palla per un attimo e poi ha aperto per Trezeguet sulla fascia…che però ancora doveva fare il suo ingresso in campo!

In ogni caso resta una buona prestazione della Juventus di Ferrara ma anche il dubbio che, contro un Siena così poco incisivo, anche la Juve di Ranieri non avrebbe conseguito un risultato molto diverso. E’ però innegabile una partecipazione al gioco che non vedevamo da tempo, specie in alcuni calciatori: Camoranesi, per citarne uno, si è sacrificato sino all’ultimo anche in fase difensiva e con molta efficacia.

Ferrara ha dichiarato di aver lavorato molto sull’autostima dei calciatori: non poteva fare molto altro, visti i tempi ristretti, ma lo ha fatto bene…
venerdì 22 maggio 2009

Cristian Molinaro – Scheda Tecnica


Biografia: Molinaro (180 cm per 76 kg)nasce a Moio della Civitella (SA) il 30 luglio 1983 ed inizia la propria carriera sportiva nelle Giovanili della Salernitana, con cui fa l’esordio tra i professionisti nel 2002 in Serie B. Nel 2005 è ingaggiato dalla Juventus che lo gira in comproprietà al Siena, squadra con cui esordisce in Serie A e dove rimane per due stagioni. Nel 2007 torna definitivamente alla Juventus.

Scheda Tecnica: Molinaro è un terzino sinistro fluidificante con discrete doti tecniche ed un’ottima resistenza fisica che lo rende particolarmente attivo per tutta la durata dell’incontro, che lui trascorre facendo su e giù sulla fascia sinistra. Ragazzo molto serio e dedito al lavoro, appare ancora un po’ grezzo dal punto di vista della tecnica individuale in fase d’attacco, limite che compensa con una generosità fuori dal comune: difende, riparte, si propone in avanti e crossa in continuazione, il che lo porta ad esporsi a qualche errore di precisione. Dopo Calciopoli, i tifosi della Juventus che si aspettavano il nuovo Zambrotta sono rimasti delusi: Molinaro, per le sue caratteristiche, non lo è ancora ma ha ampi margini di miglioramento ed una grinta sulla quale poter certamente contare.
giovedì 21 maggio 2009

Cannavaro ha firmato. Grygera ko. Ranieri fa causa alla Juve.


Non ci si annoia mai in casa Juventus. Dopo il fulmine a ciel sereno dell'esonero di Claudio Ranieri a due sgiornate dal termine e la scelta di affidare la panchina bianconera a Ciro Ferrara, ecco qualche altra notizia sulla Juve in questo scoppiettante finale di stagione. La squadra di Mister Ferrara (faccio ancora fatica ad abituarmi a questa novità) sta lavorando molto sulla fase difensiva: i cronisti raccontano di un Ciro particolarmente prodigo di dritte ai suoi difensori...speriamo bene.

Nel frattempo una nuova tegola si abbatte sulla squadra: Zdenek Grygera ha accusato un risentimento muscolare alla coscia sinistra e quasi certamente dovrà stare a riposo per le prossime due settimane. Per lui stagione finita e per il nuovo tecnico della Juventus si profila già un'emergenza in difesa di cui proprio non si sentiva la mancanza.

A proposito di difesa, Fabio Cannavaro è ufficialmente un calciatore della Juventus: ha firmato un contratto di una sola stagione nella quale cercherà di farsi perdonare dai tifosi quella che ai più è apparsa una fuga dopo i fatti di Calciopoli.

Sempre a proposito di difesa, ma in senso giuridico, la Dirigenza bianconera è stata accusata di irregolarità procedurali da Ranieri , per nulla disposto a chiudere un occhio sul trattamento che gli è stato riservato: l'interruzione del contratto prevede il pagamento di un indennizzo a cui l'ex tecnico della Juve non vuole rinunciare, fosse anche solo per una questione di principio. La Società si difende spiegando che non si è trattato di rescissione unilaterale del contratto bensì di un semplice esonero. Insomma: fino al 2010 continueranno a pagarlo. C'è chi è pronto a giurare che la vicenda finirà in tribunale. Staremo a vedere...
martedì 19 maggio 2009

Alexander Manninger – Scheda Tecnica


Biografia: Alexander Manninger (188 cm per 84 kg) nasce a Salisburgo il 4 giugno 1977. Cresce calcisticamente nel Salisburgo per poi passare allo SK Vorwärts Steyr e poi all’Austria Salisburgo, la principale squadra cittadina. A 19 anni è acquistato dal Grazer AK dove si mette in luce con ottime prestazioni e l’anno successivo, nel 1997, passa all’Arsenal. Dopo quattro anni è ceduto in prestito alla Fiorentina e dal 2002 inizia a peregrinare per il Campionato italiano dopo una parentesi all’Espanyol: Torino, Bologna, Brescia, Siena, un ritorno in patria al Salisburgo e poi ancora Siena, dove rimane fino al 2008 quando passa alla Juventus. E’ regolarmente convocato nella Nazionale Austriaca come primo o secondo portiere.

Scheda Tecnica: Alex Manninger è un portiere dalle grandi doti atletiche e dal comportamento ammirevole: pur essendo impiegato come riserva di Gigi Buffon, è sempre stato al suo posto senza fare mai alcuna polemica, dimostrando anzi grande professionalità tutte le volte in cui è stato chiamato in causa. Molto forte tra i pali, grazie ad un’ottima reattività, è apparso meno sicuro nelle uscite, sebbene abbia progressivamente colmato questa sua lacuna integrandosi con il resto della difesa e con gli schemi di Ranieri. E’ stato a lungo il portiere titolare della Nazionale Austriaca.
lunedì 18 maggio 2009

Ranieri esonerato. Comunque vada, per la Juve, non sarà un successo...


La notizia è arrivata oggi pomeriggio ma era nell'aria dalla tarda mattinata di oggi e, più in generale, da un paio di mesi a questa parte: la Dirigenza della Juventus ha esonerato il suo allenatore Claudio Ranieri ed ha incaricato di guidare la squadra per le ultime due giornate di campionato Ciro Ferrara, ex calciatore della Juve e della Nazionale attualmente responsabile del settore giovanile bianconero. Era dall'ottobre del 1969 che la Juventus non esonerava un allenatore nel corso del campionato (allora si trattò di Carniglia sostituito alla sesta giornata da Rabitti) e questa mossa della Società è l'ennesimo segnale di nervosismo e di scarso controllo.

Se ci fosse stato ancora bisogno di un qualche indizio in tal senso, e non ce n'era affatto bisogno, ora è lampante: con l'esonero di Ranieri la Dirigenza ha palesato tutti i suoi limiti non soltanto calcistici (non è obbligatorio sapere di calcio se si fa il manager) ma anche manageriali (e lì, se fai il manager, non puoi commettere leggerezze!): cosa potrà portare di nuovo Ciro Ferrara? E' difficile dirlo, anche perché lui con alcuni dei calciatori della Rosa attuale ha anche giocato insieme: è un chiaro segnale di apertura da parte della Società alla vecchia guardia...

Come giocherà Ferrara e con quali calciatori? Difficile prevederlo, ma la sensazione è che si affiderà a chi conosce da più tempo, ai calciatori di esperienza che, almeno in teoria, non dovrebbero incorrere in disattenzioni e ingenuità come quelle viste negli ultimi due mesi. Ma non si era detto "largo ai giovani"? In ogni caso ribadisco che, a mio parere, Ranieri non ha fatto male: la squadra, specie con l'interminabile serie di infortuni subiti, non poteva fare di più. La società forse si attendeva qualcos'altro, ma avrebbe dovuto offrire anche una rosa di altro tipo e, lo ribadisco ancora, avrebbe dovuto mostrarsi onesta con i tifosi: inutile dire che arriverà Xabi Alonso o Drogba o Lampard se poi si acquista Poulsen, non trovate?
domenica 17 maggio 2009

Juventus 2 - Atalanta 2

Sesto pareggio nelle ultime 7 gare per la Juventus che, anche contro l'Atalanta, evidenzia quanto di buono e di meno buono avevamo visto per tutta la stagione: condizione fisica altalenante e disomogenea tra i vari calciatori, buon attacco e difesa da dimenticare.

Questo, in sintesi, quanto è successo in uno Stadio Olimpico di Torino deserto per via della disposizione della Corte di Giustizia Sportiva in merito ai ben noti fatti di Juventus-Inter dell'aprile scorso. Nel frattempo, e tutt'altro che inaspettatamente, l'Inter si è laureata Campione d'Italia con 3 giornate d'anticipo: senza cedere alle bieche provocazioni (anche molto poco eleganti) di alcuni tifosi nerazzurri, facciamo i complimenti a chi lo scudetto lo ha conquistato sul campo mostrandosi superiore. Punto. Degli altri aspetti, eventualmente, avremo modo di parlare in seguito.

Torniamo a Juve-Atalanta. Mister Ranieri schiera un 4-4-2 con Camoranesi e Nedved a sostegno delle due punte Amauri e Iaquinta, confidando su un centrocampo solido affidato a Poulsen e Cristiano Zanetti. In difesa, mancando Chiellini, ci si affida alla coppia centrale Mellberg-Legrottaglie che ha più volte lasciato a desiderare: anche questa volta riconfermano tutti i loro limiti.

Pronti, via e l'Atalanta segna: la difesa bianconera allontana male un pallone dalla propria area e Cigarini, su invito di Doni, lascia partire un gran destro che trova una sfortunata deviazione di Legrottaglie e batte Buffon. La gara si mette subito male e la Juve rischia di trovarsi sotto pochi minuti dopo quando, su un bel contropiede bergamasco, Doni si vede ribattere da Buffon un tiro a botta sicura.

Ci vogliono 15 minuti perché la Juventus riesca a prendere in mano le redini del match grazie a Zanetti, Nedved e Camoranesi: non a caso i calciatori con maggiori proprietà tecniche insieme ad Amauri. Da un'incursione sulla sinistra di Nedved Iaquinta, instancabile come sempre, trova la deviazione di testa e pareggia il conto. La Juve controlla la gara, colpisce due traverse, crea occasioni ed in una di queste, con un grandissimo tiro dal limite, Cristiano Zanetti ribalta il risultato: 2 a 1.

In questa fase, però, emergono tutti i limiti difensivi e caratteriali della Juventus. In altri tempi si sarebbe addormentata la partita oppure si sarebbe continuato a spingere fino al 3 a 1 per stroncare sul nascere ogni velleità di una squadra, l'Atalanta, senza più nulla da chiedere al Campionato. E invece i Bianconeri si sono quasi addormentati e, sugli sviluppi di un calcio da fermo, Pellegrino è liberissimo di colpire di testa al centro dell'area piccola: una disattenzione talmente clamorosa da far imbestialire l'incolpevole Buffon.

Il secondo tempo è meno spettacolare del primo, anche se l'Atalanta colpisce 3 traverse e va più volte vicina al gol: tantissime le disattenzioni difensive della Juventus, errori di posizione, nella linea difensiva, nelle marcature e nei disimpegni (folle quello di Poulsen su Buffon!). La Juve è apparsa in difficoltà, troppo lunga con l'andare avanti del match e poco ordinata: uscito Zanetti per Trezeguet, le redini del gioco sono passate in mano a Del Piero (entrato per Amauri) e Camoranesi. Ma non è cambiato molto. L'impressione è stata quella di una squadra con una non ottimale propensione al possesso palla, debole in alcuni elementi nella fase di palleggio e quindi in difficoltà quando è pressata.

Per il nuovo campionato ci vorranno calciatori di qualità e difensori solidi. Magari un po' più di esperienza in mezzo alla difesa non guasterebbe. Gli interrogativi sono ancora tanti, troppi...Per adesso pensiamo alla Fiorentina che abbiamo ad un punto: perdere il terzo posto sarebbe davvero l'ennesima beffa...
sabato 16 maggio 2009

Juventus-Atalanta a porte chiuse per i cori razzisti a Balotelli. E a Il Giornale che faranno?

Come ormai saprete, l’Alta Corte di Giustizia Sportiva ha rigettato il ricorso presentato dalla Juventus contro il provvedimento con cui la Società Bianconera veniva condannata a giocare a porte chiuse un match di campionato per via dei famosi cori razzisti contro Balotelli nella gara Juve-Inter del 18 aprile scorso. Avevo già espresso il mio parere a riguardo, trovando conforto in molti tifosi: il razzismo va condannato sempre e comunque, ma nel caso specifico si trattava più che altro di una reazione (inopportuna) alle provocazioni (altrettanto inopportune) di Balotelli stesso.

E invece la stampa italiana, alla frenetica ricerca di notizie da riciclare e da gonfiare, ha montato un caso-razzismo che non aveva nulla a che vedere con la Juventus e con il mondo del calcio attuale: se gli spettatori che indirizzavano epiteti offensivi contro Balotelli fossero stati autentici razzisti, lo avrebbero fatto anche contro tutti gli altri calciatori di colore presenti nell’Inter, cosa che non è affatto avvenuta. Questo aspetto è tutt’ora ignorato dai media che, anche durante la Finale di Coppa Italia, hanno voluto ribadire con il Presidente della Repubblica Napolitano l’allarme razzismo nelle curve!

Qualche giorno fa ho però letto di una condanna inflitta ad un giornale per toni razzisti in un articolo a firma della Redazione, in cui si apostrofavano in malo modo dei cittadini dell’Estremo Oriente. Bene, di questa notizia – la testata in questione è Il Giornale di Mario Giordano e di proprietà dei Berlusconi – non si è saputo nulla in Tv o sugli altri giornali. Ma come? Se delle persone che guardano una partita ed offendono un calciatore, si scatena un allarme civile e culturale e le autorità puniscono la società per il solo fatto di avere dei tifosi maleducati, e quando lo fa un giornale non si fa nulla e sta bene a tutti?

Inoltre quei tifosi della Juventus non erano membri del consiglio direttivo né avevano alcuna relazione lavorativa con la società Juventus che è stata però multata e penalizzata. L’articolo di prima pagina de Il Giornale era invece a firma di tutta la Redazione: se la Juve è stata condannata per una giornata a porte chiuse, la testata dei Berlusconi dovrebbe essere censurata per un paio di settimane almeno. Sarei contento anche solo se i giornali (tutti) la smettessero di gonfiare un caso dove non c’è e si dedicassero a fornire notizie più interessanti (e ce ne sono parecchie!), evitando di strumentalizzare un problema sociale, il razzismo, davvero molto serio. Ma so già che, alla prossima occasione propizia, lo riproporranno come e peggio di sempre...
venerdì 15 maggio 2009

Pavel Nedved – Scheda Tecnica

Biografia: Pavel Nedvĕd (177 cm per 70 kg)nasce a Cheb, Repubblica Ceca, il 30 agosto 1972. Inizia la sua carriera di calciatore nella squadra della sua città, lo RH Cheb, per poi passare allo Viktoria Plzeň ed al VTJ Tábor. L’esordio nella massima serie del campionato ceco avviene nel 1991, con la maglia del Dukla Praga. Nella Capitale si fa notare dallo Sparta Praga, la maggiore squadra del Paese, dove rimane per cinque stagioni, conquistandosi anche una maglia da titolare nella Nazionale Ceca nel 1994. Nel ’96 si mette in luce durante il Campionato d’Europa in Inghilterra arrivando sino alla finale, persa ai supplementari contro la Germania. Viene acquistato dalla Lazio del boemo Zeman che lo consacra calciatore di primissimo livello. Arriva alla Juventus nel 2001, dove diventa, dopo un ambientamento un po’ complicato, uno dei leader indiscussi della squadra imponendosi anche in Europa: nel 2003 gli viene infatti assegnato il Pallone d’oro da France Football. Con oltre 300 partite giocate è il calciatore straniero col più alto numero di presenze della storia della Juventus.

Scheda Tecnica: Nedved è tra i migliori calciatori al mondo, un esempio per molti giovani che si avvicinano a questo sport per la sua dedizione al lavoro e per la serietà con cui si allena. Anche dopo essere divenuto conosciuto ed apprezzato, infatti, Pavel ha sempre continuato ad allenarsi con un’abnegazione quasi maniacale, iniziando prima degli altri e terminando almeno mezz’ora dopo. La sua grande attenzione alla forma fisica lo rende ancora oggi, a 35 anni, integro e reattivo da far invidia a molti giovani. Gioca prevalentemente da centrocampista avanzato sul lato sinistro, ma è stato impiegato con successo anche da interno dietro le punte e da attaccante puro in combinazione con un centravanti di posizione. Velocissimo, ottimo nel dribbling e nell’assist, è in possesso di un tiro dalla grande potenza sia di destro che di sinistro: lui sostiene che tirando di sinistro riesca ad imprimere più potenza mentre col destro guadagnerebbe in precisione. Fatto sta che è un calciatore unico ed insostituibile.

www.juventusclubpavelnedved.com
giovedì 14 maggio 2009

Diego: sono della Juve. Ranieri forse resta.


Il brasiliano Diego, dopo qualche giorno di tentennamenti e di notizie contraddittorie, ha finalmente rotto gli indugi e ha confermato di essere un giocatore della Juventus. Fino a qualche giorno fa, visto che la Dirigenza aveva sbandierato ai quattro venti i suoi obiettivi di mercato, il Bayern Monaco aveva fatto operazioni di disturbo, con Uli Hoeness e Rumenigge che avevano ottenuti colloqui con il padre di Diego, suo procuratore e titolare al 15% del cartellino, arrivando persino a dire che la volontà del calciatore verde-oro fosse quella di vestire la maglia del Bayern.

Con queste sue dichiarazioni Diego mette fine ad una telenovela che rischiava di protrarsi ancora per settimane creando ulteriore scompiglio nell'ambiente. La situazione generale, in ogni caso, è tutt'altro che serena: con l'ormai consueta discrezione e scaltrezza la dirigenza della Juventus fa sapere di aver fatto un'offerta al Napoli per Lavezzi (25 milioni) e di sondare il terreno con la Sampdoria per Cassano e si vocifera di malumori nello spogliatoio.

Tra i più scontenti pare ci sia il capitano, Alessandro Del Piero, con contratto in scadenza nel 2010: il ritorno di Cannavaro, che aveva abbandonato la Juventus nel suo momento più buio e a cui pare sia stato promesso un incarico da dirigente a fine carriera, e l'interessamento ad altri trequartisti hanno fatto sorgere più d'un dubbio nel Capitano. E non possiamo dargli torto.

Nel frattempo sembra ci siano segnali di apertura per una riconferma di mister Ranieri. L'ultima pensata di Cobolli Gigli pare sia quella di valutare in base alle ultime tre gare di campionato, in quanto il secondo posto è ancora possibile (il Milan avrà sfide più difficili, sulla carta!). Ma con tutto quel che è stato detto a Ranieri in questo finale di stagione potrebbe essere anche lui, clamorosamente, a decidere di andarsene...E, anche qui, come si fa a dargli torto?
mercoledì 13 maggio 2009

Cobolli Gigli: fallito obiettivo Coppa Italia. Buffon resta.


La Juventus ha fallito l'obiettivo stagionale, la vittoria della Coppa Italia: questo, in sintesi, il pensiero che il Presidente della Juve Cobolli Gigli ha pubblicamente dichiarato. Se si unisce questa considerazione all'affermazione di qualche giorno prima, quando aveva risposto con un "Ranieri per ora resta poi vedremo" a chi gli chiedeva delucidazioni sul futuro del tecnico, è ormai chiaro che il futuro di Mister Ranieri è lontano da Torino .

Ormai conoscete la mia posizione: Ranieri ha fatto il possibile con la squadra che gli hanno messo a disposizione, in un ambiente ostile e troppo poco protetto ed anche con una serie di infortunati che avrebbe dovuto far sorgere più di qualche interrogativo sullo staff di preparatori atletici bianconeri (ma di questo parleremo a fine campionato!).

E invece Cobolli Gigli ha preferito sottolineare il fallimento di una stagione che, tutto sommato, non può essere considerata così disastrosa: il crollo dell'ultimo mese e mezzo è innegabile, ma è ingeneroso valutare in base ad esso tutto il campionato. Che lo facciano i tifosi, che vogliono (legittimamente) sempre vincere, mi sta bene; che lo faccia la Dirigenza no! Da quel che si è capito, era stato chiesto a Ranieri di vincere qualcosa, di lasciare il segno in qualche modo e la Coppa Italia appariva il traguardo più abbordabile...

La beffa sarebbe se adesso, con Ranieri ormai con le valigie in mano, i dirigenti decidessero di metter mano al portafogli e fare una sontuosa campagna acquisti di cui beneficerà il prossimo allenatore! A proposito, chi sarà? Spalletti, Gasperini, Conte o chi altro? Non si sa, ma ne parleremo presto.

Per ora chiudiamo con la conferma di Buffon che ha ammesso di aver parlato con la Società per valutare la sua permanenza alla Juventus e pare proprio che il portierone bianconero non si muoverà da Torino. Durante il suo colloquio con i dirigenti, ha spiegato Buffon, avrebbe avuto le necessarie rassicurazioni sul programma di rinforzi a partire dalle prossime due stagioni. Stagioni che dovranno essere più competitive di quella appena trascorsa...Staremo a vedere...
lunedì 11 maggio 2009

Milan 1 – Juventus 1


Bella partita, tesa il giusto e ben giocata da entrambe le squadre ma che non fa altro che intensificare i rimpianti per una stagione, quella della Juventus, parzialmente vanificata con un black-out di qualche settimana. E’ pur vero che di strisce negative ce n’erano state almeno un altro paio nel corso della stagione, ma la Juve era riuscita sempre a ricucire il distacco dall’Inter, che è stata però sempre e nettamente avanti, e dal Milan: l’ultimo black-out, più lungo degli altri, ha finito col portare conseguenze più visibili in termini di classifica in quanto ha coinciso con il miglior momento del Milan, che negli ultimi due mesi ha giocato meglio della Juventus e merita il secondo posto.


Ieri, però, la Squadra Bianconera ha mostrato il carattere e una determinazione di due mesi fa, ha giocato bene e con personalità contro un Milan tonico e tutt’altro che arrendevole. Un pari giusto, in fin dei conti, benché non si possa parlare di soddisfazione nel consegnare su un piatto d’argento lo Scudetto all’Inter: ma lo si sapeva da tempo, non sono questi i punti decisivi ormai.


Milan e Juve si sono affrontate a viso aperto, con due formazioni corte e votate al pressing. Gran lavoro sulle fasce e nelle verticalizzazioni sulla punta centrale: nella Juve è stato fondamentale Cristiano Zanetti (che io farei giocare anche con una gamba sola, specie se l’alternativa è Tiago!) e la generosità di Iaquinta, mentre nel Milan questo lavoro è stato svolto da Pirlo (ho sentito qualche critica, ma è ingenerosa nei suoi confronti) e da Inzaghi.


La Juve ha fatto un bel primo tempo, con una difesa piuttosto attenta (bene Chiellini) ed un centrocampo molto ben equilibrato, dove alla ruvidezza di Poulsen si è accompagnata la tecnica di Camoranesi, il dribbling di Marchionni e l’eccellente senso tattico di Zanetti. Camoranesi sfiora il gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo e poco dopo serve a Marchionni un pallone che quest’ultimo non controlla perfettamente e si fa anticipare solo davanti a Kalac; la terza occasione del primo tempo della Juve è di Poulsen, che conclude di poco a lato dal limite dell’area dopo una bella galoppata in ripartenza.


Il secondo tempo ricalca la falsariga del primo, con un Milan a fare possesso palla e la Juventus a cercare di ripartire. E’ però su un classico contropiede di 50 metri che il Milan passa in vantaggio. De Ceglie commette una grande ingenuità – si ferma per mettere in fuorigioco Inzaghi che però parte dalla sua metà campo – e l’attaccante piacentino arriva palla al piede sino al lato corto dell’area di rigore e, sorprendendo tutti, passa la palla ad Ambrosini che, non aspettandosi un passaggio da Inzaghi, cicca un po’ il pallone trasformando il suo tiro in un assist per Seedorf che giungeva a rimorchio. Non c’è niente da fare, il fuoriclasse olandese, quando vede la Juve, segna sempre!


La reazione bianconera non si fa attendere ed il solito, generosissimo Iaquinta stacca di testa e trasforma in gol un cross dalla mediana di Camoranesi, vincendo il duello fisico con un ottimo Flamini in marcatura su di lui. Per avere qualche emozione toccherà aspettare la fase finale, dove il Milan mostra una tenuta atletica migliore e Camoranesi, nella più nitida occasione creata, opta per un pallonetto a Kalaz (alto quanto la porta!) invece di servire un meglio piazzato Del Piero. Per il Capitano, entrato al posto di un discreto Amauri, 600 partite in bianconero, grandissimo! Per il resto poche altre emozioni sino al termine, se si eccettua un Orsati inspiegabilmente incerto in alcuni giudizi: l’espulsione di Favalli è apparsa francamente eccessiva.

venerdì 8 maggio 2009

Calciomercato Juventus: Diego e Cannavaro


Il calciomercato non è ancora ufficialmente aperto ma le indiscrezioni (ed anche qualcosa in più) sono già tante sui prossimi acquisti della Juventus 2009/2010. I nomi più ricorrenti sono quelli di Diego del Werder Brema e di Cannavaro dal Real Madrid. Un rinforzo offensivo ed uno difensivo, dunque, proprio nell’ottica di migliorare la qualità complessiva dell’organico bianconero. Ma qualche dubbio resta.


Diego, centrocampista brasiliano, è un calciatore dalla eccellente tecnica individuale e dalle ottime doti atletiche. Tatticamente preferisce giocare a ridosso delle punte oppure sulla fascia ma con chiare propensioni offensive. Un vice-Nedved? Forse, anche se le sue caratteristiche fisiche sembrano essere più quelle della velocità che non della potenza del Ceko (che resta insostituibile, a mio parere).

E poi con l’arrivo di Diego, ormai dato per certo, Giovinco che fine farebbe? E Camoranesi, che sembra avere caratteristiche alquanto simili? Staremo a vedere.

Per quanto riguarda Cannavaro, invece, si tratta di un ritorno clamoroso. Ha ormai 36 anni e le sue due stagioni al Real Madrid sono state altalenanti dal punto di vista del rendimento. In un calciatore come Cannavaro, infatti, che aveva sempre fatto dell’affidabilità e della continuità nelle prestazioni la sua caratteristica principale, le incertezze viste negli ultimi tempi (e non solo nella recente gara contro il Barcellona) potrebbero essere un chiaro segnale di declino. Il fatto che ai tifosi non sia piaciuto il suo repentino abbandono della Juventus appena si era affacciato lo scandalo-Calciopoli, potrebbe complicare ulteriormente le cose.

E con una Juventus da rifondare e un calcio italiano da risollevare, le complicazioni sono l’ultima cosa di cui si avrebbe bisogno…