domenica 28 giugno 2009

Calciomercato Juventus: D’Agostino, Rossi e Grosso, si complicano trattative. Idea Santos.


D’Agostino, Rossi e Grosso: ancora nulla di fatto. Dopo i primi colpi, il calcio mercato della Juventus vive una fase di stallo piuttosto prolungata. Diego e Cannavaro restano pertanto gli unici acquisti per la stagione 2009/2010 e non paiono affatto sufficienti per affrontare un campionato competitivo. Resta infatti da risistemare la fascia sinistra di difesa ed anche il centrocampo necessita di più di un innesto. Secco e Blanc sembrano essere intenzionati a sfruttare al massimo le comproprietà, sia per gli acquisti che per le cessioni.

Criscito e Palladino, con questo sistema, rimarranno al Genoa ancora per una stagione ed in maniera analoga si procederà con Zalayeta e Paolucci. Così facendo la Juve farà cassa e potrà mettere da parte i soldi necessari per una campagna acquisti sostenibile e misurata: almeno nelle intenzioni. Le cessioni più importanti, infatti, quelle da cui ricavare il grosso del denaro da reinvestire, sembrano ancora lontane dal concretizzarsi. Poulsen, ad esempio, non vuole trasferirsi in Turchia ed il Fenerbahce potrebbe stancarsi di alzare il prezzo dell’ingaggio, facendo perdere alla Juventus circa 4,5 milioni di euro.

Anche Tiago fatica a trovare acquirenti, tanto che si sta pensando di dargli ancora un’opportunità per la prossima stagione: a giudicare dalle due annate in bianconero non sembra una decisione tanto assennata, ma vista l’alternativa di svenderlo è la cosa meno sbagliata (non ce la faccio a dire “più giusta”). Trezeguet è tuttora in forse ma è probabile che resterà seppur senza la certezza di partire da titolare. Discorso analogo per De Ceglie, sospeso tra Torino e Napoli. Anche Marchionni potrebbe partire, anche lui con la formula della comproprietà, alla volta di Genova (sponda rossoblù) o Firenze.

Tutta questa incertezza in uscita fa sì che anche in entrata non ci siano grandi novità. Pozzo, senza troppi giri di parole, ha invitato la Juventus a tirar fuori i quattrini per avere D’Agostino, il quale ha già ampiamente lasciato intendere di apprezzare il trasferimento a Torino. Anche Grosso non disdegnerebbe l’ipotesi-Juve, ma il Lione vuole vedere i soldi o un pezzo da novanta in cambio, come Camoranesi o Trezeguet. Lo stesso Giuseppe Rossi ha dichiarato di voler tornare in Italia e di vestire la maglia bianconera, ma il Villareal ha ricevuto interessanti offerte da altri club, tra cui quel Manchester United che, ceduto Cristiano Ronaldo, ha una larga disponibilità economica.

E’ per questa ragione, forse, che le notizie di mercato della Juve si arricchiscono ogni giorno di nomi nuovi, di possibili alternative e di rincalzi di lusso. L’ultimo in ordine di tempo è André Santos, terzino sinistro del Corinthias e della Nazionale Brasiliana: un buon giocatore senza alcun dubbio, ma forse solo l’ennesima alternativa di un mercato che fatica a trovare punti fermi.
giovedì 25 giugno 2009

Albin Ekdal – Scheda Tecnica

Foto

Biografia: Albin Ekdal (186 cm per 75 kg) nasce il 28 luglio 1989 a Stoccolma ed inizia a giocare nella formazione della sua città, l’IF Brommapojkarna con cui esordisce in prima divisione a soli 17 anni. E’ qui che la Juventus lo nota e lo acquista nel 2008, quando aveva già collezionato 23 presenze nell’Under 17 ed 8 nell’Under 19 Svedese.

Scheda: Ekdal è un centrocampista dalle eccellenti qualità tecniche: grande dribbling, ottimo palleggio e fondamentali invidiabili con la palla tra i piedi. Sul suo conto si sono già espressi grandi commentatori, che ne hanno paragonato i movimenti ad Ibrahimovic, suo connazionale, e nientemeno che a Platini. Per adesso Ekdal ha fatto vedere grandi doti individuali come centrocampista offensivo dietro le punte, regista e laterale di destra. Se migliorerà anche il senso tattico saremo di fronte ad un calciatore di prim’ordine che potrà dare tanto alla Juventus.
mercoledì 24 giugno 2009

Mercato Juve: ceduto Mellberg, Poulsen in partenza. Grosso, D'Agostino e idea Acquafresca


Il mercato della Juventus aggiunge finalmente un tassello nella casella delle cessioni: Olof Mellberg è ufficialmente un calciatore dell'Olympiakos di Atene. Sul piede di partenza anche Poulsen e Criscito, mentre Trezeguet e De Ceglie potrebbero restare nonostante le tante voci. Sul fronte acquisti, la Juventus sembra intenzionata a chiudere per Grosso, D'Agostino e Giuseppe Rossi, mentre appaiono meno definite, seppur stuzzicanti, le trattative per Acquafresca e Santacroce.

La cessione di Mellberg porta nelle casse bianconere 2,5 milioni di euro che, per un calciatore arrivato a parametro zero, non sono affatto male. Quasi il doppio la Juve dovrebbe guadagnare dalla cessione di Poulsen al Fenerbahce: i Turchi sono infatti disposti ad accontentare il centrocampista danese in tutto e per tutto, e pare che degli emissari siano già a Copenhagen per convincerlo a trasferirsi in Turchia, meta che Poulsen non gradisce particolarmente.

Criscito sarà riscattato dal Genoa, proprietaria di metà del cartellino: manca solo l'ufficialità. De Ceglie invece, nonostante le tante voci che lo vogliono prossimo al trasferimento al Napoli, alla fine potrebbe restare: molto dipenderà dall'infortunio di Molinaro e dai tempi di recupero del terzino campano. Anche Trezeguet, alla fine, potrebbe non partire più: il procuratore del calciatore franco-argentino fa il finto tonto quando gli chiedono dell'interessamento di tanti club e non è da escludere la possibilità che resti a Torino. D'altronde non sarebbe la prima volta che David ci ripensa in extremis.

Per quanto riguarda Giuseppe Rossi, il Villareal appare possibilista ma non è disposto a svenderlo. La pedina di scambio per arrivare a Rossi potrebbe essere proprio Trezeguet, che piace ai dirigenti spagnoli. Stesso discorso per Grosso: il Lione vorrebbe in cambio Camoranesi, ma la Juve potrebbe inserire nella trattativa proprio David.

D'Agostino appare sempre più vicino, ma il fatto che ancora non si chiuda non è affatto un buon segno. Deboli, ma non del tutto fantascientifiche, appaiono le trattative con il Cagliari per Acquafresca e con il Napoli per Santacroce, benché quest'ultimo potrebbe tornare di interesse nel momento in cui si cedesse De Ceglie.
martedì 23 giugno 2009

Claudio Marchisio – Scheda Tecnica

Biografia: Claudio Marchisio (179 cm per 70 kg) nasce a Torino il 19 gennaio 1986 e cresce calcisticamente nelle Giovanili della Juventus. Con la squadra bianconera fa il suo esordio nel calcio professionistico nel 2006, l’anno della B, anche se Capello lo aveva già notato e convocato durante il campionato 2005/2006, pur senza mai farlo esordire. Nel 2007 la Juventus lo cede in prestito all’Empoli dove ha la possibilità di giocare con continuità e mettere in mostra tutto il suo valore. L’anno successivo torna definitivamente alla Juve.

Scheda tecnica: Marchisio è un centrocampista centrale molto completo: ottimi mezzi fisici e tecnici, grande senso tattico e predisposizione al sacrificio. Con la palla tra i piedi dimostra tutta la sua intelligenza tattica, con passaggi e geometrie davvero sorprendenti per la sua giovane età. In fase offensiva Marchisio è molto bravo negli inserimenti sui calci piazzati e nell’agire da rimorchio nella fase di contropiede per un eventuale scarico da parte dei compagni. Il suo colpo migliore è però il tiro da fuori, molto potente e preciso. In fase difensiva opera un buon filtro a metà campo e recupera molti palloni grazie ad un buon gioco d’anticipo.
lunedì 22 giugno 2009

Italia 0 – Brasile 3 : Fratelli d’Italia, l’Italia s’è persa...


Il titolo di Tuttosport mi trova per una volta d’accordo: l’Italia esce a testa bassa dalla Confederations Cup, umiliata dal Brasile nel gioco e nel risultato. 2 sconfitte ed una vittoria, peraltro giocando 60 minuti in superiorità numerica, non sono proprio quel che si dice un ruolino di marcia esaltante per una squadra che ha trionfato agli ultimi Campionati del Mondo. Lippi si era infuriato quando la Gazzetta dello Sport, con un’associazione di idee facile facile, all’indomani della sconfitta con l’Egitto aveva definito gli Italiani ‘mummie’, a sottolineare la non perfetta condizione fisica di molti dei nostri calciatori.

Lippi aveva risposto da par suo, spiegando come le ‘mummie a volte sciolgano le bende’…Ecco, purtroppo qualcuno avrebbe dovuto spiegargli che, nell’anatomia di una mummia, quando le si levano le bende ne resta una specie di zombie: insomma, non esattamente l’immagine dell’atleta prestante e vincente che si voleva dare alla stampa…Vabbé, cavilli semantici a parte, la partita col Brasile ha confermato ancora una volta tutti i limiti dell’Italia: poca corsa, con qualche eccezione, pochissima concretezza ed enormi difficoltà nel fare gioco.

Il 4-3-3 iniziale, che così tanto aveva deluso con gli USA e con l’Egitto, viene riproposto anche con il Brasile: visti gli esiti, direi che è il caso di accantonarlo… Troppo solo Toni al centro dell’attacco – stendiamo un velo pietoso sulla sua condizione atletica – ed il resto della squadra ha fatto troppa fatica nel supportarlo: i due attaccanti laterali sono stati spesso isolati sulle fasce, grazie ad un efficace raddoppio dei difensori brasiliani ma anche allo scarso apporto dei laterali di difesa e dei centrocampisti. Non è un caso che, quando si è passati al 4-4-2 le cose siano andate un po’ meglio.

Lippi ha deciso a metà del primo tempo di privarsi del suo uomo migliore, Iaquinta: è vero che Maicon dalla sua parte stava spingendo molto, ma non si poteva affatto pretendere che l’attaccante della Juventus giocasse da terzino. Si doveva giocare in modo da costringere Maicon a compiti di ripiegamento: esattamente il contrario di quel che si è fatto. Non c’era neanche Grosso, probabilmente il migliore contro l’Egitto insieme allo Juventino.

Molto del gioco dell’Italia dipendeva da Camoranesi e dai suoi dribbling. Purtroppo, a parte un assist perfetto per Pepe nel secondo tempo, i suoi lampi sono mancati, così come quelli di Pirlo. Camoranesi, però, camminava in campo: che la sua condizione fisica fosse precaria era noto a tutti. Il Brasile ha segnato tre gol in 8 minuti, un colpo che avrebbe annichilito le speranze di chiunque, Campioni del Mondo compresi. Certo, per l’imprevista (solo da noi italiani) sportività degli Americani, meritatamente qualificati alle semifinali, all’Italia sarebbe bastato segnare un gol per passare il turno: non è stata in grado di fare neanche questo. Le uniche occasioni da gol sono scaturite da errori dei brasiliani, quando questi erano ormai sicuri del 3 a 0.

Capitolo difesa. Ieri, se si concluderà l’acquisto di Dossena, l'Italia schierava 4/5 della difesa bianconera del prossimo anno e, dovessimo dare un giudizio sulla base di quanto visto nella gara col Brasile, non c’è da stare allegri. Buffon ha fatto qualche bella parata in uscita ma i due centrali hanno mostrato poca intesa, finendo spesso per pestarsi i piedi. Cannavaro è in ritardo di condizione ma anche Chiellini non è apparso al meglio, mostrando delle disattenzioni a cui non ci aveva abituati: probabilmente il difensore livornese patisce la presenza di Cannavaro come primo centrale, essendo ormai da tempo lui a dettare i tempi difensivi. Il primo gol di Luis Fabiano è stato un chiaro esempio di questa dissonanza: Chiellini e gli altri difensori sono saliti per mettere in offside gli avversari, mentre Cannavaro è rimasto indietro vanificando il loro movimento.

Dossena non mi è dispiaciuto nella fase offensiva, mentre in difesa, come gli altri, è rivedibile…per non dire peggio! L’Italia, insomma, esce dalla Confederations Cup miseramente, sottolineando il calo che, di anno in anno, il suo calcio sta esprimendo. Speriamo negli Azzurrini: l'Under-21, al contrario dei Big, in Svezia si sta facendo valere…
sabato 20 giugno 2009

Jonathan Zebina – Scheda tecnica



Biografia: Jonathan Zebina (184 cm per 80 kg) nasce il 19 luglio 1978 a Parigi. Inizia la sua carriera nelle giovanili del Cannes, squadra con cui fa il suo esordio nella Prima Divisione Francese nel 1996. Nel 1998 arriva in Italia, al Cagliari: in Sardegna mette in mostra grandi qualità e due anni dopo è acquistato dalla Roma. Nel 2004, al termine del suo contratto con i Giallorossi, firma con la Juventus. Ha al suo attivo una sola presenza nella Nazionale Francese.

Scheda tecnica: Zebina è un difensore polivalente, capace di giocare sia al centro della difesa che sulla fascia, preferibilmente quella destra. Grandi mezzi atletici ed una tecnica individuale non comune tra i difensori ne fanno un elemento affidabile sia in fase di copertura, dove si distingue per ottime doti nell’anticipo, che in quella di costruzione del gioco, in cui mette in mostra grande sicurezza nel palleggio. In fase offensiva si propone bene, arrivando talvolta anche al tiro o all’inserimento laterale nell’area avversaria quasi fosse un’ala d’altri tempi. In questo è aiutato dalle lunghe leve e da un fisico esile e scattante. Queste stesse qualità lo rendono molto efficace quando c’è da recuperare su un attaccante lanciato a rete, specie a seguito di una malriuscita tattica del fuorigioco. Zebina ha il suo unico limite in alcuni cali di concentrazione che lo portano a commettere delle ingenuità – quelle che Capello chiamava ‘Zebinate’ – che mal si addicono ad un calciatore con le sue caratteristiche.
venerdì 19 giugno 2009

Confederations Cup: Italia 0 - Egitto 1


Amara sconfitta dell’Italia in Confederations Cup contro l’Egitto. La seconda giornata della manifestazione in Sudafrica ha evidenziato tutti i limiti che si erano già visti contro gli USA. Nel commentare la prima gara, infatti, si era data importanza all’espulsione del calciatore statunitense e ad essa era stata attribuita una parte non secondaria nella rinascita dell’Italia nel secondo tempo. Ebbene, contro l’Egitto, 11 contro 11, l’Italia non ha giocato malissimo, ma ha mostrato evidenti difficoltà nell’attaccare una squadra chiusa come quella Nordafricana.


Il 4-3-3 di Lippi, con le tre punte veloci Iaquinta, Rossi e Quagliarella, con il secondo ad agire da centravanti, ha messo in luce le difficoltà del centrocampo nel supportare la manovra: Pirlo, Gattuso e De Rossi hanno faticato non poco in fase di impostazione. La difesa è apparsa solida, anche perché gli egiziani hanno puntato essenzialmente a difendersi e hanno basato il loro contropiede più sulla velocità degli attaccanti che non su un’organizzazione tattica vera e propria.


L’Egitto ha avuto in pratica 2 occasioni: nella prima, Buffon ha deviato in angolo e, su quel calcio d’angolo, Homos, completamente solo in area, ha beffato di testa il portiere della Juventus. Nella loro area, 9 calciatori italiani non sono riusciti a contrastare 4 egiziani: qualcosina nel posizionamento non deve aver funzionato proprio a dovere!


Nel secondo tempo l’Italia ha spinto sull’acceleratore, ma il portiere egiziano El Hadary si è rivelato molto sicuro e particolarmente ispirato. Saranno nel complesso un decina le occasioni da gol per gol per gli Azzurri, ma nessuna sarà concretizzata anche per errori di precisione sottoporta (come quello di Montolivo!).

Iaquinta è stato tra i migliori in campo, anche se un attaccante che non fa gol, quando si procura 4 o 5 occasioni, non ha fatto pienamente il suo dovere. Ma ha avuto tanta sfortuna, colpendo anche l’incrocio dei pali e constatando in un paio di occasioni la giornata di grazia di El Hadary. Non male anche i difensori Cannavaro e Chiellini, anche se non è stata la loro miglior prestazione: qualche errore di misura e di posizionamento lo hanno commesso anche loro.


Saranno la coppia di centrali difensivi della Juve del prossimo anno, è lecito attendersi di più. Forse è stata solo una giornata storta, per la Nazionale, ma adesso i giornalisti torneranno alla carica con il loro tormentone: “l’Italia ha un’età media di 28 anni, è vecchia”. Non credo proprio sia così. Basterebbe una migliore organizzazione di gioco e buona volontà in tutti i calciatori, non solo in alcuni. Anche perché, diciamocelo chiaramente, a quella sciocchezza della “mentalità vincente” inventata dai commentatori sportivi non ci crede nessuno…

giovedì 18 giugno 2009

Calcio-Mercato Juve. Giuseppe Rossi, Diarra e Dossena: si decide in settimana. Ferma trattativa per D’Agostino. Idea Santacroce e Grosso.

Nuovo aggiornamento sul calciomercato della Juventus. Giuseppe Rossi è sempre più un obiettivo primario dei bianconeri, tanto che Secco è volato in Spagna per chiudere al più presto le trattative. Sempre dalla Spagna potrebbe arrivare un nuovo centrocampista maliano, Diarra del Real Madrid. Per la fascia sinistra si pensa ad un sostituto di Molinaro, alle prese con problemi fisici, e di De Ceglie, dato per partente: l’idea è quella di Santacroce del Napoli e di Fabio Grosso del Lione. La pista D’Agostino sembra essersi raffreddata, mentre prende quota quella di Dossena.

Allo stato attuale delle cose non ci sono firme imminenti ma solo voci piuttosto insistenti. Giuseppe Rossi piace molto alla Juve da qualche anno: anche Ranieri, che lo aveva avuto a Parma, aveva tentato, senza successo, di portarlo a Torino lo scorso anno. Il problema è semmai quello del costo del cartellino: il Villareal ha bisogno di soldi e, dopo le convincenti uscite di Rossi con la Nazionale, ha colto l’occasione per ritoccare al rialzo le proprie richieste. Se prima bastavano 12-15 milioni di euro, ora gli spagnoli non si priveranno del loro campione per meno di 18-20 milioni. E, se dovesse continuare a far bene in Confederation Cup, il prezzo lieviterebbe ancora. L’ipotesi più probabile è l’inserimento di una contropartita tecnica, forse Trezeguet.

Diarra è un pallino della Dirigenza, piace un po’ a tutti e alla Juve avrebbe lo sponsor autorevole di Cannavaro, suo ex compagno al Real Madrid. Tuttavia non sembra proprio l’acquisto più urgente, viste le sue caratteristiche molto simili a quelle del connazionale Sissoko: Ferrara vuole una squadra che faccia possesso palla e due incontristi a metà campo sarebbero troppi.

D’Agostino è ancora in forse. L’Udinese ha chiesto tanto, lui non disdegnerebbe l’idea di giocare nella Juve ma la società bianconera ha deciso di attendere la prossima mossa dei friulani. Intanto si copre le spalle stringendo sempre di più i contatti con Dossena del Liverpool, che sarebbe un’ottima alternativa. Sempre in tema di sostituzioni, con il Napoli Secco tratta la cessione di De Ceglie, magari in comproprietà, che potrebbe essere scontata con l’arrivo a Torino di Santacroce, che si è detto disponibile al trasferimento. Non tramonta neanche la pista che porta a Grosso del Lione, un calciatore completo che non farebbe male nella Juventus che verrà.

Sul fronte cessioni, comunque, si deciderà tutto a giorni, quando Molinaro avrà un quadro clinico più chiaro: l’ematoma che gli ha fatto terminare in anticipo la stagione, e che rischiava di procurargli guai seri, sembra essere in via di guarigione. Accertato ciò, cosa che avverrà tra qualche giorno, si potrà ragionare con maggior sicurezza.
lunedì 15 giugno 2009

Confederations Cup: Italia 3 - USA 1


Comincia con il piede giusto, l'Italia, la sua avventura nella Confederation Cup in Sudafrica: un bel 3 a 1 agli Stati Uniti ed è prima nel suo girone per la miglior differenza reti rispetto al Brasile. Gli Juventini hanno offerto una prova in chiaroscuro ma un possibile futuro bianconero, Giuseppe Rossi, ha fatto vedere che potrebbe essere davvero un eccellente acquisto per la Juve.

Torniamo alla Nazionale ed alla gara con gli USA. E' stata una gara poco piacevole per gran parte del primo tempo, dove gli Azzurri hanno faticato più del dovuto nell'amministrare il possesso di palla. Il 4-3-3 voluto da Lippi era congegnato per schiacciare gli avversari e sfruttare al meglio gli spazi, ma gli Stati Uniti hanno puntato tutto sulla loro migliore prestanza atletica ed hanno dimostrato di saper stare bene in campo: Bradley, l'allenatore che ha affidato il centrocampo al figlio, ha fatto un buon lavoro, riassestando benissimo la squadra anche dopo l'espulsione del suo centrale di centrocampo.

L'Italia ha mostrato difficoltà inattese nell'imporre il gioco: si è notata una eccessiva tendenza alla verticalizzazione che ha messo in evidenza le ottime doti nel gioco di anticipo dei difensori statunitensi, specie Spector e Demerit. Ma gli USA non si sono limitati solo ad un catenaccio ma hanno lasciato partire diversi contropiede che hanno messo in difficoltà non poco i centrali difensivi Legrottaglie e Chiellini, apparsi forse poco tonici e reattivi negli scatti, tamponando con la grande esperienza. Chiellini, però, all'ennesima sgroppata di Altidore, usa un po' troppa esperienza e falcia in area il velocissimo attaccante americano: rigore.

Dagli undici metri Donovan batte Buffon ed il primo tempo si chiude con gli USA meritatamente in vantaggio. La ripresa non si apre con l'arrembaggio che ci si poteva aspettare: Camoranesi appare piuttosto nervoso (i nervi sono il suo limite!) e sbaglia, come altri suoi compagni, diversi appoggi per lui elementari. Iaquinta si danna l'anima e corre dal primo all'ultimo minuto ma è sfortunato nelle due occasioni che riesce a procurarsi.

Sarà Giuseppe Rossi, entrato al posto di Camoranesi, a dare una svolta alla gara: recupera palla a metà campo, fa venti metri e scaglia un sinistro imparabile per Howard. Niente schemi, solo classe. Il gioco non decolla e ci vorrà un altro grande tiro dalla distanza, questa volta di De Rossi, per passare in vantaggio. Gli USA non ce la fanno più, anche se vendono cara la pelle, e subiscono la terza rete con una combinazione in punta di fioretto Rossi-Pirlo-Rossi con conclusione al volo di quest'ultimo.

Insomma, un'Italia generosa ma poco concreta, con poche idee in attacco: ma i segnali non sono proprio da buttare, benché il vantaggio di giocare 60 minuti con l'uomo in più non sia da trascurare! Gli Juventini hanno dimostrato impegno e sacrificio, ma Chiellini e Legrottaglie hanno permesso un po' troppe occasioni. Su Buffon sospendo il giudizio: vorrei prima capire se questi palloni nuovi sono davvero dei Super Santos come dicono...
domenica 14 giugno 2009

Paolo De Ceglie – Scheda Tecnica

Paolo de Ceglie
Biografia: Paolo De Ceglie (184 cm per 75 kg) nasce ad Aosta il 17 settembre 1986 ed inizia la sua carriera calcistica nel settore giovanile della Juventus, squadra con cui fa il suo esordio nel calcio professionistico nel 2006 (Serie B) segnando anche una rete. L’anno successivo passa al Siena dove dimostra di avere i numeri per affrontare la Serie A e nel 2008 ritorna definitivamente alla Juventus.



Scheda TecnicaDe Ceglie è tra le più interessanti promesse che le Giovanili della Juventus hanno saputo dare al calcio italiano negli ultimi anni. Ottimi mezzi atletici e buona tecnica individuale, De Ceglie copre indifferentemente i ruoli di difensore laterale sinistro e di centrocampista di fascia. Con le sue lunghe leve risulta particolarmente efficace in fase di spinta, nella quale si sovrappone in aiuto al suo compagno di reparto oppure va al cross dal fondo con buona precisione. Abile nel gioco aereo e nelle conclusioni, dove ha messo in luce un sinistro notevole. Deve migliorare ancora in fase di copertura e nel senso tattico, ma i suoi margini di crescita sono davvero molto ampi.

www.paolodeceglie.it

Mercato Juventus: si complica trattativa D’Agostino. Possibilità per Giuseppe Rossi e Dossena. Pandev non interessa


Il calciomercato della Juve ha subito un’improvvisa impennata: se la trattativa per D’Agostino dell’Udinese sembra presentare impreviste complicazioni dovute alla eccesiva distanza tra domanda e offerta, Giuseppe Rossi e Andrea Dossena lanciano segnali di apertura alla Juventus, contrariamente a quanto fa Pandev che nega ogni interessamento.

Il problema di DAgostino sono le contropartite tecniche: per cedere il forte centrocampista della nazionale, l’Udinese vuole almeno un paio di buoni giovani da valorizzare impiegandoli in prima squadra: a ben guardare i nomi sono sempre quelli, De Ceglie, Marchisio e Giovinco. Ci sarà da lavorare ancora, perché la Juve non è affatto disposta a privarsene. Nel frattempo, e chi segue il calciomercato lo sa, potrebbe inserirsi una terza squadra, magari estera, che pagherebbe cash sino all’ultimo euro e si porterebbe via un altro importante calciatore dal nostro campionato.

Per Dossena del Liverpool sembrano invece concretizzarsi alcune voci: Benítez, vista la necessità di ripianare il bilancio della società, ha dovuto selezionare alcuni giocatori da mettere sul mercato e Dossena è tra questi. Se non si chiude subito, però, potrebbe nascerne un’asta come quella che si è sviluppata attorno a Diego, facendo lievitare il costo del cartellino.

Un qualcosa di simile sta succedendo con Giuseppe Rossi al VIllareal: la squadra spagnola ha vissuto per anni al di sopra delle proprie possibilità, finendo con l’accumulare debiti a non finire. Per non fallire, adesso deve cedere qualche pezzo pregiato e Rossi sembra essere particolarmente contento di poter tornare in Italia a vestire la casacca della Juventus.

Sul fronte cessioni, la Juve non ha ancora fatto alcun movimento. Sul piede di partenza Tiago, Poulsen, Mellberg e forse anche Grygera. Il portoghese ha dichiarato di non essersi trovato bene nel calcio italiano(ha fatto bene a dircelo, perché non ce ne eravamo accorti!), a suo dire troppo tattico, e aspetta qualche chiamata da Francia, Inghilterra o Portogallo. Poulsen e Mellberg potrebbero finire in Germania, ad Amburgo e Stoccarda (nella trattativa per Tasci), mentre Grygera, che la società vorrebbe trattenere, sarebbe ceduto solo in cambio di valide contropartite in denaro.

sabato 13 giugno 2009

Juventus: Cannavaro sarà fischiato ad ogni partita. Minacce dei tifosi, la Società minimizza


Fabio Cannavaro è da un mese e mezzo un calciatore della Juventus, dopo esserlo stato nel biennio di Capello 2004-2006, ma i tifosi bianconeri non hanno dimenticato il suo comportamento a seguito dei ben noti fatti di Calciopoli: il suo repentino trasferimento al Real Madrid nell’estate del 2006, insieme a quello di Fabio Capello, fu visto da gran parte della tifoseria come una fuga indegna per un uomo dal carisma di Cannavaro.

Anch’io sono stato tra quelli che ha giudicato negativamente il suo passaggio al Real: non tanto per la scelta in sé, quanto piuttosto per i tempi. Non si sapeva ancora che la Juve sarebbe stata penalizzata e quindi retrocessa in B, ma lui era già a Madrid con Don Fabio: è stato questo a darmi fastidio più di ogni altra cosa. Certo, non si può pretendere che siano tutti come Buffon, Nedved o Capitan Del Piero, che hanno dimostrato un attaccamento alla maglia della Juventus davvero fuori dal comune, ma forse, visto come è stato trattato Paved Nedved, questa dirigenza non avrebbe meritato un trattamento diverso.

In ogni caso bisogna pensare al presente, ed il presente dice che la Juve sta cercando di ricostruire una squadra competitiva, capace di mescolare esperienza e freschezza, ambizione e tenacia: Cannavaro può effettivamente dare il suo contributo alla causa bianconera, non fosse altro che con lui in campo si eviterebbero certe disattenzioni difensive dettate da insicurezza giovanile. Il carisma di Fabio è indiscutibile.

Se però alcune frange della tifoseria juventina dovessero realmente operare una sorta di tifo antagonista organizzato nei confronti di Cannavaro, beh, in quel caso saremmo di fronte all’ennesimo atto di autolesionismo di questa Juve. Guardiamo ai fatti. Il prossimo campionato sarà caratterizzato da una Inter fortissima e da un Milan in cerca di pronto riscatto, ma entrambe le milanesi avranno delle gatte da pelare: l’Inter potrebbe avere a che fare con la grana Ibrahimovic, perché se non riesce ad andar via come desidera creerà bei problemi nello spogliatoio, mentre il Milan dovrà verificare sul campo l’effettiva competenza di Leonardo, che sta prendendo il patentino da allenatore in questi giorni, per non parlare della difficile sostituzione di Kakà.

Bene, la Juventus potrebbe approfittare di queste potenziali defaillance dei suoi avversari per inanellare una striscia positiva e prendere un margine di punti che, come abbiamo visto negli ultimi campionati, mette a riparo da improvvisi cali di condizione durante la stagione.

Ma se al difficile compito di potenziamento a cui è chiamato Ciro Ferrara si aggiungeranno le difficoltà di gestione di Cannavaro, allora prepariamoci ad un’altra stagione di sofferenza. La Dirigenza cerca di minimizzare queste minacce, utilizzando la formidabile retorica del "sono solo una sparuta minoranza": a me, obiettivamente, non sembra una cosa di poco conto. Speriamo che alla fine trionfi il buon senso…
venerdì 12 giugno 2009

Calciomercato Juventus: D’Agostino, Dossena e Chamakh. Trezeguet resta


In fase di stallo il calcio mercato della Juve: le trattative di Alessio Secco procedono ma mancano ancora delle indicazioni chiare in merito ai prossimi acquisti bianconeri. Si parla di D’Agostino e Dossena, ma spunta anche il nome di Chamakh, centravanti franco-marocchino del Bordeaux, per il dopo- Trezeguet.

D’Agostino, come dicevamo qualche giorno fa, interessa molto alla Juventus, ma l’Udinese chiede molto. Cobolli Gigli ha dichiarato oggi che le trattative sono ‘a metà strada’, lasciando intendere che si potrà trovare un accordo sulla base di contropartite tecniche adeguate. Chi comprerà l’Udinese dalla Juve? E? ancora presto per dirlo, ma c’è chi teme una cessione eccellente nel reparto di centrocampo, De Ceglie o Giovinco (Tiago non sarebbe una cessione eccellente, anzi…).

Discorso analogo per Dossena del Liverpool, per il quale però la Juventus dovrebbe battere la concorrenza di altre squadre importanti italiane: ma che ce ne facciamo di tutti questi centrocampisti? Staremo a vedere…

David Trezeguet è stato dichiarato incedibile dalla Società che ha confermato di aver ricevuto delle richieste da squadre estere (Lione), ma che queste erano del tutto insoddisfacenti: come a dire che, se si alza il prezzo, Trezeguet sarà ceduto. Per sostituirlo Secco ha messo gli occhi su Chamakh, il giovane centravanti del Bordeaux che si sta ben comportando in Francia, mettendo in mostra grandissimi mezzi atletici ed un buon senso del gol, specie di testa.

Marco Marchionni – Scheda Tecnica


Biografia: Marco Marchionni (175 cm per 66 kg) nasce a Monterotondo (Roma) il 22 luglio del 1980 ed inizia la sua carriera sportiva proprio nelle giovanili della squadra del suo paese. La svolta arriva nel 1998, quando viene notato dagli osservatori dell’Empoli che lo portano in Toscana, dove rimane fino al 2001, anno della definitiva consacrazione grazie all’ingaggio nel Parma. In Emilia, Marchionni non ha un ambientamento facile e colleziona poche presenze anche a causa di una serie di brutti infortuni. Nel 2003 iene ceduto in prestito al Piacenza dove trova un rapido riscatto e ritorna a Parma l’anno successivo. Nel 2006 è acquistato dalla Juventus.

Scheda Tecnica: Marchionni è un centrocampista di fascia dalle spiccate doti offensive, tanto che può essere impiegato anche come trequartista o seconda punta. La sua grande velocità e l’efficace dribbling ne fanno però una perfetta ala d’altri tempi, indispensabile per costruire il gioco sulle fasce e sfruttare al meglio le doti dei colpitori di testa in area. Oltre ad essere un bravo assist-man, Marchionni non disdegna le conclusioni a rete, specie quando riesce a trovare gli spazi giusti per il tiro, magari dopo una serie di dribbling ai danni degli avversari. Molto utile anche in fase di contropiede, va in difficoltà quando è chiamato a compiti di copertura ed interdizione.
mercoledì 10 giugno 2009

Mauro German Camoranesi – Scheda Tecnica


Biografia: Mauro Germán Camoranesi (174 cm per 70 kg) nasce a Tandil, Argentina, il 4 ottobre 1976 e inizia la sua carriera nella comapgine della sua città natale, la Gimnasia y Esgrima Tandil e nel Club Atlético Aldosivi. Di indole molto indipendente si trasferisce in Messico per tentare la fortuna nel grande calcio e qui viene ingaggiato dal Santos Laguna nel 1996: è il suo esordio nel calcio professionistico. Il ’97 è uno degli anni peggiori per Camoranesi. A causa dei continui infortuni lascia il Messico e si trasferisce in Uruguay, nei Wanderers Montevideo. Qui, però, dopo appena sei giornate riceve una maxi-squalifica per aver colpito un arbitro e gli viene rescisso il contratto. Lui non si perde d’animo e torna in Argentina, dove è ingaggiato dal Banfield. La definitiva consacrazione nel calcio sudamericano giunge nel 1998, quando passa ai messicani del Cruz Azul, dove rimane sino al 2000, quando il Verona riesce a portarlo in Italia. Nel 2002 viene acquistato dalla Juventus. Nel 2003, ignorato dai selezionatori della Nazionale Argentina, Camoranesi decide di acquisire la cittadinanza italiana per essere convocato nella Squadra Azzurra con cui è diventato Campione del Mondo nel 2006.

Scheda Tecnica: Camoranesi è tra i calciatori con il più elevato tasso tecnico del Campionato Italiano. Può giocare sia come esterno destro di centrocampo che come regista avanzato, dove mette in mostra le sue eccezionali qualità individuali con il pallone tra i piedi. Utilissimo sia in fase di costruzione del gioco che in quella di finalizzazione, Camoranesi è un eccellente uomo-assist, oltre ad essere prezioso contro squadre ben arroccate in difesa: grazie alle sue abilità nel dribbling, riesce spesso a creare la superiorità numerica e a scardinare le retroguardie avversarie. In fase di conclusione è in possesso di un tiro piuttosto potente e molto preciso dalla media distanza, che diventa micidiale grazie ad eccellenti capacità di coordinazione. L’unico limite di questo fuoriclasse è il carattere un po’ troppo irritabile: sono infatti diverse le espulsioni che ha collezionato in carriera e spesso si è trattato di falli di reazione oppure di interventi eccessivamente decisi dettati dal nervosismo.
lunedì 8 giugno 2009

Calciomercato Juventus: D’Agostino dice sì, Maxwell e Tasci forse, Marotta no.

Il calcio-mercato della Juve è ormai nel vivo: è in questa fase, infatti, che si gettano le basi per i migliori affari che magari si concretizzeranno solo a fine mercato ma si baseranno su trattative spesso lunghe e faticose. La Juventus sembra aver chiuso il discorso Marotta, mentre restano in piedi le piste che portano a Maxwell dell’Inter, Tasci dello Stoccarda e soprattutto D’Agostino dell’Udinese.

Marotta, accostato nei giorni scorsi alla Juventus quale nuovo amministratore delegato, sembra aver chiuso le porte a Blanc, suo principale sponsor nella società bianconera, almeno per quest’anno. Ne consegue che anche la trattativa che avrebbe portato Palombo a vestire la maglia della Juve ha subito una frenata. Per il centrocampo, però, Secco sarebbe molto vicino ad ottenere la firma di D’Agostino dell’Udinese, che ha ben impressionato anche in Nazionale. Difficile, per non dire impossibile, che la Juventus sborsi i 30 milioni chiesti da Pozzo: le società troveranno comunque un accordo in base alle contropartite tecniche richieste dai Friulani. Si è parlato molto di De Ceglie, ultimamente, ma pare che resti a Torino.

Per la difesa si sono fatti due nomi: Maxwell dell’Inter e Tasci dello Stoccarda, colonna della Nazionale tedesca Under-21. Del Brasiliano sappiamo molto: ha una gran corsa ed un’eccellente tecnica, è praticamente un’ala leggermente arretrata con ottima continuità di rendimento: in fase difensiva, come spesso si riscontra in questo tipo di calciatori, non dà proprio il meglio di sé. Serdar Tasci (in realtà si scrive Serdar Taşçı) è un difensore centrale molto potente fisicamente (187 cm per 80 kg) con buone qualità atletiche e tecniche: può essere impiegato con successo anche come laterale destro e segna anche qualche gol.

Per il momento nulla di ufficiale nel calciomercato della Juventus, ma le prospettive sembrano più che buone, anche perché Secco e compagnia pare abbiano finalmente capito che bisogna puntellare adeguatamente la difesa, possibilmente puntando sui giovani.
domenica 7 giugno 2009

Antonio Chimenti – Scheda Tecnica


Biografia: Antonio Chimenti (184 cm per 83 kg) nasce a Bari il 30 giugno 1970 ed è figlio e nipote d’arte: suo padre Francesco era un attaccante della Sambenedettese a cavallo tra gli Anni ’70 ed ’80, mentre suo nonno Vito, nello stesso periodo, era anch’egli attaccante nel Palermo e nella Pistoiese. Antonio Chimenti inizia nelle giovanili della Sambenedettese, squadra in cui continua a militare sino al 1994 con due trasferimenti in prestito al Tempio e al Monza. Nel ’94 passa alla Salernitana, dove rimane per quattro campionati prima di passare alla Roma, con la cui maglia fa l’esordio in Serie A nel 1997. Due anni più tardi, non trovando spazio nella squadra giallorossa, passa al Lecce dove è protagonista di tre stagioni di altissimo livello. Nel 2002 viene ingaggiato dalla Juventus dove rimane come Secondo di Buffon sino al 2006, quando si trasferisce a Cagliari prima e all’Udinese poi. Nel 2008 torna definitivamente alla Juve come terzo portiere.

Scheda TecnicaChimenti è un portiere molto esperto, con ottime doti atletiche e carismatiche. Dà il meglio di sé nelle parate d’istinto, dove mostra un ottimo colpo di reni ed una notevole reattività. L’aver trascorso gran parte della sua lunga carriera in squadre in lotta per non retrocedere ne ha forgiato il carattere e la tenuta nervosa: non di rado era bersagliato da un assedio continuo da parte degli avversari e lui ha sempre risposto con grande continuità di rendimento, sviluppando inoltre uno spirito da leader dentro e fuori dal campo.
sabato 6 giugno 2009

Calciomercato Juventus: D’Agostino e Palombo in arrivo, Trezeguet in partenza. Idea Marotta.


Con la riconferma di Ferrara sulla panchina, il calcio-mercato della Juventus riparte alla grande: in arrivo ci sarebbero D’Agostino dall’Udinese e Palombo dalla Sampdoria, grazie anche alla mediazione di Marotta, il direttore generale che tanto piace a Blanc e Cobolli Gigli. Nella conferenza stampa di ieri, Ferrara ha spiegato di voler lavorare sia sull’aspetto atletico che su quello tecnico. A prima vista sembrerebbe la più classica banalità da intervista sportiva, ma il neo-tecnico della Juve ha detto di voler puntare non solo su una squadra che corre, ma anche e soprattutto sul possesso palla e sulla manovra.


Come insegna il Barcellona di Guardiola,a cui tutte le Grandi adesso guardano con ammirazione ed un pizzico di invidia, per giocare in questo modo è necessario un centrocampo di primissima qualità ed assolutamente completo: proprio quello che non era il centrocampo della Juventus di quest’anno, con troppi incontristi e qualche calo di condizione di troppo. Con D’Agostino la Juve acquisirebbe un calciatore ideale per fare possesso di palla: ha ottimi fondamentali, grande intelligenza tattica e pure una notevole corsa, che nel calcio italiano non guasta mai. L’Udinese, che ha ben chiaro il valore del suo giocatore, chiede 30 milioni, una cifra che sicuramente scenderà: si tratterebbe, per intenderci, di 5 milioni di euro in meno rispetto a quanto è stato pagato Diego (una cifra che, per giunta, ad alcuni osservatori è parsa eccessiva).


In ogni caso per D’Agostino il prezzo potrà essere ridotto grazie a contropartite tecniche di cui la Juventus, con i calciatori rientranti dai prestiti, non dovrebbe mancare. Qualcuno paventa il sacrificio di Giovinco, anche se appare difficile che la Società sia disposta a privarsi del talento più puro del suo settore giovanile: mai dire mai, però. Anche Palombo della Sampdoria potrebbe vestire nella prossima stagione la maglia bianconera: la sua straordinaria continuità di rendimento, la sua predisposizione al sacrificio e il buon senso tattico ne fanno un’ottima pedina per un centrocampo che deve sostenere un trequartista come Diego. La trattativa con la Samp potrebbe essere più agevole grazie ai contatti, che ci sono ormai da 2 anni, con l’Amministratore Delegato Marotta, che Blanc vorrebbe portare a Torino: i presupposti sembrano buoni e le smentite del caso da parte dell’interessato non appaiono così convinte.


Per due giocatori in arrivo, uno è in partenza: è quasi certo che David Trezeguet non vestirà la maglia della Juve il prossimo anno. La Dirigenza ha messo il franco-argentino sul mercato ed attende offerte da squadre straniere che non tarderanno ad arrivare: il triste addio all’Italia di uno tra i più grandi attaccanti d’area degli ultimi 20 anni.