lunedì 31 agosto 2009

Juventus: Grosso arriva all'ultimo minuto

Calciomercato - La Juventus ha formalizzato l'acquisto del terzino Fabio Grosso del Lione, al termine di una trattativa durata sin troppo: ai francesi vanno circa 3 milioni di euro, al calciatore 1,2 milioni annui. Che Grosso sarebbe arrivato alla Juve era nell'aria da tempo, ma il fatto che la trattativa si sia protratta sino all'ultima ora del calciomercato fa pensare ad un gioco al rialzo tra le due società. Alla fine, visto che il terzino della Nazionale poteva arrivare gratis, i 3 milioni sborsati appaiono eccessivi, ma tant'è.

Fabio Grosso completa un reparto difensivo, quello della Juventus, che viene in gran parte rivoluzionato rispetto allo scorso anno. Nel commentare la gara di ieri con la Roma, avevamo segnalato una certa indecisione da parte di De Ceglie nel dare incisività con i cross dalla sinistra: l'esperienza di Grosso e le sue attitudine tecniche e tattiche non potranno che giovare.

Certo, c'è il problema dell'età: a quasi trentadue anni, il terzino neo-bianconero non potrà essere considerato un investimento per il futuro. Ma per quello c'è De Ceglie, appunto, che dalla vicinanza con un campione del mondo non potrà che trarre giovamento: il fatto che sia rimasto alla Juventus può offrire questa importante chiave di lettura.

Per il resto non ci resta che augurarci che la difesa della Juventus, che coincide per 4/5 con quella della Nazionale Italiana in Confederations Cup, si comporti come tutti ci aspettiamo. Il nostro piccolo sondaggio tra Grosso e Rafinha di qualche giorno fa aveva sentenziato che i tifosi bianconeri lettori di Juventinologo non gradivano troppo il terzino del Lione. Ora che è arrivato, che giudizio ne date?
domenica 30 agosto 2009

Roma 1 Juventus 3: grande Diego, ma non solo...


Campionato - La Juventus batte 3 a 1 la Roma in una gara che ha messo in luce diverse cose buone già fatte vedere nelle ultime uscite, alcuni progressi interessanti ed ancora qualcosina da rivedere. Nella prima categoria ricade Diego (), calciatore dai mezzi tecnici eccellenti, supportato da un fisico notevole e da un senso tattico non comune: acquisto ottimo per la Juve. Nella seconda categoria annoveriamo i movimenti difensivi dei centrali (sia Cannavaro e Chiellini che Legrottaglie quando è entrato), mentre nella terza mettiamo la difficoltà nel gestire il vantaggio e le bizzarrie di Felipe Melo.

La partita con la Roma è stata bellissima, con un ritmo alto che ha divertito i tifosi neutrali ma ha fatto penare gli altri: continui cambi di fronte ed ottime giocate da ambo le parti. In realtà la prima mezz'ora è stata molto tattica, con le squadre corte e preoccupate soprattutto di non sbagliare. Al primo errore, infatti, è arrivato il gol. Cassetti ha un'indecisione a centrocampo, Diego gli ruba il pallone e parte palla al piede: resiste ad un paio di cariche dei difensori della Roma e poi batte Julio Sergio da posizione decentrata, con un delizioso colpo di esterno destro.

La gara cambia: la Roma si scopre un po' ma la Juve sembra poter controllarne le folate offensive. Tuttavia, sul finire del primo tempo, i giallorossi battono a sorpresa una punizione nella trequarti bianconera: la Juve è impreparata e De Rossi lascia partire un missile che batte Buffon, forse un po' troppo avanzato (ma si sarebbe riscattato con una grande parata su Totti poco dopo). Segnaliamo l'ingenuità di Felipe Melo che, invece di mettersi davanti al pallone per ritardare l'azione, si era distratto a parlare con l'arbitro: un errore grave, specie perché commesso da colui che dovrebbe essere la mente del centrocampo bianconero.

E non è stato l'unico, purtroppo. Anche la punizione era nata da una palla persa da lui, a cui ha fatto seguito il fallo, per un suo mancato passaggio al compagno smarcato. Troppe volte, infatti, Melo si è interstardito in dribbling inopportuni, espondendo la retroguardia bianconera a rischi gratuiti per via delle palle perse: tra queste annoveriamo anche i passaggi laterali troppo lenti, facili prede degli avversari. Ha fatto un gran gol, è vero, ma anche in quel caso aveva la possibilità di servire Iaquinta e non lo ha fatto, prediligendo la soluzione più complicata: è andata bene e siamo tutti contenti, ma è proprio adesso che bisogna pensare a certe correzioni.

Tornando alla gara, la Juve del secondo tempo ha mostrato la giusta grinta e un buon gioco: la sensazione, dopo il palo di Amauri, era che il gol sarebbe arrivato, prima o dopo. Tatticamente si è insistito nelle verticalizzazioni su Amauri e Iaquinta e proprio da un bel tocco di quest'ultimo si è messo in moto Diego che ha bruciato sullo scatto i suoi diretti avversari, ne ha dribblato un altro ed ha battuto un incolpevole Julio Sergio.

Spalletti cambia tattica e mette Vucinic e Cerci, dando vita ad una specie di 4-2-4 : la difesa bianconera regge bene anche perché Ferrara non fa arretrare la squadra. Le due punte rimangono in campo ed entra solo Poulsen al posto di Diego per un centrocampo più compatto. Il gol di Felipe Melo è stata la logica conseguenza di un atteggiamento strategico rivelatosi vincente, anche perché Camoranesi ha fatto vedere chiari segnali di recupero quando è entrato.

L'unica nota leggermente stonata, oltre a Melo, sono stati i cross di De Ceglie: con la Roma che spingeva molto dalla sinistra, Grygera doveva assolvere compiti di copertura (e lo ha fatto molto bene) mentre lui avrebbe dovuto spingere maggiormente. Purtroppo i suoi cross sono stati spesso alti e lenti: neanche John Charles sarebbe riuscito a dargli potenza! Molto meglio, invece, quando, entrato Legrottaglie, si è spostato Chiellini nel suo antico ruolo. Che non sia questa la soluzione più efficace?

Godiamoci questa bella vittoria contro la Roma, aspettando il calciomercato: vuoi vedere che la possibile soluzione per la fascia sinistra arriverà in serata?
sabato 29 agosto 2009

Calciomercato. Juventus e Grosso ancora distanti

Calciomercato - La Juventus sembra intenzionata ad acquistare il terzino destro del Lione Fabio Grosso, ma la società francese, forte della volontà del giocatore e delle necessità della Juve di completare il reparto difensivo, gioca al rialzo sul prezzo. Come dicevamo nei giorni scorsi, la Juventus avrebbe avuto l'opportunità di acquistare Grosso a titolo gratuito, ma il Lione, dopo qualche timido cenno di assenso, aveva rifiutato chiedendo una contropartita in denaro o tecnica.

La telenovela Grosso-Juventus va avanti da settimane, praticamente da quando è iniziato il calciomercato e forse anche da prima. Al momento sembra essersi arenata la trattativa con lo Schalke 04 per il brasiliano Rafinha, apparsa a molti come un depistaggio per i giornalisti o un tentativo di indurre a più miti consigli il Lione. Fatto sta che attualmente è tutto fermo anche per Grosso.

La Juve ha offerto due milioni di euro, dopo che la precedente offerta di 1,5 milioni era stata rigettata fermamente. I bianconeri avevano ritenuto quest'ultima cifra l'offerta massima per il calciatore ormai quasi 32enne, ma hanno voluto ritoccarla ulteriormente di altri 500.000 euro. Il Lione ne ha richiesti 4, di milioni, e si è detto disposto a scendere sino a 3 (ma è lecito attendersi un ripensamento a breve, visto il loro comportamento in questa trattativa!).

Insomma, per Grosso alla Juventus, benché anche da questo blog siano giunte indicazioni poco confortanti in merito all'ultima operazione di mercato bianconera, bisognerà ancora attendere qualche giorno: e non è detto che non possa saltare tutto per un milione di euro...
giovedì 27 agosto 2009

Sorteggio Champions League: Juve con Bayern e Bordeaux


Champions League - La Juventus trova nell'urna di Montecarlo il Bayern di Monaco, il Bordeuax ed il Maccabi Haifa, un sorteggio che poteva essere molto più duro. Le avversarie della Juve in Champions, insomma, sembrano essere alla sua portata, ma guai a sottovalutarle: a parte il solito discorso trito e ritrito delle squadre materasso ormai inesistenti, va considerato il fatto che la preparazione atletica dei team delle altre nazioni può giocare un ruolo non secondario, specie nelle prime sfide.

Il Bayern Monaco di Luca Toni è stato la grande delusione dello scorso anno: in Champions League ed in Bundesliga ha deluso i suoi tifosi e quest'anno avrà tanta voglia di riscatto. Del Bayern di Luca Toni di due anni fa, però, è rimasto poco, almeno nello spirito di gruppo che animava quella squadra: anche Toni, infatti, pare voglia cambiare aria anche perché per lui si prospetta una stagione in panchina. Ma è sempre il Bayern e merita la palma dell'avversaria più pericolosa del girone della Juventus.

Il Bordeaux, la squadra con cui la Juve esordirà in Champions League il 15 settembre, è un collettivo molto interessante con individualità da tenere d'occhio: su tutte Gourcouff, l'ex milanista che nell'ultimo anno in patria è cresciuto tantissimo divenendo uno dei più completi interpreti del suo ruolo nel campionato francese.

Anche il Maccabi Haifa, per molti la vittima designata del girone, non va presa sotto gamba: gli israeliani si sono qualificati giocando a viso aperto nei preliminari contro il Salisburgo, dimostrando ottime doti atletiche e giocando un calcio gradevole.

Ecco il Calendario delle Italiane in Champions League

Calciomercato Juventus: Rafinha supera Grosso?

Calciomercato - La trattativa che dovrebbe portare Fabio Grosso alla Juventus sembra avere l'ennesima battuta d'arresto e la società bianconera sembra essersi orientata sul brasiliano dello Schalke 04 Rafinha, acquisto caldeggiato da Diego, suo amico e connazionale. Il calciomercato della Juventus, insomma, sembrerebbe riservarci ancora qualche sorpresa.

Procediamo con ordine. La Juve ha bisogno di un giocatore di fascia che dia qualche garanzia di qualità ed esperienza internazionale soprattutto in chiave Champions League: con il Lione le trattative per Grosso sono avviate praticamente dall'inizio del calcio-mercato, ma la società francese, nonostante la volontà del calciatore di trasferirsi a Torino, ha più volte mandato a monte l'operazione nel tentativo di strappare qualche milioncino alla Juventus.

Grosso, infatti, quasi trentaduenne, sarebbe potuto arrivare a costo zero mediante un'operazione che avrebbe di fatto scontentato solo i francesi, che sarebbero stati però sollevati dal pagamento di un cospicuo ingaggio. Tuttavia la motivazione che ha decretato l'ultima frenata, proprio quando sembrava fatta, è stata la mancanza di un sostituto: se prima non trovano un altro terzino destro, i dirigenti del Lione non lasceranno partire Grosso.

La Juve si è stancata, o forse fa solo pretattica: sta di fatto che ha contattato ufficilamente lo Schalke 04 per il brasiliano Rafinha, 23 anni, dalle eccellenti doti tecniche e dai grandi polmoni: per lui, come conferma il direttore sportivo dei tedeschi, la Juventus ha offerto 8 milioni di euro. Il giornale Bild, a cui si riferisce la foto di Rafinha in alto, spiega come quei soldi farebbero molto comodo allo Schalke, nella cui società si vivono momenti di tensione anche per colpa del bilancio non proprio roseo.

In questo momento, insomma, Rafinha sembra in vantaggio su Grosso per la fascia destra della Juventus. E voi chi preferite, Grosso o Rafinha?
martedì 25 agosto 2009

Calciatori e Ramadan: Sissoko cosa farà?

Per gli islamici siamo entrati nel mese del Ramadan, il periodo in cui i musulmani osservanti devono praticare l'astensione dal cibo e dalle bevande dall'alba al tramonto: i calciatori, e gli sportivi in genere, appartenenti a questa fede non fanno eccezione. Nella Juventus c'è ad esempio Momo Sissoko, il forte centrocampista maliano che sta lentamente recuperando da un brutto infortunio rimediato sul finire del campionato scorso.

Recentemente José Mourinho, allenatore dell'Inter, ha dato la "colpa" al mese di digiuno islamico per la scarsa prestanza atletica di Muntari, fervente musulmano proprio come Sissoko: la notizia potrebbe destare un certo scalpore nell'opinione pubblica, ma non sembra al momento al centro dell'attenzione. Trattandosi di un problema legato alle religioni, non appare qui il caso di entrare nel merito.

Gli atleti musulmani, durante il Ramadan, devono cambiare completamente le loro abitudini alimentari e di allenamento: specie quando questo periodo di digiuno diurno cade nei mesi caldi, conciliare lo sport con l'astinenza diventa davvero complesso e le prestazioni sportive non possono che risentirne. Anche durante una gara pomeridiana, nel pieno del caldo, il calciatore musulmano non potrà abbeverarsi sino alla sera!

E' quindi lecito domandarsi se il Ramadan non possa ripercuotersi sul recupero già difficile di Sissoko: la frattura del piede sinistro è guarita ma i suoi postumi sono stati incredibilmente complicati, tanto da tenerlo fermo ancora oggi. Il suo recupero è previsto tra due settimane, ma lo stravolgimento alimentare e le indubbie difficoltà nel riprendere a pieno ritmo gli allenamenti potrebbero complicare le cose. Insomma, nella peggiore delle ipotesi, Momo Sissoko potrebbe riprendere pienamente le sue facoltà giusto in tempo per andare a giocare la Coppa d'Africa...
domenica 23 agosto 2009

Juventus 1 Chievo 0: buona la prima per la Juve di Ferrara

Bella vittoria, ma quanta fatica per difenderla: potremmo sintetizzare così la gara di apertura della Juventus di Ciro Ferrara contro il Chievo: un 1 a 0 che regala tre punti alla squadra bianconera e che permette di lavorare con maggiore serenità in vista della gara contro la Roma. Complessivamente si sono viste diverse cose interessanti e valide, anche se non manca qualche appunto: anzitutto non si è chiusa la partita e si è rischiato eccessivamente, specie nel finale, ed inoltre abbiamo visto qualche leziosità di troppo in uomini chiave come Amauri e Diego.

I brasiliani hanno giocato una partita maiuscola, intendiamoci: Diego ha fatto impazzire con i suoi dribbling i calciatori del Chievo ed ha fornito eccellenti palloni ad Amauri e Iaquinta, che hanno messo in mostra una gran voglia di fare. Su una punizione dalla mediana da lui stesso procurata, Diego ha pennellato sulla testa di Iaquinta un pallone che il calciatore calabrese ha messo in rete con uno stacco di testa di ottima fattura.

La Juve ha controllato per larghi tratti la gara, ma non ha sauto concretizzare un maggior possesso palla: vedere le trame di gioco bianconere è stato uno spettacolo, con tanti passaggi, incroci e colpi sopraffini. Purtroppo i tocchi di classe non valgono ai fini del risultato e probabilmente Ferrara lavorerà anche su quest'aspetto in vista della gara di Roma (i giallorossi hanno perso e vorranno rifarsi!).

Da migliorare anche la condizione atletica, in quanto a partire dalla metà del secondo tempo si è visto un forte calo nella corsa e nella reattività. Tra i migliori, oltre a Diego, Iaquinta e Amauri, anche Fabio Cannavaro, che ha fatto vedere tutti i suoi numeri difensivi con scivolate di gran classe ed anticipi perfetti. In un paio di occasioni il capitano della Nazionale è salito con un istante di ritardo rispetto al resto della linea difensiva, creando difficoltà nell'applicazione della tattica del fuorigioco. Nel complesso, però, la difesa ha retto molto bene ed i movimenti sono apparsi molto ben rodati.

Segnaliamo anche la buona prova di Tiago, che si è proposto con frequenza ed ha pressato come gli altri in fase di non possesso, e di Brazzo Salihamidzic, infortunatosi sul finire del primo tempo. Forse il fatto che l'unico terzino sinistro disponibile al momento sia De Ceglie, con Molinaro in via di guarigione, potrebbe indurre la dirigenza bianconera a concludere la trattativa per Fabio Grosso.

Per il momento la Juventus si gode questa vittoria, nella speranza di poter recuperare presto qualcuno degli uomini chiave dall'infermeria che anche quest'anno, purtroppo, fatica a svuotarsi...

Calciomercato Juventus: Grosso mai così vicino.


Calciomercato - La Juventus si prepara ad affrontare il Chievo nella prima giornata di campionato 2009/2010, ma la sua dirigenza continua a lavorare per portare a Torino un calciatore di fascia: Fabio Grosso del Lione è al centro di una complessa trattativa che pare sia giunta al capolinea.

Nei giorni scorsi si era parlato del brasiliano Rafinha dello Schalke 04 e del compagno di squadra di Grosso, Clerc: il laziale De Silvestri, in scadenza di contratto, poteva essere un'interessante alternativa ma pare sia destinato ad andare altrove. Dai soliti ben informati si è appreso che le negoziazioni tra Juventus e Lione in questo calciomercato non sono mai state interrotte: c'era la possibilità di cedere Trezeguet ai francesi e si è fatto un timido tentativo anche per Poulsen, andato però male come tutti gli altri.

Le due parti sarebbero vicine alla definizione dell'acquisto da parte della Juventus di Fabio Grosso, terzino sinistro della Nazionale Italiana che potrebbe dare alla fascia sinistra difensiva bianconera la necessaria esperienza: al momento, infatti, il terzino sinistro titolare è De Ceglie con Salihamidzic a fare da Jolly di lusso per ogni evenienza.

La Juve insomma ha deciso di stringere i tempi: manca una settimana alla chiusura del mercato e non è detto che Secco e Blanc non possano regalarci qualche sorpresa. Speriamo solo che non sia una sorpresa raggelante come l'ultima in ordine di tempo: la cessione di Cristiano Zanetti alla Fiorentina è ancora difficile da metabolizzare...

Ferrara risponde a Mourinho: Juve-Inter è già iniziata!

Il battibecco "Ferrara-Mourinho" ha dato ufficialmente inizio al campionato delle polemiche che, presumibilmente, ci accompagnerà sino a maggio inoltrato. La rivalità tra Juventus ed Inter è nota ed è anche una delle caratteristiche più conosciute della cultura calcistica italiana. Calciopoli prima e l'avvento di Mourinho poi non hanno fatto altro che amplificarla.

Recentemente il tecnico portoghese si era preso la sua bella fetta di popolarità accusando Marcello Lippi di imparzialità e scorrettezza in quanto, a suo dire, aveva offeso l'Inter: ad una domanda all'uscita dello stadio l'allenatore della Nazionale aveva pronosticato la vittoria della Juventus nella stagione appena iniziata. La polemica era del tutto fuori luogo, ma tanto è bastato per dare inizio ad un circo di opinioni davvero stucchevole.

In ogni caso Mourinho ha scoperto di avere ben pochi alleati: Spalletti, ad esempio, gli ha rammentato che sottolineare gli "zeru tituli" degli avversari non era poi una grande prova di eleganza, mentre la gran parte di tecnici e giocatori non ha visto nulla di offensivo nel pronostico di Lippi. Mourinho, allora, ha alzato il tiro, chiamando "nemici" tutti quelli che hanno osato rispondergli e spiegando come molti opinionisti stiano sopravvalutando la Juventus.

Ferrara, chiamato direttamente in causa, ha risposto con la classe che tutti gli conosciamo: "Questa polemica" - ha detto Ciro - "mi conferma che ci siamo davvero migliorati rispetto allo scorso anno!" Il campionato deve ancora iniziare ma le premesse per uno spettacolo anche fuori dal campo ci sono tutte: prepariamoci ad accuse di favoritismi o slealtà e al sempreverde allarme "campionato falsato". Fa parte della nostra cultura calcistica, non ci si può fare nulla.

Per il resto, nella speranza che lo spettacolo in campo sia di molto superiore a quello fuori e che la Juventus possa davvero dimostrare con il gioco i miglioramenti visti da Ferrara, mettiamoci comodi: come dice uno che la sa lunga, "Buon campionato a tutti!"
giovedì 20 agosto 2009

Calciomercato Juventus: Rafinha, Clerc, Grosso o nessuno?


Calciomercato - La Juventus si prepara ad affrontare il Chievo nella prima giornata della stagione 2009/2010 ma potrebbe ancora avere in serbo dei colpi di mercato per completare una rosa che appare già molto competitiva. I prossimi acquisti, sempre se ci saranno, riguarderanno le fasce laterali: attualmente, infatti, l'unica ala vera della Juventus è Camoranesi, dato che le partenze di Marchionni e Nedved non sono state rimpiazzate. E' vero che il gioco di Ferrara predilige dei centrocampisti più moderni, capaci di giocare come laterali di un centrocampo a rombo, ma è innegabile che il gioco sulle fasce sia fondamentale per sostenere l'attacco.


In ali, nel calcio moderno, si sono trasformati i terzini, a cui si chiede un lavoro di grande fatica e dedizione tattica. La Juventus ha a disposizione Molinaro, Zebina, Grygera e De Ceglie, senza dimenticare la possibilità di schierare Caceres e Chiellini in quella posizione. I calciatori citati hanno ben impressionato in questo pre-campionato, ma è probabile che la dirigenza bianconera cerchi qualche alternativa con migliori doti tecniche in fase offensiva.


Spesso, infatti, la Juve sembra essere deficitaria nel momento in cui dalle fasce devono partire cross o assist per gli attaccanti: un basso tasso di riuscita vanifica inesorabilmente tutta l'azione, creando inoltre sfiducia e scarsa partecipazione al gioco da parte della squadra.


Quali sono i nomi su cui Secco e Blanc si stanno orientando? Anzitutto il brasiliano Rafinha dello Schalke 04, considerato il nuovo Cafù per l'ottima prestanza atletica e la grande tecnica individuale. Interessa anche De Silvestri della Lazio, che quest'anno potrebbe trovare qualche difficoltà con allenatore e presidente, e Clerc del Lione, che in realtà gioca un po' più avanzato degli altri due. E' sempre da considerare attuale la pista che porta a Fabio Grosso, vecchio pallino della dirigenza bianconera che darebbe un importante contributo di esperienza alla fascia sinistra juventina orfana di Nedved.
martedì 18 agosto 2009

Trofeo Berlusconi: Milan-Juventus 1-1 (5-4 ai rigori)


Gran bella gara in perfetto stile campionato, quella offerta da Juventus e Milan al Trofeo Berlusconi che ha visto la prima importante vittoria dei rossoneri, anche se ai rigori, in questo precampionato. La Juve ha presentato buona parte della formazione titolare - almeno nelle intenzioni - dell'imminente stagione 2009/2010 ed ha offerto ottime indicazioni tattiche a Ferrara.

Il centrocampo a rombo, con Melo e Diego (foto Gazzetta dello Sport) centrali e Salihamidzic e Marchisio laterali, si è dimostrato equilibrato e tonico sia in fase difensiva che di organizzazione. del gioco. Le punte Trezeguet e Iaquinta hanno giocato molto larghe in fase di non possesso per poi accentrarsi ed incrociarsi nelle ripartenze, con il chiaro scopo di aprire spazi alle giocate di Diego.

Iaquinta ha dato il consueto contributo di corsa e sacrificio, mentre Trezeguet, che è pur apparso in ripresa rispetto alle ultime uscite, ha sofferto un po' la fatica di questo tipo di gioco: Ferrara lo ha tenuto in campo tutta la gara, affiancandogli poi un Amauri in vena di grandi numeri. E' in ottima forma anche Marchisio, come aveva dimostato in Nazionale, ricoprendo perfettamente un ruolo non suo (ma che forse lo diventerà presto!).

La difesa, con Legrottaglie e Cannavaro centrali, malgrado ancora qualche imprecisione nei tempi, ha dimostrato un miglioramento nei singoli: Cannavaro soprattutto ha fatto vedere interventi in grande stile che non ammiravamo da tempo, mentre De Ceglie, schierato come laterale di sinistra, ha dimostrato una crescita continua in tutte le fasi di gioco.

La cosa più rincuorante per la Juventus è stata la prestazione di Diego: una gara bellissima, a tratti spettacolare, coronata da un gran gol dalla distanza (favorito però dalla deviazione di Thiago Silva). Diego ha messo in mostra una tecnica sopraffina (e lo sapevamo già) ma anche molta forza fisica, tanta corsa ed un buon senso tattico: insomma, ho visto un fantasista brasiliano temprato da un calcio fisico come quello tedesco.

Una nota meno lieta è ancora una volta Felipe Melo. Ribadiamo l'ottima qualità del calciatore, che dimostra di avere un eccellente senso tattico, delle geometrie e dei tempi del gioco: il centrocampo della Juventus è molto valido anche per il suo fondamentale contributo come regista. Tuttavia dovrebbe smetterla di uscire palla al piede dall'area di rigore quando è pressato: lo ha fatto in più di un'occasione, ieri, ed da una di queste è nata l'azione del pareggio di Pato. Il suo limite, però, sono i nervi, lo ripetiamo: anche al Trofeo Berlusconi ha cercato lo scontro con Gattuso come aveva fatto con Stankovic nel Trofeo Tim. Si trattava di due amichevoli d'agosto: di questo passo, ad una semifinale di Champions League, giocherà armato...
sabato 15 agosto 2009

Trofeo Tim. Segnali buoni e meno buoni per la Juve di Ferrara

La Juventus vince per la prima volta nella sua storia il Trofeo Tim. Come prima notizia, per quel che una coppa estiva può valere, non c’è male. Ferrara ha affrontato due tra le più forti squadre del prossimo campionato e la sua Juve ha ben figurato con entrambe. Le indicazioni per lui, come abbiamo detto più volte nel corso di queste partite di pre-campionato, sono più che positive, anche se qualcosa da migliorare c’è ancora.

Tra le note liete c’è senza dubbio Amauri (foto Tuttosport), che, aldilà delle due reti segnate, ha dimostrato una condizione atletica invidiabile ed una grandissima voglia di mettersi in mostra, al pari di De Ceglie, Marrone e di Iago, che hanno offerto ottime prove. Buone indicazioni sono venute anche da Iaquinta, che ha dimostrato ancora una volta quanto si possa fare affidamento sulla sua corsa, un’arma che sarà utilissima quando si affronteranno squadre dalle spiccate propensioni offensive. La sua freddezza nel calciare i rigori è rivedibile: innervosito dalla lunga attesa, ha infatti calciato senza guardare il portiere ed ha fallito il possibile 1 a 1, arrivato poco dopo grazie ad un cadeau di Rivas (ditemi quel che volete, ma il fatto che Mourinho abbia fatto entrare l’uomo che sarebbe risultato decisivo in negativo per l’Inter mi ha regalato una gioia particolare!).

Bravo anche Salihamidzic, che per la sua duttilità vedremo presto anche come terzo portiere: un calciatore da prendere come esempio per serietà ed impegno. Ho notato con piacere anche l’impegno di Grygera, che ha mostrato un ottimo equilibrio nervoso nonostante le tante critiche che vogliono la Juve non competitiva in quella posizione. Tiago, poi, sembra essersi finalmente svegliato: attendiamo incontri più seri prima di dare una valutazione, ma non c’è dubbio che il portoghese dimostra una maggiore partecipazione al gioco rispetto alle due passate stagioni.

Le note dolenti vengono dalla difesa. Come sospettavamo, Fabio Cannavaro, fresco record-man azzurro, ha rotto quell’equilibrio tra Legrottaglie e Chiellini che aveva permesso alla difesa bianconera di reggere bene nella passata stagione. L’esempio più evidente di questi meccanismi ancora da perfezionare è la trappola del fuorigioco. Con Ranieri, l’anno scorso, la si applicava con grande frequenza mentre Ferrara preferisce farne un uso più moderato: fatto sta che molte volte la linea difensiva non è salita a dovere proprio per le incomprensioni tra i centrali.

In difesa deve ancora migliorare Cáceres, che però ha destato una buona impressione. Fisicamente non è troppo indietro, ha mostrato una buona corsa ma deve migliorare nei cross: ci sembra però che sia partito col piede giusto sotto il profilo mentale. I nervi sono invece il problema di Felipe Melo che, a fronte di un controllo del centrocampo sempre più sicuro (malgrado qualche leggerezza da evitare!), ha dimostrato di perdere le staffe con troppa facilità: se si innervosisce così in un torneo estivo…

Su Poulsen sospendiamo il giudizio: per lui vale il discorso fatto per Tiago, anche se la qualità individuale non è accostabile a quella del portoghese. Un’ultima annotazione la facciamo sul modulo ad una punta e tre centrocampisti d’appoggio (il 4-2-3-1): malgrado fosse una delle alternative tattiche, la Juventus non ha convinto, benché mancassero molti dei giocatori tecnici che renderebbero il modulo efficace.
mercoledì 12 agosto 2009

Cessione Cristiano Zanetti: la Juve si difende


La cessione di Cristiano Zanetti alla Fiorentina non è stata gradita da molti tifosi della Juventus (me compreso!) e la società ha pensato di spiegare meglio le ragioni di una simile mossa. Alessio Secco ha dichiarato in conferenza stampa che la Juve non intendeva cedere Zanetti, ma che era stato lo stesso calciatore a chiedere di andarsene. "Noi non tratteniamo nessuno", ha spiegato Secco. Ma stanno proprio così le cose? Qualche perlessità rimane.

Cristiano Zanetti (foto Tuttosport) non ha mai nascosto di trovarsi bene a Torino, tanto da essere arrivato nel 2006 dall'Inter appena scudettata (si fa per dire, ovviamente!) accettando di giocare in B: con un minimo di azioni legali il calciatore avrebbe potuto svincolarsi dal contratto e cercarsi una sistemazione altrove, cosa che non ha fatto. Negli anni non ha neppure nascosto il suo forte rammarico per non essere riuscito ad offrire un contributo continuo alla causa bianconera, a causa degli innumerevoli infortuni. Ma perché, se le cose stanno così, Zanetti ha voluto lasciare la Juventus?

Semplice: ha chiesto un rinnovo di contratto, vista l'imminente scadenza, e la Juventus non ha voluto rinnovarglielo alle stesse condizioni per 2 anni. E' vero che bisogna puntare sui giovani, ma un 32enne non è un matusalemme decrepito: se ci si allena con serietà - una serietà che Zanetti non ha mai fatto mancare - altri tre anni si possono giocare a grandissimi livelli e con il supporto di un'esperienza (vedi Nedved) che ai giovani per forza di cose manca. E' chiaro quindi che Zanetti ha preferito una destinazione dove si crede maggiormente in lui e la Juventus, con il forte rischio di vederlo partire svincolato tra qualche mese, ha optato per incasssare un paio di milioni di euro.

Tutto secondo logica, dunque, benché questa logica non mi convinca affatto: tenersi Poulsen, dopo che Ferrara lo aveva anche escluso dalla trasferta della Peace Cup, non sembra la soluzione più idonea all'equilibrio dello spogliatoio. Il tecnico bianconero aveva chiaramente fatto delle scelte in merito: sì a Zanetti e Tiago, no a Poulsen. Ed ora si ritrova a dover rilasciare dichiarazioni di stima e fiducia nei confronti del Danese. Lo ripeto: brutta operazione di mercato per la Juve...
lunedì 10 agosto 2009

Calciomercato Juventus: Cristiano Zanetti alla Fiorentina

Calciomercato - La Juventus ha ceduto a titolo definitivo Cristiano Zanetti alla Fiorentina per due milioni di euro: questo il comunicato della società Viola sul suo sito ufficiale. Non so se ci rendiamo conto, Cristiano Zanetti (foto La Stampa) venduto per un terzo di quel che la Juve paga a Poulsen in un anno!!! Io stento ancora a crederci e spero che qualcuno smentisca tutto: per i principali giornali sportivi italiani, però, la notizia è vera e inizio a rassegnarmi all'ennesimo errore di mercato di questa dirigenza.

E' vero, questa stagione inizierà con Diego e Felipe Melo, due sicuri campioni, ma Cristiano Zanetti, pur soggetto a mille infortuni, è per noi uno dei migliori interpreti nel suo ruolo: grande possesso di palla, eccellente visione di gioco, ottima fase di interdizione e carisma da vendere. Insomma, la Fiorentina ha fatto un doppio affare con la Juventus: ha ceduto Felipe Melo per il triplo di quanto l'aveva pagato 12 mesi fa ed ha acquistato per "soli" due milioni ( c'è chi dice un milione e mezzo) un centrocampista di levatura internazionale.

Le ragioni per cui riteniamo errata la cessione di Zanetti sono molteplici: aldilà del valore del calciatore, infatti, bisogna valutare la situazione generale che viene ora a crearsi. Sissoko è alle prese con un brutto infortunio che ne ha di fatto impedito la preparazione atletica: inoltre, quand'anche recuperasse in breve tempo la sua forma migliore (questo stop di 30 giorni si spera sia l'ultimo!), va considerato che a gennaio sarà impegnato in Coppa d'Africa e mancherà per un mese. Tral'altro non si deve sottovalutare la possibilità - facciamo tutti gli scongiuri del caso - che Sissoko torni acciaccato dalla trasferta in Angola.

Il centrocampo della Juventus sarebbe quindi affidato a Felipe Melo, Marchisio, Tiago e Poulsen: i primi due hanno grande personalità ma scarsa esperienza internazionale (un fattore che, per quanto aleatorio, si rivela spesso determinante nelle gare che contano!), mentre gli altri si sono rivelati dei flop di mercato tali da non riuscire nemmeno a cederli. Ecco, il timore più grande è che la Dirigenza abbia ceduto Zanetti alla Fiorentina perché non riusciva a cedere Poulsen a causa dei suoi capricci da superstar. La peggiore operazione di mercato che la Juventus potesse fare...
sabato 8 agosto 2009

Sissoko: 30 giorni di stop. Infortunio serio

Il "giallo" Sissoko è destinato ancora a non risolversi: il calciatore non ha recuperato dall'infortunio al piede sinistro della passata stagione ed accusa ancora dei dolori che gli impediscono di calciare il pallone e ne disturbano la corsa. E' stato pertanto necessario consultare specialisti italiani e francesi, al fine di capirne qualcosa in più. La frattura del quinto metatarso, infatti, risulta clinicamente guarita, ma pare sia insorta una infiammazione intraossea che va trattata con terapie specifiche.

Momo Sissoko (foto Ansa) starà quindi lontano dai campi di gioco per altri 30 giorni almeno, durante i quali si sottoporrà a sedute di fisioterapia e trttamenti farmacologici antinfiammatori: questo il risultato del consulto con il Prof. Ferret di Lione, avvenuto oggi.

E' quindi evidente che Sissoko non prenderà parte alla prima giornata di campionato e potrebbe saltare anche la seconda. Speriamo che la terapia sia finalmente quella giusta ed auguriamo a Momo di riprendersi al più presto: il nostro centrocampo ha bisogno dei suoi muscoli. Tuttavia è inevitabile farsi qualche domanda sullo staff medico ed atletico della Juventus della scorsa stagione: tutti quegli infortuni agli stessi gruppi muscolari, i recuperi lenti, le ricadute ed ora il "Giallo Sissoko"...Solo sfortunate coincidenze?

Juventus-Villareal: 1-4 Che scoppola, ragazzi!


La Juventus conosce la sua prima sconfitta in queto precampionato sinora praticamente impeccabile, un 4 a 1 dal Villareal a Salerno che ha messo in luce alcune lacune non tanto tattiche ma soprattutto fisiche: i valenciani sono leggermente più freschi degli juventini, hanno un tasso tecnico eguale e questo ha fatto la differenza. Ferrara (foto Tuttosport) ha però minimizzato con il solito Varriale che gli chiedeva se ora la Juve fosse tutta da buttare: "Gli schiaffi fanno bene", ha sentenziato Ciro.

Un 4 a 1 in casa, di per sé, lascia poco alle analisi ed ancor meno alle giustificazioni: certo, ci può essere sempre il "jolly" delle fatiche della preparazione, ma in questo caso Ferrara non ha voluto concedere alibi ai suoi calciatori. E' un segnale importante, perché in altri tempi ci si sarebbe rifugiati dietro le 7 partite di alto livello disputate in 18 giorni (con meno di due giorni di riposo di media).

La gara in sé ha visto il Villareal correre decisamente di più, anche se forse l'atteggiamento tattico della Juventus, che ha tentato di controllare gli avversari nel primo tempo, non è parso dei più azzeccati. Gli spagnoli si sono resi pericolosi in più di un'occasione (grande Manninger) già nel primo tempo, nel quale la Juve ha messo in luce qualche spunto di Giovinco e di Zebina, trovando il meritato vantaggio nel finale con Cazorla. L'azione del gol è partita proprio da un errore di misura di Giovinco a metà campo. Il centrocampo ha deluso, non operando il giusto filtro (Felipe Melo è sempre troppo irritabile) e non sostentendo adeguatamente Del Piero e Trezeguet, quest'ultimo apparso ancora piuttosto in ombra.

Nella seconda frazione di gioco il Villareal ha dilagato: la Juve era partita bene facendo esordire Caceres, che ha fatto vedere buone cose nella fase di interdizione anche come laterale di destra (ci avevamo visto giusto!), ma poi è stato come tutta la squadra travolto dal ritorno degli spagnoli alla distanza. La difesa era improvvisata, con un Molinaro ancora fuori forma, un Legrottaglie un po' nervoso ed un Cannavaro che veniva regolarmente fischiato dal pubblico salernitano (probabilmente è all'antipatia sportiva tra Napoli e Salerno che vanno ricondotti molti dei fischi!).

Un po' meglio l'attacco nella ripresa, con Iaquinta e Amauri, così come il centrocampo con l'ingresso di Zanetti per Marchisio. Nel complesso, però, le gambe pesanti hanno giocato un ruolo fondamentale. I movimenti c'erano, ma il fiato no: mettiamola così ed attendiamo la prossima partita, nella speranza che Diego e Sissoko rientrino presto. Per la cronaca gli altri gol sono stati segnati da Nilmar e da Pires (doppietta). Di Amauri il gol della bandiera per i Bianconeri.
venerdì 7 agosto 2009

Infortunio Sissoko: dubbi sul suo esordio in campionato


Dell’infortunio di Momo Sissoko avevamo già parlato qualche giorno fa: si era fratturato il quinto metatarso in uno scontro di gioco nel derby col Torino ed era rimasto fuori tutto il resto del campionato, lasciando la Juventus anche nella semifinale di Champions League contro il Chelsea. I medici lo stanno tenendo sotto continua osservazione perché, nonostante l’intervento chirurgico sia perfettamente riuscito, il decorso di guarigione appare più complicato del previsto.

Dopo cinque mesi, insomma, da una frattura al piede si guarisce tranquillamente senza essere un atleta (che normalmente, a quei livelli, recupera molto prima!): perché Sissoko (foto La Stampa) è ancora fermo? Lo staff medico della Juventus ha spiegato di aver riscontrato un quadro clinico “strano” e “complicato” che induce alla massima prudenza: nonostante il calciatore maliano volesse giocare almeno in partitella, gli è stato seccamente proibito dal prof. Goitre, responsabile sanitario bianconero.

Da una TAC è risultato che la vite nell’osso è saldamente al proprio posto e la frattura è guarita ma si è riscontrata un’infiammazione intraossea che dovrà riassorbirsi. E’ difficile che lo faccia spontaneamente in tempi brevi: più probabilmente si dovrà ricorrere ad una terapia specifica che ancora non è stata elaborata. Si sa solo che è stato contattato uno specialista ortopedico vicino allo staff Juve. I ben informati sostengono che Sissoko non sarà disponibile per l’inizio del campionato. Non ci voleva!
giovedì 6 agosto 2009

Calciomercato Juventus: Poulsen che fine farà?


Calciomercato Poulsen dove andrà? Se lo chiedono tutti, ormai, ma le risposte da parte della Juventus tardano ad arrivare: si era parlato del Barcellona, poi della Turchia, poi della Germania e quindi dell’Inghilterra, ma il centrocampista danese è ancora a Torino ad allenarsi. Ciro Ferrara è stato, come sempre, garbato e schietto: Poulsen non rientra nei piani della Juve ed è sul mercato. Inoltre non è stato convocato neppure per la Peace Cup né per le altre amichevoli in programma in estate. Insomma, i segnali sono chiarissimi.

Eppure Christian Poulsen, centrocampista danese che nella sua prima stagione alla Juventus non ha dato quel contributo che forse solo in pochi potevano attendersi ma nel quale in tanti speravano, fa i capricci da star (ruolo che gli si addice pochino!): rifiuta tutte le destinazioni adducendo pretesti vari come quello dello scarso gradimento della sua Signora (Shevchenko docet!) per una città o una nazione.

Se facciamo due calcoli, come ha fatto Tuttosport, ogni giorno il Danese guadagna poco meno di 17.000 euro, una cifra difficilmente sostenibile per squadre di media levatura. Se poi aggiungiamo che il costo del cartellino si aggira almeno attorno agli 8 milioni, che sono pur sempre molti di meno di quanti ne ha sborsati lo scorso anno la Juventus, capiamo bene che ogni offerta rifiutata è un duro colpo alle casse bianconere.

Offerte per Poulsen ne sono arrivate, sebbene non tante. Si sono dette interessate il Fulham, l’Everton ed il Portsmouth, ma la destinazione più probabile sembra il Liverpool, che ha appena acquistato Aquilani dopo la cessione di Xavi Alonso al Real Madrid. Sembra un controsenso, ma i Reds hanno realizzato una plusvalenza notevole e potrebbero voler rinforzare il centrocampo. Anche il Barcellona, che perderà tra qualche mese Keita per la Coppa d'Africa, potrebbe tornare alla carica. E’ di oggi la notizia che il Danese, bontà sua, accetterebbe anche di andar via in prestito.

Non è esattamente l’opzione più gradita dalla Juventus, che preferirebbe fare cassa, ma è sempre meglio che tenersi in casa un calciatore fuori rosa, rischiando creare squilibri e malumori nello spogliatoio.
lunedì 3 agosto 2009

Peace-Cup: Juventus-Aston Villa 0-0 (3-4 ai rigori)

Peace Cup - La Juventus battuta in finale ai rigori dall'Aston Villa, ma l'esperienza in Spagna non può che considerarsi positiva sul piano del gioco e della sperimentazione tattica. La Juve ha infatti espresso un buon calcio in tutte le gare ed anche contro gli Inglesi non sono mancati spunti interessanti. Certo, sono mancati i gol, ma non le occasioni da rete.

Senza Diego,Sissoko, Cannavaro e inizialmente Del Piero, Ferrara si è affidato ai centrali di difesa Legrottaglie e Chiellini con a destra il rientrante Zebina ed a sinistra Molinaro. Come con il Real, il centrocampo a rombo ha visto Felipe Melo e Giovinco centrali con Camoranesi e Marchisio ai lati. In avanti il doppio centravanti: Trezeguet e Iaquinta. Il gioco è parso apprezzabile in più tratti, anche se l’Aston Villa ha saputo mettere in mostra una buona condizione atletica unita ad un’ottima efficacia in interdizione.

Le occasioni da rete ci sono state per entrambe le squadre: meglio gli inglesi nel primo tempo e decisamente più incisiva la Juventus nel secondo. Tatticamente il centrocampo ha convinto: Felipe Melo ha preso in mano le redini del gioco con grande personalità ed ottimi spunti. Se migliorasse sull’aspetto nervoso (si è beccato un’ammonizione evitabile) e su quello fisico (ma su questo siamo certi che lo farà a breve) potrebbe rappresentare un importantissimo valore aggiunto per la Juve.

Da Giovinco invece ci si può attendere qualcosa di più: qualche bello spunto lo ha fatto vedere, ma dovrebbe mettere in mostra con più continuità le sue doti, approfittando degli spazi che Ferrara gli concede. Iaquinta è apparso generoso come sempre ma impreciso: ha avuto diverse occasioni per sbloccare la gara e ha sbagliato per poca lucidità. La precisione verrà al migliorare delle condizioni atletiche.

Chi ha deluso è stato Trezeguet, che ha annunciato di voler rimanere alla Juve a fine gara. E’ apparso svogliato, in ritardo di condizione rispetto agli altri e poco incisivo: poca partecipazione al gioco ed errori sottoporta hanno segnato una gara davvero incolore per lui. Di tutt’altro tenore la gara di Capitan Del Piero, che ha cambiato la partita quando è entrato, salvo poi sbagliare l’ultimo rigore innervosito dal balletto del portiere avversario. Ottima come sempre la prova di Zanetti, in grado di dare il la a diverse azioni che avrebbero meritato miglior finalizzazione.

Dal punto di vista tattico è stato interessante l’esperimento del 4-2-4, con Del Piero e Iaquinta ai lati dell’attacco e Trezeguet ed Amauri centrali. Se la difesa regge bene (si è distinto Zebina anche in fase offensiva, mentre il ritardo di Molinaro è ampiamente giustificato!) è un tentativo praticabile, anche perché in porta c’è Gigi Buffon (foto) che, a parte un ricorso forse eccessivo alle “parate in due tempi”, è sempre una garanzia.
sabato 1 agosto 2009

Peace Cup: Juventus Real Madrid 2 - 1


Peace Cup - La Juventus arriva in finale nel torneo estivo dell'Andalucía battendo con una bella prova il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Il 2 a 1 finale rispecchia bene la differenza di gioco tra le due squadre, come anche Cannavaro non ha mancato di far notare a fine gara: il Real non è ancora una squadra, mentre la Juve sì. L’affermazione, invero non proprio originale, mette però in risalto l’impegno di Ferrara nel creare un progetto di gioco in cui crede.

La Juventus si è presentata contro il Real Madrid schierando il solito 4-4-2 con il centrocampo a rombo: vertice basso Felipe Melo, vertice alto Giovinco, che sostituiva Diego indisponibile per un affaticamento muscolare. Dando un’occhiata alla formazione bianconera si capiva l’intento di Ferrara: schierare gente con i piedi buoni e dalla grande tecnica. Il centrocampo era infatti completato da Camoranesi e Tiago, per supportare le due punte Del Piero e Amauri.

Il progetto di fare possesso palla, però, era destinato parzialmente a fallire per via sia dell’avversario – a tratti molto aggressivo – che del campo di gioco, in condizioni quantomeno pietose. La Juve è partita però subito bene e da uno spunto di Giovinco è nata una punizione dai 25 metri: il tiro-cross di Del Piero è stato deviato i testa con eccellente scelta di tempo da Cannavaro per l’uno a zero. Per lui tanti applausi, il che fa ben sperare in un riavvicinamento con le frange di tifosi che lo contestavano.

Tra alti e bassi la Juve contiene il Real grazie ad un’ottima prova dei difensori e di Felipe Melo: il brasiliano ha fatto filtro scendendo non di rado, in fase di non possesso, sulla linea dei difensori così da imbrigliare gli attaccanti delle ‘Meregues’ ed accorciare la squadra. Molto buona la prova di Grygera e Salihamidzic, che hanno preso in consegna Cristiano Ronaldo impedendogli di nuocere: a memoria ricordo solo due o tre volte in cui il portoghese, che ha spaziato sia a destra che a sinistra, sia riuscito a superare un difensore rendendosi pericoloso. La loro grinta in un’amichevole e qualche fallo di troppo la dicono lunga sulla voglia di vincere della Juve: ottimo segnale!

I centrali di difesa, Cannavaro, Chiellini e poi Legrottaglie, si sono comportati bene, seppur con qualche sbavatura dovuta forse al campo pesante ed al clima torrido: Chiellini, infatti, preso sulla corsa da Raul, non ha trovato di meglio che stenderlo in area sul finire del primo tempo. Il rigore che ne è scaturito ha portato al momentaneo pareggio.

Da un altro calcio piazzato è nato il 2 a 1 finale: ottimo movimento in area e Del Piero disegna sulla testa di Brazzo Salihamidzic una parabola perfetta che il Bosniaco mette alle spalle di Dudek. Una grandissima prova davvero, quella di Brazzo! Così come si segnala la grande prestazione di Del Piero e la non negativa prova di Tiago (è un notizione!), che ha colpito anche un palo: talvolta si addormenta ancora troppo col pallone (anche Felipe Melo lo ha fatto) e se lo lascia soffiare con eccessiva facilità, ma i segnali sembrerebbero confortanti.

A fine gara, col Real che premeva, Ferrara ha optato per un ritorno al centrocampo in linea, inserendo Cristiano Zanetti e poi anche il giovane Marrone: se personalità, senso della posizione e grinta non sono una novità per Zanetti, è stato molto bello vedere queste doti in Marrone, per me una piacevole scoperta. In finale ci aspetta l’Aston Villa: un altro scontro importante che avrà poco di amichevole… Ma se in estate si devono fare le prove tecniche per la nuova stagione, meglio farle con avversari qualificati: l’idea della Peace Cup e dei tornei estivi di livello mi trova molto favorevole. E voi? Che ne pensate della Juve “real”?