domenica 27 settembre 2009

Juventus Bologna 1-1: pareggio ingenuo di una Juve stanca

La Juventus viene raggiunta dal Bologna all'ultimo minuto di recupero sull'1 a 1 dopo aver giocato bene per un'ora ed aver accusato sia la fatica del turno infrasettimanale che il calo di concentrazione per l'impegno di Champions League contro il Bayern. Una gara interpretata molto bene dagli uomini di Ferrara, che hanno ritrovato Diego e Molinaro dal primo minuto: come era prevedibile la Juventus è partita subito forte, con pressing alto e grande spinta.

Il lavoro sulle fasce è stato fondamentale: mancando Iaquinta, il gioco bianconero si è lievemente modificato con il solito sacrificio di Amauri e la spinta di Zebina sulla destra. Diego, seppur rientrante dallo stop, si è mosso bene regalando qualche bella giocata e dimostrando l'abituale abnegazione in fase di copertura. Molinaro, invece, è apparso non al meglio: probabilmente la condizione fisica ha pesato sul suo rendimento, ma il terzino sinistro non ha spinto a dovere e si è fatto trovare in ritardo in più di una chiusura, rischiando talvolta il fallo da rigore. Di Molinaro, inoltre, era Adailton nell'azione che ha portato al pareggio bolognese.

Come dicevamo, però, la Juve ha giocato bene per un'ora, concedendo poco ad un Bologna che però veniva fuori bene nei momenti in cui i bianconeri calavano il ritmo di gioco: Zalayeta e Di Vaio, sostenuti da Vigiani, facevano molto movimento e mettevano in difficoltà i centrali bianconeri, costretti a recuperi molto spettacolari e tecnicamente perfetti. Tuttavia, se Chiellini e Legrottaglie (foto Tuttosport) - nel complesso meglio il secondo del primo - hanno dovuto fare interventi di alta scuola (un salvataggio a porta vuota di Chiellini, ad esempio), i segnali non possono essere incoraggianti dal punto di vista dell'atteggiamento tattico.

Bene il centrocampo: Camoranesi si conferma ancora una volta tra i più in forma della Juventus (malgrado qualcuno ritenga non sia così), con dribbling, discese sulle due fasce e ottime intuizioni; Diego non ha fatto male, rendendosi pericoloso con un paio di assist e sacrificandosi molto per la squadra (ottimo segnale!); Marchisio continua a confermare quanto di buono si è detto su di lui in passato e Melo ha operato con ordine in fase di regia, offrendo anche qualche percussione centrale davvero pregevole.

Felipe Melo, però, se è apparso più calmo rispetto alla gara contro il Genoa, non ha migliorato pienamente la sua tenuta mentale: il brasiliano continua a perdere troppi palloni semplici, favorendo così le ripartenze avversarie. Intendiamoci, non è solo statistica! Chi gioca tanti palloni è assolutamente normale che ne perda anche tanti: non è normale, invece, che ne perda alcuni per giocate troppo leziose in aree del campo nevralgiche.

In attacco Amauri continua a non trovare il gol, ma non perde la fiducia di Ferrara né la nostra: il suo gioco è troppo importante per tutti i moduli tattici impiegati dalla Juventus. Il gol arriverà presto, con un pizzico di fortuna in più. Problema del gol che invece non ha Trezeguet, autore di una rete di rapina dopo una splendida percussione dalla destra di Zebina in mezzo a tre, e protagonista di almeno altre due occasioni.

Nel secondo tempo, però, la stanchezza ed il pensiero alla Champions League hanno condizionato la parte finale del match: il Bologna ha inserito la terza punta e ha lasciato spazi di cui la Juve non ha saputo approfittare. I bolognesi hanno messo in mostra ottime chiusure sull'ultimo passaggio e, quando il raddoppio sembrava cosa fatta, Camoranesi (sempre lui, grandissimo!) ha colpito di testa un palo clamoroso. I quattro minuti di recupero sembravano scorrere senza particolari problemi ma, nell'ultima occasione, il Bologna è arrivato in porta con tre passaggi, battendo in velocità una punizione da metà campo con la colpevole complicità di una difesa bianconera immobile.

La Juventus perde dunque la vetta della classifica, dove troviamo l'ottima Sampdoria: tuttavia i segnali della prima ora di gioco fanno ben sperare sia in vista della Champions League che per la prossima gara di Campionato. Il rientro di Del Piero e quello, auspicabile, di Cannavaro potranno ridare energie nervose e personalità ad un gruppo a cui manca davvero poco per piazzarsi tra le grandi squadre d'Europa.

Juventus-Bologna: una gara da vincere per tornare soli in vetta


Juventus-Bologna di questo pomeriggio potrà permettere alla squadra di Ferrara di ritornare sola in vetta alla classifica di Serie A, in virtù dell'inattesa sconfitta dell'Inter contro la Sampdoria. Un'occasione che i Bianconeri non vorranno certo perdere, Bologna permettendo. La squadra di Papadopulo, infatti, arriva a Torino con la buona vittoria per 2-0 contro il Livorno ed un ritrovato Marco Di Vaio, vecchia conoscenza juventina.

La Juve, in ogni caso, ha dimostrato di saper vincere e soffrire contro le squadre di fascia media: servirà molta grinta e tanta pazienza. Il Bologna non verrà certo a fare la partita e lascerà pochi spazi nel suo 4-4-2 cortissimo: le ripartenze in contropiede dei Rossoblù saranno pertanto pericolosissime e da bloccare sul nascere con quel pressing alto che la Juventus ha messo in mostra nelle ultime uscite.

La difesa del Bologna è però apparsa tutt'altro che impenetrabile, ma si dovrà approfittare di tutte le occasioni che concedrà per avere la meglio alla fine: se la Juve dovesse innervosirsi per il mancato vantaggio dopo una fase di intenso forcing o peggio ancora dovesse subire una rete, le energie fisiche perse nella gara di Giovedì contro il Genoa potrebbero risultare fatali.

Se invece le cose dovessero mettersi per il verso giusto, come ci auguriamo, sarebbe però sbagliato lasciare campo al Bologna: in attacco, seppur ancora non al top, c'è un'altra nostra conocenza, Marcelo Zalayeta. La Juve insomma dovrà controllare la gara dall'inizio alla fine, senza commettere quelle disattenzioni che dall'inizio del campionato andiamo segnalando.

Possibile l'impiego di Diego dal primo minuto e l'esordio stagionale di Del Piero.

Che vinca il migliore come sempre, allora: e, come sempre, speriamo sia la Juve!
giovedì 24 settembre 2009

Genoa-Juventus: 2-2 Pari che sta stretto a Ferrara

La Juventus è fermata sul 2 a 2 da un ottimo Genoa che ha messo in mostra tutte le sue qualità: lo scontro tra Gasperini e Ferrara, però, è stato vinto dal tecnico bianconero, a cui solo la sfortuna ha negato la vittoria. Una gara tatticamente interessantissima, che ha mostrato gli aspetti più spettacolari del calcio moderno: scambi veloci, gioco fisico e manovre elaborate in spazi ristretti.

La Juventus ha affrontato il Genoa con un 4-3-3, rinunciando al trequartista (Giovinco è andato in panchina e non ha inciso quando è subentrato) ed accorciando così le linee della squadra in fase di non possesso, quando la Juve si ricompattava in un 4-5-1: a fare da prima punta si alternavano Iaquinta ed Amauri, mentre a destra ha operato un grandissimo Camoranesi, che ha fatto impazzire i difensori genoani con le sue discese.

A centrocampo si è distinto Marchisio (foto LaStampa)che, partendo dalla sinistra, ha fatto vedere tutte le qualità che gli sono valse la convocazione in Nazionale: non solo corsa, ma anche visione di gioco, assist e numeri di altissima scuola. Da una sua percussione sulla sinistra è nato il gol del vantaggio della Juventus: uno splendido movimento di Amauri in profondità ha aperto lo spazio per l'inserimento di Camoranesi che ha fatto un velo da manuale per il diagonale dal limite di Vincenzo Iaquinta. Uno a zero e partita che non cambia: il Genoa agisce di rimessa pressando a tratti ma con un'intensità incredibile.

La Juve, nel primo tempo, ha sbagliato qualche occasione ed è stata graziata dagli errori del Genoa che avrebbe potuto sfruttare meglio alcuni errori di misura di Melo - un rientro sufficiente, ma qualcosa da migliorare, anche dal punto di vista dei nervi, c'è ancora - e soprattutto di Poulsen: il danese non ha vinto quasi nessun contrasto e non ha fatto alcun passaggio in profondità o che comunque incidesse sull'azione. I compagni, ad un certo punto, hanno iniziato ad ignorarlo nella fase offensiva: anche Ferrara lo ha rimproverato più volte.

In difesa è stato molto attento Grygera, mentre dall'altro lato è apparso un po' stanco Grosso; i centrali, forse anche loro per stanchezza, non hanno offerto una prova impeccabile. Sul finire del primo tempo, infatti, il Genoa ha pareggiato con un gran colpo di testa di Mesto (primo gol di testa in Serie A!) contrastato poco efficacemente dai difensori bianconeri.

Primo errore: primo gol subito! Nella ripresa il copione è identico, anche se il Genoa cala vistosamente. La Juve sbaglia almeno un paio di gol già fatti (uno clamoroso con Iaquinta, convinto di essere in off-side!) e ne fa uno buono, che però l'arbitro annulla per un inesistente fuorigioco. Sul ribaltamento di fronte il Genoa segna con Crespo, ancora una volta con un colpo di testa in mezzo ai difensori juventini: secondo errore e secondo gol subito.

Dopo un nuovo gol annullato per fuorigioco (che stavolta c'era, seppur di un paio di centimetri!) la Juve pareggia grazie a Trezeguet, entrato per Amauri, che corregge in rete una bella sponda di Chiellini. Dopo il pareggio la Juventus preme ancora ma il gol della meritata vittoria non arriva. Bianconeri in testa alla classifica insieme all'Inter: che il duello abbia inizio...

Genoa-Juventus: Ferrara contro Gasperini

Sarà una gran bella partita quella tra Genoa e Juventus, dove Gasperini e Ferrara si scontreranno sia sul terreno di gioco che su quello delle idee: già, perché a Ferrara non sono affatto piaciute le dichiarazioni del tecnico genoano, secondo il quale affidare le squadre a persone che non hanno mai allenato (Ferrara e Leonardo, in pratica) sarebbe un errore ed un insulto alla professionalità degli allenatori.

Quando la Dirigenza Juventina decise di sostituire Ranieri, ci sembra di ricordare, si fece il nome anche di Gasperini oltre a quello di Spalletti e Blanc: una delle obiezioni che la critica tradizionale muoveva contro il tecnico rossoblù era quella della scarsa “esperienza internazionale” (un grande classico dei nostri commentatori). In effetti, Ciro Ferrara non ha esperienza né internazionale né nazionale: questo, ha spiegato Ciro in conferenza stampa, può aver dato fastidio.

Tuttavia sarebbe sciocco puntare il dito contro il tecnico bianconero come emblema della sottovalutazione degli allenatori: Gasperini è un ottimo tecnico, che sa trarre il meglio dai suoi uomini e che rispetta sempre il pubblico offrendo un calcio spettacolare e divertente. Ferrara però è un uomo di calcio da quando era ragazzino e ha curato uno dei settori giovanili, quello della Juve, tra i più interessanti d’Europa: basti pensare a Giovinco, a Marchisio, a De Ceglie o ad Ariaudo.

Sarà una gara interessante sotto tutti i punti di vista, insomma : la Juventus dovrà stare attenta agli inserimenti del Genoa, abilissimo nelle sovrapposizioni e nel pressing alto. Tuttavia la capacità di gente come Iaquinta di creare la profondità e di Melo (recuperato) nel gestire la palla fanno sperare in una gara davvero avvincente. Vinca il migliore, sperando sia la Juve!!
domenica 20 settembre 2009

Juventus 2 - Livorno 0: a segno Iaquinta e Marchisio, ma il migliore è Buffon!

La Juventus conquista la quarta vittoria consecutiva contro il Livorno ed è a punteggio pieno in testa alla classifica. Le gare di campionato vinte da Ferrara nella sua carriera da allenatore sono 6 su 6: un po' presto per gridare al record, ma è pur sempre un ottimo inizio. La Juve gioca bene, si è adattata con radipidità al nuovo modulo di gioco e si dimsotra in grado di cambiare atteggiamento tattico con grande efficacia a partita in corso. Contro il Livorno, però, c'è stato da soffrire e c'è voluto un Buffon (foto La Stampa) superlativo.

All'inizio la Juventus ha dimostrato di aver preparato la gara nei minimi dettagli e con una strategia ben precisa. Ferrara sapeva che il Livorno, per come lo si era visto anche contro il Milan, non avrebbe fatto il proverbiale catenaccio senza lasciare un metro ai Bianconeri, ma avrebbe giocato la sua partita a testa alta, solo con un po' di prudenza. Per questo motivo la Juve ha iniziato ad un ritmo elevatissimo, con un pressing molto alto portato anche dai difensori in una linea altissima.

La scarsa efficacia nei contrasti alle ripartenze avversarie vista nel primo tempo contro il Bordeaux è un lontano ricordo: tuttavia il Livorno è riuscito, grazie ad un eccellente Candreva (teniamolo d'occhio, questo ragazzo!), a sfruttare alcuni spazi lasciati da una difesa talvolta un po' sfilacciata per via del pressing. Ed è qui che è intervenuto Buffon, parando il parabile e l'imparabile, evitando il gol in almeno 4 occasioni.

In difesa segnaliamo l'ottimo ritorno di Grygera sulla destra, dove ha riproposto i suoi spunti offensivi uniti alla consueta sicurezza nelle chiusure. Stesso discorso per Grosso, che ha spinto come sempre tantissimo ma ha dimostrato grande abnegazione nel rientrare e sfoderare interventi decisivi sugli attaccanti livornesi.

In attacco, invece, la Juve ha fatto benissimo con il movimento più semplice: il triangolo, il "dai e vai" che si insegna ai pulcini. Scambi rapidi, movimenti negli spazi ed il Livorno andava in difficoltà. Iaquinta e Trezeguet rappresentavano una costante minaccia, grazie anche al lavoro di Giovinco che spaziava da una fascia all'altra dietro di loro. Il vero regista, eccellente, è stato Camoranesi, che si accentrava con frequenza.

Dal suo piede sono nati gli assist per il maestoso colpo di testa di Iaquinta per l'1-0 e per lo splendido inserimento di Marchisio che, seppur scivolando, ha messo in mostra un "cucchiaio" da fantasista di prim'ordine per il 2-0. Anche Poulsen, benché spesso fischiato, ha offerto il suo contributo, andando a coprire i movimenti dei compagni: i difensori, come abbiamo detto, hanno spinto tanto e così anche i centrocampisti, ed il danese adattava la sua posizione in base ai movimenti dei compagni, dando sicurezza a tutto il reparto.

Se poi in porta hai Buffon, la sicurezza è totale... Tuttavia è da segnalare un vistoso calo atletico nel finale che però non deve allarmare: la partita di Champions League iniziava a farsi sentire ed il turno infrasettimanale contro il Genoa inevitabilmente iniziava a frullare nella testa dei Bianconeri.
sabato 19 settembre 2009

Infortunio di Cannavaro: stop di almeno due settimane


Brutte notizie per la Juventus: l'infortunio di Fabio Cannavaro rimediato nel secondo tempo contro il Bordeaux lo terrà lontano dai campi di gioco per almeno due settimane o 20 giorni. Questa la prognosi dello staff medico della Juventus, che ha evidenziato una distrazione muscolare all'adduttore della coscia sinistra. Un infortunio muscolare come quelli che troppo spesso si sono verificati nella scorsa stagione e che hanno finito col comprometterne le fasi cruciali: speriamo si tratti solo di un caso, sebbene risulti sempre più difficile parlare solo di sfortuna.

Il difensore centrale aveva capito subito che potesse trattarsi di un qualcosa di pericoloso ed aveva chiesto il cambio alla panchina non appena si era reso conto del dolore: pur potendo continuare, infatti, Cannavaro aveva deciso di essere prudente. Ma non è bastato: se non ci saranno cambiamenti (speriamo in positivo!) Cannavaro salterà le prossime tre gare di campionato contro il Livorno, il Genoa (turno infrasettimanale) ed il Bologna (domenica 27), mentre è ad alto rischio anche la sua partecipazione nella partitissima di Champions League contro il Bayern Monaco del 30 settembre.
martedì 15 settembre 2009

Juventus-Bordeaux 1-1: Juve sprecona e sfortunata in Champions League


La Juventus di Ferrara fa il suo esordio in Champions League contro il Bordeaux di quel Laurent Blanc che in molti, ad un certo punto, davano come possibile sostituto di Ranieri prima e di Ferrara poi sulla panchina bianconera. Una Juve che ha subito nei primi venti minuti l'iniziativa dei francesi e che a tratti ha mostrato qualche leggerezza di troppo, proprio come contro la Lazio. Alla fine, però, meritava la vittoria per il grandissimo forcing dell'ultimo quarto d'ora, dove solo la cattiva sorte le ha impedito di cogliere i tre punti in palio.

Era la grande serata di Sebastian Giovinco, che dopo le polemiche di due giorni fa doveva dimostrare di valere almeno 3/4 di Diego: non ha fatto male, la "formica atomica", con buoni movimenti e belle iniziative in favore dei compagni. Tuttavia, complice anche il nubifragio abbattutosi su Torino ed il conseguente terreno pesante, è andato talvolta in difficoltà nei contrasti affrontando gli aggressivi difensori del Bordeaux.

In difesa è stato confermato Caceres, che ha offerto una prova altalenante: l'uruguayano ha eccellenti mezzi fisici ed una tecnica individuale notevole, ma manca ancora della necessaria convinzione sia in fase offensiva (anche se nel finale si è mosso piuttosto bene!) che in fase difensiva (dove ha rischiato di combinare pasticci clamorosi!). Sul lato opposto, invece, è stato quasi perfetto Grosso, sempre più a suo agio nella Juventus: a lui dobbiamo una grande punizione dalla distanza, molti cross ed un paio di salvataggi in difesa, dove ha messo in mostra ottimi movimenti nella chiusura in diagonale.

L'attacco con Iaquinta e Amauri non ha fatto male: i due si trovano e si completano a meraviglia, tengono palla e fanno profondità. In ogni caso il centrocampo a tratti poco reattivo ha complicato loro il compito. Tuttavia Iaquinta ha segnato un bel gol (su assist di Cannavaro da metà campo!) e ad Amauri solo la sfortuna ha negato la rete in un paio di occasioni.

A centrocampo si è giocato tatticamente tutto, come spesso accade. Felipe Melo è apparso poco rapido ad accorciare sulle ripartenze del Bordeaux (la squadra di Blanc ha proposto il classico gioco di rimessa!) specie nel primo tempo, migliorando molto nella ripresa: il brasiliano appare ancora troppo nervoso e tende ad eccedere nel portar palla quando invece potrebbe liberarsene con maggiore facilità e meno rischi. Bene invece Marchisio, che ha preso una traversa clamorosa nel finale, al contrario di un impalpabile Tiago, tornato sui pessimi livelli della scorsa stagione: non si fa vedere dai compagni, non contrasta, non tenta di costruire gioco assumendosi le responsabilità che competono ad un calciatore del suo rango. Era di Tiago Plasil, il calciatore ceko che, seppur in fuorigioco non segnalato, ha battuto Buffon per l'1 a 1 in totale libertà.

Per il resto, invece, Buffon è stato monumentale: almeno tre parate hanno salvato il risultato. Certo, come ha ammesso Ferrara, se il portiere fa una grande partita significa che la difesa ha ballato un po': è probabile che alcuni elementi abbiano subito eccessivamente l'esordio in Champions League e dalla prossima gara contro il Bayern Monaco andrà già meglio. Quel che preoccupa adesso è l'infortunio di Cannavaro, forse di origine muscolare. Molto ma molto meno preoccupa invece lo stop di Tiago...

Infortunio di Diego: stop di una settimana


L'infortunio di Diego, rimendiato sabato a Roma contro la Lazio, appare meno preoccupante di quanto non si temesse. Sottoposto ad una ecografia, il brasiliano non presenta lesioni muscolari come si era pensato in un primo momento. I medici hanno riscontrato solo una forte contusione con affatticamento muscolare: questa la ragione dello stop di 7 giorni e della mancata convocazione per la gara di stasera contro il Bordeaux in Champions League.

Diego aveva fatto temere un infortunio molto più serio, con interessamento dei muscoli e dei tendini della coscia come quello capitatogli in Germania col Werder Brema: per il momento, insomma, l'allarme è rientrato. Potremmo rivedere Diego già domenica prossima contro il Livorno.
lunedì 14 settembre 2009

Giovinco polemico: " fossi brasiliano, giocherei di più"

E' un Sebastian Giovinco piuttosto polemico, anche se col sorriso sul volto, quello che rilascia dichiarazioni al termine di Lazio Juventus, conclusasi 2 a 0 per i Bianconeri. La "formica atomica", come viene da tempo soprannominato, è stato un importante protagonista della gara, essendo subentrato al brasiliano Diego, infortunatosi sul finire del primo tempo. Giovinco, a dire il vero, ha fatto vedere delle belle cose e si è impegnato molto: tuttavia è stato coinvolto in quella fase di black-out di tutta la squadra all'inizio della ripresa.

Sono perciò apparse un po' fuori luogo le dichiarazioni che ha rilasciato ai cronisti a fine partita, in cui diceva pressapoco così: "Se fossi stato brasiliano o argentino, a quest'ora giocherei di più e sarei preso maggiormente in considerazione! A volte rimpiango di essere italiano." Una posizione francamente eccessiva, che suona quasi come un guanto di sfida nei confronti dei compagni e dell'allenatore Ferrara, colpevole di non schierarlo con regolarità.

Giovinco, molto amato da tutti i tifosi juventini (e ci mancherebbe altro!), questa volta ha un po' esagerato, ma glielo perdoniamo, dando alle sue dichiarazioni il beneficio dell'adrenalina di fine gara e della sacrosanta voglia di giocare sempre che ogni calciatore ha. E' però innegabile che, dovendo scegliere tra lui e Diego, il brasiliano avrà sempre qualche (e più di qualche) chance in più di essere titolare: e non perché è straniero, ma perché ha caratteristiche fisiche più adatte al gioco moderno. La potenza fisica di Diego, unita ad una tecnica sopraffina, lo rende perfetto per giocare tra le linee di centrocampo e attacco anche in un campionato come quello italiano, dove le ultime direttive arbitrali sembrano privilegiare una direzione di gara più "inglese" e quindi più propensa a tollerare i contrasti fisici.

Qualche parolina in meno e qualche seduta in palestra in più, per Giovinco, non potrebbero che giovare... E comunque è acqua passata: contro il Bordeaux in Champions League ci serve il miglior Sebastian, quello che alla Juve attendono da tempo. E' la sua grande occasione: speriamo non la sciupi.
domenica 13 settembre 2009

Lazio 0 Juventus 2: tre punti, ma ancora tanto da migliorare


Si parlava solo di Diego negli ultimi dieci giorni, quasi che vi fosse solo lui a giocare contro la Lazio. La Juventus ha vinto anche senza il suo brasiliano, infortunatosi sul finire del primo tempo, ma ha sofferto oltremodo, rischiando in più occasioni di subire il gol laziale. I Biancocelesti hanno recriminato molto sia per un gol annullato che per la direzione di gara dell'arbitro Gervasoni.

Dal punto di vista tattico la Juventus è apparsa poco omogenea: ha schierato Trezeguet e Grosso dal primo minuto, come avevamo anticipato, insieme a Caceres (foto "La Stampa") come laterale difensivo di destra, ma le difficoltà si sono viste presto. A dire il vero la Juve è partita a mille, aggredendo la Lazio e sfiorando più volte la rete nei primi venti minuti: tutti riversati in avanti, i Bianconeri hanno messo in forte difficoltà la Lazio che temeva sì Diego, ma che doveva anche guardarsi da Amauri e da Trezeguet.

Appena la Juventus ha abbassato i ritmi la Lazio di Ballardini è venuta fuori mettendo in evidenza qualche lacuna difensiva: senza Cannavaro, tenuto a riposo, Chiellini ha spesso dovuto coprire le "magagne" di Caceres e Legrottaglie. Errori di sufficienza e scarsa concentrazione che sono assolutamente inaccettabili a questo livello. Gli attacchi della Lazio si concentravano infatti sul lato sinistro, dove Caceres subiva tremendamente la spinta di Kolarov.

E proprio dal piede di Kolarov è partita l'azione dell'ultimo minuto da cui è scaturito il gol annullato che ha fatto imbufalire la Lazio: dopo tanti replay si vede una ostruzione di Cruz su Legrottaglie in area piccola con un fuorigioco passivo di Diakite. Un po' poco per annullare la rete, bisogna essere onesti, ma la visuale dell'arbitro evidenzia il movimento di Cruz e con ogni probabilità ha fischiato un "fallo di confusione".

Diego si infortuna ed entra Giovinco che parte piano ma cresce col passare dei minuti: giocando tra le linee ha messo in grande difficoltà la Lazio (come avrebbe dovuto fare Diego). Il centrocampo juventino si è ben comportato, anche se Melo potrebbe rimanere un po' più concentrato (ancora troppi gli errori di distrazione!) e meno nervoso (ha preso il giallo anche stavolta!).

Bene Marchisio, tra i migliori in campo, e Camoranesi, così come molto buona è stata la prova di Fabio Grosso all'esordio: ha spinto molto, trasfromandosi in ala in fase di possesso, e si è sacrificato in fase difensiva in modo esemplare. A corrente alternata invece Trezeguet: come al solito non tiene palla e se ne libera con troppa precipitazione, divenendo una certezza per gli avversari.

Ma proprio mentre stavamo per annotare Martin Caceres e Trezeguet tra i peggiori in campo ecco che è cambiato tutto. L'uruguayano passa la metà campo (lo avrà fatto tre o quattro volte al massimo in tutta la gara!) e segue l'azione che da Marchisio giunge ad Amauri: la difesa avversaria respinge e Caceres da centroarea tira fuori un destro al volo di pregevole fattura: 1 a 0!

La Lazio si scopre e Giovinco la fa impazzire con la sua velocità: da una sua azione sulla destra viene fuori un colpo di tacco in acrobazia di Amauri (il "colpo dello scorpione") sulla cui respinta di Muslera Trezeguet mette in rete nel tripudio generale. Un 2 a 0 che punisce eccessivamente la Lazio, sfortunata per alcune decisioni arbitrali ma anche per alcune prese di posizione del suo presidente, che tanto si lamenta: se al posto di Foggia, che ad un certo punto non si reggeva più in piedi, vi fosse stato Pandev, probabilmente avremmo assistito ad un'altra gara.
sabato 12 settembre 2009

Juventus-Lazio: Trezeguet ci sarà, Del Piero no

Per la seconda trasferta consecutiva all'Olimpico di Roma, la Juventus di Ciro Ferrara prepara la sua formazione anti-Lazio anche in in vista dell'imminente inizio della Champions League la prossima settimana. In Europa il detto "chi ben comincia è a metà dell'opera" vale almeno doppio: gli scontri nella fase a gironi sono solo sei e perdere i primi punti può condizionare in modo anche irreversibile tutto il torneo.

Contro la Lazio si prospetta una gara molto intensa, probabilmente simile alla prima mezz'ora contro la Roma: la Juve attaccherà e la Lazio tenderà a fare quadrato dietro, chiudendo tutti gli spazi. Nei Biancocelesti mancheranno Rocchi e probabilmente Zarate: Ballardini si affiderà a Cruz, bestia nera della Juventus in quanto autore di ben 10 gol ai Bianconeri nella sua carriera.

E' probabile che su Diego sarà predisposta una marcatura serrata: Ballardini spiega che non vi sarà alcuna gabbia sul brasiliano, ma c'è da attendersi perlomeno un mediano basso con compiti di marcatura quasi a uomo. Il gioco della Juve sarà allora forzatamente spostato sulle fasce e si potrà vedere da subito se l'innesto di Grosso darà i risultati sperati in termini di efficacia offensiva.

E' dato inoltre per certo il ritorno di Trezeguet al centro dell'attacco, uno che ha un bisogno vitale di cross ed assist dalle fasce. Al suo fianco non ci sarà Del Piero ma Amauri: il Capitano non si è ancora liberato da una fastidiosa infiammazione alla coscia. I presupposti per vedere una grande partita ed una grande Juventus ci sono tutti: a stasera per il verdetto!
mercoledì 9 settembre 2009

Italia 2 - Bulgaria 0: l'ItalJuve si ritrova a Torino


L'Italia vince e convince all'Olimpico di Torino contro la Bulgaria: un secco 2 a 0 e quasi nessuna preoccupazione per gli Azzurri, che hanno dominato la gara sin dai primi minuti ed hanno sofferto un po' soltanto nel finale, quando la stanchezza si è fatta sentire. Con ben 7 calciatori della Juventus nella formazione iniziale, la squadra di Lippi ha mostrato un buon gioco ed una tenuta atletica altrettanto valida. In evidenza il neo-juventino Fabio Grosso, autore del primo gol e di una partita eccellente, Iaquinta, autore del raddoppio, Pirlo, regista impeccabile e tutta la difesa.

I movimenti offensivi dell'Italia sono stati messi in pratica sin da subito, segno evidente che Mister Lippi deve essersi fatto sentire dopo la gara con la Georgia. La Bulgaria, dal canto suo, ha facilitato il compito degli Azzurri con quello che è apparso un po' un suicidio tattico: a fronte di due punte molto mobili ma piuttosto individualiste, specie Berbatov, i balcanici hanno schierato un centrocampo piuttosto rude e senza una reale regia. Ne è venuto fuori un atteggiamento ambiguo che ha bloccato molte delle possibili sortite offensive ed ha portato a qualche indecisione difensiva.

La Georgia aveva messo in difficoltà l'Italia chiudendosi a riccio e la Bulgaria non è stata in grado di farlo: se poi mettiamo sul piatto della bilancia la grande regia di Pirlo e l'ottima corsa di Grosso, Zambrotta, Marchisio e Iaquinta, si comprende bene perché i gol dell'Italia, alla fine, potevano essere anche di più. Abbiamo visto grandi movimenti corali, triangolazioni, aperture, sovrapposizioni e cambi di gioco improvvisi: il blocco-Juve ha certamente favorito anche questo.

Acquisito il risultato, la Nazionale ha controllato agevolmente la gara: Cannavaro e Chiellini sono entrati finalmente in sintonia anche nei movimenti in linea, Buffon ha messo in luce la solita impressionante reattività quando è stato chiamato in causa e la qualità complessiva della squadra hanno fatto il resto. Un'altra ottima notizia per Ferrara è la condizione atletica di Marchisio e Camoranesi - ma questo lo si sapeva già - così come quella di Fabio Grosso, che ha bagnato con un gol il suo esordio davanti al pubblico di Torino.

La Juventus ha contribuito più di tutte le altre squadre del campionato italiano a questa Nazionale ed i suoi giocatori, a parte Marchisio, sono rimasti in campo sino all'ultimo minuto: speriamo che questo non abbia ripercussioni sulla tenuta mentale e fisica nella gara di sabato contro la Lazio.

Addio a Mike Bongiorno, uno Juventino vero

Mike Bongiorno se n'è andato ieri mattina, l'8 di settembre: immagino sarete stati tutti invasi dai filmati (preparati chissà quanto tempo fa) e dagli stucchevoli dibattiti in suo onore che la Tv ci ha proposto ad ogni ora. Come per Michael Jackson, anche per Mike sono stati rivoluzionati palinsesti e trasmissioni: il sospetto che però una notizia così nazionalpopolare sia stata strumentalizzata per tenere davanti allo schermo sempre più telespettatori in funzione pubblicitaria è forte. Ma questo è il business e ci si può far poco: anche Mike Bongiorno vi aveva contribuito, è una sorta di contrappasso.

Questo articolo, contrariamente agli altri, non sarà divulgato negli aggregatori o in altri siti (solo su Facebook dove l'ho annunciato): è un modo per portare rispetto ad un grande juventino, che amava la Juventus oltre ogni immaginazione. Per lui, americano, il calcio e la Juventus furono amori a prima vista: un po' come se noi, trasferendoci di colpo negli USA, ci mettessimo a tifare in maniera smodata per i Los Angeles Lakers senza aver mai visto una gara di basket.

L'amore per la Juventus di Mike Bongiorno non è mai venuto meno, anche quando è scoppiato lo scandalo Calciopoli ed essere juventino era quasi un titolo di demerito: tutti gli sportivi italiani (o sedicenti tali) si sentivano legittimati ad insultare i bianconeri e a rileggere come truffaldina tutta la loro storia. Non è mai mancato nemmeno nel momento in cui Mike è passato a Mediaset (allora Fininvest) di Silvio Berlusconi: per adulare il nuovo padrone, sempre sensibile alle lusinghe (almeno a quel che si dice), in molti hanno cambiato la loro fede calcistica, divenendo da un giorno all'altro tifosissimi del Milan.

Mike Bongiorno no. E' sempre rimasto bianconero ed ha anche fatto i dovuti sfottò al Presidente quando le circostanze si prestavano. E Mike, in fondo, avrebbe avuto solo vantaggi da un cambio di fede calcistica che, d'altra parte, in quanto non italiano, nessuno avrebbe potuto rimproverargli. E invece no: mentre anche uno dei fondatori di Hurrà Juventus diveniva il più fedele tifoso del Milan berlusconiano, Mike rimaneva, è il caso di dirlo, juventino a vita. Un esempio per tutti i tifosi e non solo per loro. Ci mancherai, Mike.
domenica 6 settembre 2009

Georgia-Italia 0-2: bene la difesa, rivedibile il resto

La Nazionale Italiana rompe il digiuno di gol e vittorie contro la Georgia, incamerando tre punti di grande importanza in vista sia del prossimo incontro all'Olimpico di Torino che al successivo match contro l'Irlanda di Trapattoni e Tardelli. La partita è stata tra le più noiose che ricordassi sino a quando lo sfortunato Kaladze non si è inventato un autorete magistrale che ha poi clamorosamente raddoppiato qualche minuto dopo: due autogol e poco gioco, insomma.

Si è notata fin troppo la mancanza di un calciatore di sostanza come Gattuso, di cui Palombo è solo un sostituto parziale, ed è risultata evidente la necessità di maggiore fantasia in avanti: Pirlo ha creato gioco come sempre, ma è stato costretto a verticalizzare in continuazione, favorendo i difensori avversari, molto bravi nell'anticipo. Generosissimo come sempre Vincenzo Iaquinta, che ha macinato il suo abituale chilometraggio ad altissima velocità: purtroppo è stato sfortunato in alcune occasioni (in quella del doppio palo insieme a Quagliarella, ad esempio) ed ha trovato poco appoggio in un Giuseppe Rossi insolitamente fuori dal gioco.

Buona la prova di Camoranesi, che sta progressivamente tornando quello di sempre: oltre ad ottime giocate in fase di apertura si è distinto per una grande abnegazione in fase difensiva. Purtroppo mancava un punto di riferimento offensivo quale può essere Toni o Gilardino (o magari Amauri), e di azioni degne di nota se ne sono viste solo dopo che la Georgia è passata in svantaggio.

La difesa si è ben comportata. Mimmo Criscito, per metà ancora bianconero, si è proposto bene in avanti sfiorando la conquista di un calcio di rigore (anche se lo ha visibilmente cercato) mentre i due centrali della Juve, Cannavaro e Chiellini, hanno controllato molto bene gli attaccanti avversari, temibili soprattutto per la loro velocità. Cannavaro, in particolare, ha dimostrato di aver ritrovato quel gioco di anticipo che ne ha fatto uno dei migliori difensori al mondo: tuttavia un paio di volte il suo avversario diretto è sfuggito al suo controllo per via di un'applicazione poco corretta della tattica del fuorigioco. E' un movimento, questo, su cui si dovrà ancora lavorare un po'.

In ogni caso, quando la difesa veniva superata c'era Gigi Buffon (foto Gazzetta dello Sport) in forma strepitosa: almeno tre interventi hanno tolto ogni dubbio sulla levatura di questo portiere, ultimamente oggetto di qualche critica frettolosa ed ingenerosa. E' pur vero, come ha spiegato lo stesso Buffon, che per fare una grande parata ci sono tante cose che devono andar bene al portiere, ma i suoi movimenti e la sua reattività sono davvero fuori dal comune. Un ottimo segnale per Ferrara.

Per l'Italia, invece, i segnali sono così così: contro la Bulgaria si dovrà convincere col gioco e col risultato finale. E' probabile che ci saranno cambiamenti di formazione anche considerevoli. Sarebbe bello se all'Olimpico di Torino giocasse Marchisio, anche se è più probabile che faccia il suo esordio in quello stadio Fabio Grosso.
venerdì 4 settembre 2009

Trezeguet: addio alla Juventus a fine stagione

David Trezeguet, 10 stagioni e 161 reti all'attivo in maglia bianconera, darà l'addio alla Juventus al termine del campionato: è lo stesso calciatore franco-argentino a dichiararlo alla stampa, con un anticipo insolito che lascia aperti pochi spiragli di ripensamento. Trezeguet (foto "La Stampa"), dopo un anno travagliato con Ranieri, non sembra essere al centro dei piani di Ciro Ferrara per la Juve 2009/2010 e, malgrado le dichiarazioni di rito, appare particolarmente piccato dal suo scarso impiego.

L'ottima condizione fisica di Iaquinta ed Amauri, l'esplosione di Diego, l'imminente ritorno di Giovinco e l'intoccabilità di Capitan Del Piero fanno sì che per David ci sia davvero poco spazio nel reperto offensivo. Inoltre, è bene precisarlo, le caratteristiche tecniche di Trezeguet finiscono col determinare il tipo di gioco che tutta la squadra deve assumere, limitando gli aggiustamenti tattici a cui Ferrara ci ha abituati. Il centravanti n°17 è letale in area di rigore, dove fa registrare una percentuale media di realizzazione tra le più alte di sempre; non si può dire, però, che abbia la stessa efficacia nelle altre zone del campo, dove gioca pochi palloni e va in difficoltà se pressato.

Se da un lato, insomma, è un vantaggio indiscutibile perché finalizza il gioco dei compagni, dall'altro bisogna ammettere che la sua presenza in campo comporta, nelle giornate in cui non si riesce a creare molte azioni offensive, una fatica maggiore per tutti. Non è così invece con gli altri calciatori citati: tutti gli altri, infatti, hanno qualità tecniche tali da permettergli non solo di giocare il pallone in fase di possesso (la cosiddetta abilità nel palleggio), ma anche di intercambiare le posizioni con i compagni di reparto, in modo da far perdere alle difese avversarie i punti di riferimento.

Trezeguet, invece, in tal senso è una certezza per gli avversari, che sanno di trovarlo sempre lì, in area di rigore ad aspettare il cross o l'assist di un compagno. Intendiamoci: David non è affatto un peso e mai potrei parlar male di un attaccante che ha segnato oltre 160 gol con la maglia della Juventus (calciatore straniero più prolifico della storia bianconera!). Dal punto di vista tattico, però, è innegabile che Ferrara, in base ai propri convincimenti, tenda a preferirgli altri attaccanti più duttili di lui.

La Juventus, ha spiegato David, è a conoscenza della sua volontà di tornare a casa nel 2010: che la sua casa sia la Francia o l'Argentina non è dato sapere, ma è difficile credere che siano state unicamente le "scelte di vita" ad indurlo a queste dichiarazioni. Durante l'ultimo calciomercato, ad esempio, si è tentato di cederlo all'estero (e non al Milan, con cui si era vicini ad un accordo), ma il suo ingaggio di quattro milioni e mezzo a stagione ha scoraggiato tutti. In ogni caso non è la prima volta che Trezeguet annuncia l'addio alla Juve. E' quasi un appuntamento fisso da qualche stagione a questa parte: voi che dite, ci ripenserà ancora una volta?
giovedì 3 settembre 2009

Vent'anni senza Gaetano Scirea

Il 3 settembre 1989 l'Italia sportiva e non solo riceveva in serata, durante la Domenica Sportiva condotta dall'indimenticabile Sandro Ciotti, la notizia di un tragico incidente stradale avvenuto in Polonia e nel quale era rimasto vittima Gaetano Scirea, ex capitano della Juventus e colonna indiscussa della Nazionale Italiana. Nell'1989 Scirea aveva lasciato il calcio giocato da pochi mesi, ma non aveva abbandonato la sua Juventus: insieme all'amico e compagno di tante battaglie Dino Zoff era entrato a far parte dell'area tecnica come allenatore in seconda.

La Juventus di quegli anni non era più quella di Platini e Boniek, ma quella di Zavarov e Rui Barros: i tifosi bianconeri vivevano uno dei periodi meno felici della loro storia calcistica, specie se messo a confronto con la prima metà degli Anni Ottanta. Il presidente Giampiero Boniperti sentiva particolarmente la pressione del tifo e della stampa che, proprio come aveva osannato la Squadra nel momento del trionfo, non le lesinava critiche feroci.

E' forse alla necessità di mantenere il cosiddetto "stile Juventus" anche e soprattutto nelle difficoltà che va attribuita la decisione, altrimenti immotivata, di inviare un collaboratore, Scirea appunto, a studiare gli avversari dei Bianconeri nel turno di Coppa Uefa, i polacchi del Górnik Zabrze. Si trattava di una squadra-materasso, come si diceva un tempo, composta da calciatori di basso livello e contro i quali anche la Primavera della Juve avrebbe avuto vita facile.

Boniperti, però, a differenza di Zoff che non lo riteneva affatto necessario, volle in un certo senso onorare l'avversario: una scelta fatale. L'autista che accompagnava Scirea in aeroporto, terminato lo studio dei polacchi del Gornik, tentò un sorpasso azzardato e si schiantò contro un furgone: l'auto prese immediatamente fuoco anche a causa delle taniche di benzina presenti nel cofano.

Gaetano Scirea, il "Libero" per eccellenza, il "Numero 6", moriva carbonizzato in un'anonima strada statale in direzione Varsavia. Unanime il cordoglio di tutto il mondo sportivo ed istituzionale, ma lo sport, come la vita e come lo show, deve andare avanti: sono passati già vent'anni da quel maledetto 3 settembre e nonostante le richieste (anche illustri, come quella di Enzo Bearzot nel 2005), la maglia numero sei sia della Juventus che della Nazionale passano ancora di nome in nome. L'ultimo, nella Juve, è quello di Fabio Grosso.

Un calciatore di classe limpida (32 gol all'attivo), dalla determinazione unica, dalla grinta fuori dal comune e dalla sportività esemplare (Scirea non fu mai espulso in tutta la sua carriera) avrebbe meritato qualche riconoscimento in più da parte delle istituzioni del calcio. Per i tifosi, invece, la maglia numero 6, con buona pace di Grosso e di chi lo ha preceduto, sarà sempre e solo quella del Capitano, Gaetano Scirea.