sabato 31 ottobre 2009

Juventus-Napoli 2-3: sconfitta da panchina corta...


Rocambolesca partita della Juventus che perde in casa contro un ottimo Napoli per 3-2 dopo essere stata in vantaggio di due gol fino al 55'. Una gara da emozioni forti, con molti spunti tattici ma soprattutto uno spunto di riflessione inequivocabile: la Juventus non ha rincalzi adeguati ai calciatori della formazione titolare. Lo abbiamo detto e commentato altre volte, ma in occasioni come questa il divario con le altre grandi d'Italia e d'Europa diviene troppo evidente. E fa rabbia.

La partita contro il Napoli era cominciata benissimo: neanche 20 secondi e Giovinco è già solo davanti a De Sanctis sbagliando per pochi centimetri l'1-0. Ferrara ripropone il modulo 4-5-1 con Trezeguet unica punta supportato da Diego al centro e Camoranesi e Giovinco sulle ali. Pochi metri più dietro, a fianco di Melo c'è Poulsen al posto di Sissoko infortunato: primo campanello d'allarme.

Il Napoli, a parte qualche disattenzione difensiva, spinge molto sulle fasce, dove però per tutto il primo tempo non riesce ad incidere, in special modo sulla destra: Grygera chiude bene ogni spazio, mentre Grosso concede qualche occasione di troppo. Dai piedi di Grygera arriva il gol di Trezeguet: David si libera da campione di Campagnaro e gira di testa in rete il bel cross del ceco.

La Juventus sembra controllare la gara ma pochi minuti prima Aronica ha colpito con una forte gomitata Camoranesi, che dovrà uscire con in volto una maschera di sangue: al suo posto entra Tiago. Secondo campanello d'allarme. Nella ripresa la squadra bianconera sfrutta un clamoroso errore di Contini per portarsi sul 2-0 con Giovinco, ma il Napoli cresce in maniera evidente.

Con Poulsen e Tiago contemporaneamente in campo la Juve non ha mai combinato nulla di buono: pur con caratteristiche diverse, i due mancano di personalità ed incisività. Il Danese, come già accaduto in questo campionato, non viene nemmeno più preso in considerazione dagli avversari, che si sono concentrati, talvolta un po' troppo duramente, sugli altri centrocampisti. Tiago ha sbagliato in fase difensiva nei gol del Napoli del 2-2 e 2-3: sul primo ha finito con l'infastidire Buffon perdendo il suo uomo, nel secondo ha sbagliato il rinvio trasformandolo in un assit per Hamsik.

Anche i nervi hanno avuto un ruolo: il Napoli ha risposto subito con Hamsik (vale almeno 5 Tiago) accorciando le distanze, ma anche lì è emerso come Grosso non fosse in giornata sui cambi di gioco sulla sua parte. Poco efficaci sono stati i cambi, ma Ferrara era obbligato a cambiare qualcosa. Amauri al posto di Poulsen poteva dare maggior peso in avanti, ma questa sostituzione ha finito per indebolire il centrocampo (già indebolito da Tiago!), mentre l'ingresso di De Ceglie per Giovinco ha inciso poco sul gioco. Del tutto inconcludente la mossa della disperazione di collocare Chiellini come centravanti: il difensore ha forse dato più fastidio ai movimenti delle punte che reale supporto.

L'unica nota negativa dei napoletani è stata un po' di sceneggiata. Prima Lavezzi ha impiegato 60 secondi per uscire, fingendo di non aver capito di dover essere sostituito, e poi De Sanctis ha simulato di aver subito un colpo in uscita da parte di Amauri: l'italo-brasiliano (forse) lo tocca lievemente sulla parte anteriore della testa, ma il portiere ex-Udinese si porta le mani di scatto sulla nuca. Ne nasce una rissa con cui si perde almeno un altro minuto e Amauri si becca il cartellino rosso: spiace vedere i calciatori della Juve e l'arbitro Damato abboccare così facilmente, ma è assolutamente ingeneroso attaccarsi a queste cose. Siace soprattutto vedere che la Juventus, con i tanti infortuni che ne stanno accompagnando la stagione, non abbia sostituti all'altezza...
venerdì 30 ottobre 2009

Sissoko, nuovo infortunio: 25 giorni di stop


Nuovo infortunio per Momo Sissoko, che ha riportato un fastidio muscolare durante l'allenamento odierno che ha abbandonato anzitempo. Il centrocampista africano, rientrato dopo molti mesi da un incidente i cui postumi si erano rivelati molto più gravi del previsto, torna quindi in infermeria nel momento migliore della Juventus, quando apparivano dei chiari segnali di ripresa anche grazie al suo apporto.

La prognosi per il recupero è di 25 giorni, ma sappiamo bene che potrebbero volerci 3 settimane così come un mese e più: molto dipenderà da come il tessuto muscolare del calciatore sarà in grado di assorbire la distrazione alla coscia (è la fascia muscolare più grande).

A questo punto è sempre più di attualità ed interesse sapere cosa diavolo facciano gli juventini in allenamento (come qualche lettore ha giustamente fatto notare): probabilmente i carichi sono eccessivi o magari l'intensità è troppa. Una cosa è certa: una così alta percentuale di incidenti muscolari ed ossei in una sola squadra non si ricorda da tantissimo tempo. La mia domanda/provocazione è sempre la stessa: possibile che sia solo sfortuna?
giovedì 29 ottobre 2009

Juventus-Sampdoria 5-1: Bentornata Juve!!!


La Juventus strapazza con un sonoro 5-1 la Sampdoria di Cassano dando una prova di forza assolutamente imprevedibile: non che la squadra di Ferrara non disponga di grandissimi campioni, ma le ultime uscite avevano lasciato molto a desiderare dal punto di vista del gioco e dell'atteggiamento tattico. Ebbene, i bianconeri hanno sfoderato una partita perfetta.

Ferrara ripropone il modulo 4-5-1 già visto contro il Maccabi ma con due differenze sostanziali: l'unica punta è Amauri ed a fianco di Felipe Melo c'è Sissoko. Questi due elementi, uniti ad un atteggiamento tattico molto aggressivo sin dal primo minuto, hanno fatto sì che la squadra giocasse in maniera molto compatta, accorciando le linee e coprendo bene tutto il campo. Lo avevamo detto, la gara si sarebbe decisa a centrocampo: la Juve ha messo 5 dei suoi uomini migliori in quel settore e la differenza si è vista.

Dietro ad Amauri, molto mobile come sempre, hanno operato Camoranesi, Diego e Giovinco: partita superlativa di tutti e tre, specie il brasiliano, da cui sono partite tutte (o quasi) le azioni da gol della Juve. La difesa sampdoriana non ha avuto punti di riferimento ed ha dovuto guardarsi dalle continue sortite offensive degli attaccanti bianconeri, tutti in grado di saltare l'uomo, creare la superiorità ed impostare l'azione. Il loro sacrificio in fase difensiva ha reso impeccabile l'applicazione del nuovo modulo.

In settimana erano state provate le situazioni di calcio da fermo e la Juventus ha dimostrato di saper capitalizzare le sue occasioni: il primo gol, dopo diverse chance da rete, lo sigla Amauri su corner di Diego. Per la seconda segnatura Amauri si trasforma in assistman: Chiellini ruba palla a metà campo, la dà all'italo-brasiliano, segue l'azione e si fa trovare pronto per la battuta a rete sotto porta. Oltre al bel gol, questa giocata mette in evidenza la compattezza della squadra in fase di non possesso.

Il secondo tempo è una replica del primo: la Juve che attacca sulle fasce, di cui non ha mai perso il controllo, e crea occasioni a raffica. Il 3° gol è opera di Camoranesi dopo una bella combinazione Diego-Giovinco, il 4° è un bel colpo di testa da centro-area di Amauri ed il 5° una giocata simile di Trezeguet subentrato proprio al numero 11 bianconero. La rete di Pazzini è arrivata sull'unico errore degli juventini: Grosso si è fatto soffiare il pallone (sul 4-0 ci sta!) da Bellucci che ha trovato con un bel cross la testa del compagno.

Vogliamo infine segnalare, ed è certamente un merito di Ferrara, la metamorfosi di Felipe Melo: attento, equilibrato ed essenziale nelle giocate, il brasiliano ha anche (finalmente!) spazzato via il pallone quando il caso lo richiedeva. Forse è prematuro dire se qualcosa è cambiato, ma registriamo con molto piacere come i piedi buoni (vedi il centrocampo schierato questa sera) facciano ancora la differenza. E meno male...
mercoledì 28 ottobre 2009

Infortunio Iaquinta: stop 40 giorni


Vincenzo Iaquinta resterà fermo 40 giorni per l'infortunio al menisco che si è procurato in allenamento qualche giorno fa e che lo ha costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico in artroscopia lunedì scorso. L'operazione, rende noto il sito ufficiale della Juventus, è perfettamente riuscita, ma la squadra di Ferrara dovrà fare a meno del centravanti calabrese per oltre un mese.

I 40 giorni di prognosi, infatti, sono da ritenersi indicativi, senza contare il periodo di recupero della forma di cui Iaquinta avrà bisogno. E' un vero peccato perché stava attraversando uno dei periodi migliori da quando era alla Juventus ed il gioco di Ferrara sembrava modellato apposta sulle sue caratteristiche.

Una buona dose di sfortuna è inengabile, però continua ad apparire strana questa serie di incidenti alla Juventus: senza scomodare l'infortunio di Sissoko, il cui recupero è sembrato interminabile, dobbiamo ricordare quello di Marchisio, molto simile, e quello di Buffon: il portiere bianconero ha infatti annunciato di volersi sottoporre ad un intervento in artroscopia a dicembre, così da minimizzare gli svantaggi per la sua squadra e sfruttare la sosta natalizia per il recupero.

Probabilmente gli allenamenti vanno rivisti o magari la programmazione delle sedute va ritoccata. Non lo sappiamo, nessuno può saperlo. Nel frattempo, però, Martin Caceres si è rotto il naso (sempre in allenamento!) ed è finito sotto i ferri anche lui!!!

Juve-Sampdoria, una gara che si decide a centrocampo


Juventus-Sampdoria è il big match del turno di campionato di questa sera. I Bianconeri ed i Blucerchiati si giocano, a sentire gli esperti, il titolo di anti-Inter, con i liguri ancora in condizione, nella malaugurata ipotesi di una loro vittoria, di tornare in vetta alla classifica nell'attesa del posticipo di domani. Tatticamente sarà una partita molto interessante, con Ferrara e Del Neri che si confronteranno anche sul piano delle idee di gioco.

Alla fisicità della Juventus, che verosimilmente giocherà con Sissoko e Melo (foto)dal primo minuto, la Samp risponderà con la velocità di Cassano e Mannini e l'opportunismo in zona gol di Pazzini. E' più probabile, però, che le sorti dell'incontro saranno decise a centrocampo, come spesso accade, e non nella trequarti.

Le squadre di Del Neri hanno sempre fatto delle fasce laterali il loro punto di forza: il loro gioco rapido, portato avanti da calciatori in grado di dribblare con facilità, grazie anche alle sovrapposizioni dei laterali di difesa, costringe gli avversari ad aprire il proprio fronte difensivo, liberando fatalmente spazi per gli attaccanti.

La Juventus, proprio sulle fasce di metà campo, va talvolta in difficoltà: il famoso centrocampo a rombo rende difficile la copertura di questa zona, a meno di non scoprirsi terribilmente nel mezzo e rischiare anche di più. I terzini, insomma, dovranno fare un grande lavoro ed iniziare il pressing qualche metro in avanti rispetto al solito. Ma ci vorrà anche una grande collaborazione degli attaccanti, a cui sarà chiesto certamente di fare pressione sin dalla trequarti: Vincenzo Iaquinta sarebbe stato utilissimo in questa (e non solo in questa) fase di gioco.

Il rischio più grande che la Juventus correrà sarà quello di perdere il controllo delle fasce ed andare in affanno a causa di Cassano e Mannini: la Samp gioca benissimo sui cambi di gioco e la Juve, come qualche lettore ha fatto acutamente notare, soffre molto questo tipo di giocata. Se poi, per presidiare meglio le zone laterali, si dovesse lasciare troppo solo Melo, dobbiamo augurarci che Ferrara abbia chiarito con lui quello che può e non può fare: se dovesse intestardirsi e tentare di dribblare tutti i sampdoriani che verosimilmente lo attaccheranno per non farlo ragionare, i pericoli per Buffon potrebbero non essere pochi.

Speriamo solo di non dover ricorrere nuovamente a SuperBuffon per coprire le magagne difensive. Se poi Diego dovesse tornare quello di Roma, beh allora sarà la Sampdoria ad aver paura della Juve...
domenica 25 ottobre 2009

Siena-Juventus 0-1 Si torna alla vittoria, finalmente!


La Juve batte il Siena e torna a conquistare i tre punti dopo un mese e mezzo: una vittoria faticosa in una partita che ha evidenziato ancora una volta alcuni problemi di gioco e di uomini per la squadra di Ferrara. Alla fine il gol di Amauri ha scacciato via, almeno per tre giorni, una crisi che sembrava dietro l'angolo. Mercoledì arriva la Sampdoria che, come spesso accade alla Juventus in questo campionato, si trova nel suo miglior momento di forma.

Ferrara ha riproposto il 4-3-1-2 con Cannavaro sostituito da Legrottaglie e Diego alle spalle delle due punte Trezeguet e Amauri. A metà campo la fascia sinistra orfana di Marchisio è affidata a Poulsen, mentre Camoranesi va in panchina. La gara non ha avuto un gran ritmo, anche se la Juve ha cercato di premere subito i padroni di casa nella loro metà campo ma senza creare grossi pericoli alla porta senese.

I toscani, invece, si sono chiusi perfettamente rendendosi peraltro pericolosi con alcune sortite offensive e non soltanto giocando di rimessa: Giampaolo, seppur in tribuna per squalifica, è un eccellente tecnico ed ha disposto in campo il Siena in maniera esemplare, programmando un pressing sui portatori di palla che ha limitato fortemente le trame di gioco della Juventus.

Tra le note positive, però, annoveriamo un Felipe Melo, finalmente misurato, che ha giocato senza correre rischi inutili: non è ancora ai livelli di Firenze o della Confederations Cup, ma appare in crescita. Un'altra nota sorprendente è quella di Poulsen, che è stato per lunghi tratti il più mobile dei suoi, facendo con ammirevole impegno entrambe le fasi di gioco: certo, ha sbagliato qualche cross di troppo, ma non è quello il suo ruolo!

In lieve crescita Diego, che ha fatto vedere qualche buona giocata nel servire le punte ed è rientrato meno di quanto non abbia fatto nelle ultime deludenti gare: il fantasista brasiliano aveva costantemente due uomini addosso, che hanno montato su di lui una marcatura particolarmente aggressiva, ma da alcuni movimenti si intravede un giocatore ritrovato...Speriamo bene!!!

Ha deluso invece Trezeguet, servito non sempre benissimo ma anche poco lucido sotto porta, al contrario di Amauri che si è mosso bene su tutto il fronte offensivo. Una difesa organizzata come quella del Siena è stata difficile da scardinare, anche se con l'ingresso di Camoranesi le cose sono migliorate dal punto di vista delle geometrie. Il gol, così come le principali occasioni da rete, è arrivato su calcio piazzato: da una punizione pennellata di Diego dalla trequarti Amauri ha trovato perfettamente il tempo per lo stacco aereo ed ha battuto il portiere avversario. Ottimo segnale quello dell'italo-brasiliano, finalmente sbloccatosi!

C'è ancora molto da lavorare per Ferrara: a centrocampo le geometrie sono ancora poco fluide e, malgrado i miglioramenti di Melo, non si può prescindere dalle giocate di Camoranesi, di gran lunga il miglior giocatore della Juventus in questo scorcio di campionato. Un'ultima parola vogliamo spenderla per il rientrante Molinaro: la sua gara è stata nervosa e costellata da molti errori di misura, ma ci sembra ingeneroso non ricordare quanto (e da quando) manchi al calciatore campano il ritmo di gara. Sospendiamo perciò il giudizio su di lui ed invitiamo quanti hanno dimostrato di avere nei suoi confronti il fischio facile a fare altrettanto...
giovedì 22 ottobre 2009

Champions League: Juventus-Maccabi Haifa 1-0


La Juventus rompe il periodo negativo con la prima vittoria in Champions League dell'era Ferrara: contro il Maccabi Haifa l'allenatore napoletano ha proposto un modulo nuovo ad una punta ed il risultato gli ha dato ragione. Tuttavia c'è stato tanto da soffrire, forse troppo in alcune fasi: si tratta ad ogni modo di un piccolo passo in avanti e, di questi tempi, non è poco!

Il 4-2-3-1 scelto da Ferrara garantisce più copertura davanti alla difesa e permette una migliore interazione tra il trequartista, i due esterni e il centravanti. Ma dopo pochi minuti la Juve ha rischiato di andare sotto: da un cross dalla mediana, di solito i più innocui, Cannavaro si lascia anticipare da un attaccante israeliano e ci vuole tutta la reattività di Buffon per evitare un gol praticamente già fatto.

La Juventus ha poi preso in mano la situazione, grazie a Giovinco, Camoranesi e Diego supportati da Sissoko e Felipe Melo a poca distanza da loro. Trezeguet si è mosso bene nel suo habitat naturale, l'area di rigore, mentre Grosso ha dato prova di grande abnegazione sulla sua fascia di competenza. Meno efficace, ma pur sempre generoso nell'impegno, l'uruguayano Caceres subentrato all'infortunato Zebina.

Per arrivare al gol ci vuole l'inizio del secondo tempo, quando Chiellini anticipa tutti di testa su uno splendido calcio di punizione di Diego. A quel punto la Juve potrebbe anche raddoppiare in un paio di occasioni ma appare soddisfatta del vantaggio minimo e diventa meno incisiva: il diluvio abbattutosi su Torino non ha certo aiutato in tal senso!

Dopo che anche Felipe Melo esce in lacrime per un infortunio ancora da valutare e Camoranesi coglie un palo da distanza ravvicinata la Juve rischia la beffa: nonostante la superiorità numerica da oltre 20 minuti, gli uomini di Ferrara si fanno sorprendere sulla destra in contropiede al terzo minuto di recupero e ci vuole ancora il miglior Buffon per strozzare in gola ai tifosi del Maccabi l'urlo per la rete del pari.

La tenuta nervosa, la continuità in alcuni uomini e un po' di sicurezza in più nei movimenti sono i tre obiettivi primari da raggiungere già dalla gara di domenica contro il Siena. I pur lievi progressi nel gioco potranno dare alla squadra una maggior fiducia che, lo speriamo tutti, possa tradursi già dalla trasferta in Toscana in una vittoria convincente e scacciacrisi. A me il nuovo modulo della Juve non è dispiaciuto. A voi?
domenica 18 ottobre 2009

Juventus-Fiorentina: 1-1 Ancora un pareggio per Ferrara...


Ragazzi, così non va! Dalla Juventus, che pure affrontava una Fiorentina in grande spolvero, era lecito attendersi di più del pareggio casalingo. L'Inter, a cui indubbiamente gira tutto a favore, è quasi in fuga ed il clima attorno alla squadra di Ferrara si fa sempre meno gradevole. Abbiamo assistito ad una gran bella partita, ieri, che non ha fatto altro che evidenziare quanto di buono e meno buono andiamo dicendo dall'inizio del campionato sui Bianconeri.

La Juve è infatti partita un po' sotto tono, come ha dimostrato il gol di Vargas dopo 5 minuti: i calciatori viola sembravano essersi cacciati da soli in un imbuto di difensori bianconeri in superiorità numerica ma, vuoi per la scarsa reattività di questi ultimi, vuoi per l'abilità negli spazi stretti degli attaccanti della Fiorentina, ne è nato un gran bel gol che ha sorpreso tutti.

A quel punto i Bianconeri hanno mostrato una reazione degna del blasone della squadra, arrivando in molte occasioni vicini al gol prima di pareggiare con Amauri (finalmente si è sbloccato!). Tatticamente, a parte i primi minuti, non si può dire ci sia stato scarso impegno: gli juventini hanno corso e lottato come sempre, grazie anche al carisma del rientrante Sissoko.

Ferrara ha optato per una formazione molto offensiva, con Grygera e Grosso a fare quasi da esterni di centrocampo aggiunti, visto che con il rombo le fasce laterali sono per forza di cose meno presidiate: in questo modo si è rischiato qualcosa, ma ci può stare quando si deve vincere. Quel che ha convinto poco è il centrocampo, non a caso il reparto che il Mister sta cambiando più di frequente.

L'assenza di Marchisio si fa sentire e Poulsen non è un valido sostituto. E' vero, lotta, difende ed indovina talvolta qualche bella apertura come quella su Iaquinta in occasione del gol, ma resta eccessivamente timido in fase di impostazione, con il risultato di essere cercato poco dai compagni. Felipe Melo è ancora in ritardo rispetto alle grandi cose che ci aspettavamo: è spesso solo in mezzo al campo e non ha altra via che la verticalizzazione, ma dal canto suo il brasiliano commette troppi errori in fase di impostazione a causa della sua eccessiva sicurezza. Un regista non può perdere palla nella sua area per voler dribblare gli avversari.

Vedere Cristiano Zanetti dall'altra parte, beh, mi ha fatto un certo effetto. La conseguenza di questo centrocampo ancora imballato è stata che Diego ha finito col giocare distante dalla trequarti, arretrando di qualche metro la sua posizione per tentare di avviare le azioni. Diego non ha fatto male, seppur non abbia giocato una gara eccelsa, ma questo suo arretramento, dettato dalle situazioni di gioco e non da Ferrara, ha comportato un isolamento dei due attaccanti, allungando eccessivamente la squadra.

Il pareggio finale è giusto, anche se la Juve avrebbe potuto segnare un altro gol in qualche occasione. Resta il fatto che nelle ultime 6 gare, compresa la Champions League, la Juventus ha pareggiato 5 volte oltre alla sconfitta di Palermo: bisogna dare una svolta rapida, per non compromettere così presto la stagione. Io direi di tornare ad un centrocampo più lineare, voi che ne dite?
venerdì 9 ottobre 2009

Doping. Cannavaro positivo per leggerezza in amministrazione


Cannavaro positivo all'antidoping: la notizia ha creato subito scalpore alla Juventus e nel ritiro della Nazionale. Il Capitano Azzurro è risultato "non negativo" ad un controllo effettuato dopo la gara del 30 agosto scorso: in particolare, l'organismo del difensore bianconero riportava tracce di un cortisonico vietato dal CONI. Tutto però sarebbe dovuto ad un disguido tanto banale quanto inaccettabile.

Il giorno prima della gara, in una torrida giornata estiva, Fabio Cannavaro era stato punto da un'ape: per evitare le pericolose reazioni allergiche, in grado di portare anche allo shock anafilattico in soggetti predisposti, lo staff medico ha deciso di praticargli una iniezione di cortisone.

Come sempre avviene in questi casi, però, bisogna inviare al CONI la richiesta per l'esenzione dai controlli, motivandola in maniera precisa. Lo staff medico della Juventus ha provveduto ad inoltrare la richiesta che è stata accettata senza problemi dal Comitato Olimpico, ma con la riserva di ricevere copia della documentazione medica a riguardo.

La Juventus ha ricevuto la raccomandata (ritrovata in sede) ma nessuno in amministrazione ha avuto il tempo di aprirla. Morale della favola: la documentazione richiesta dal CONI non è stata mai inoltrata. Cannavaro è a colloquio con un dirigente del Comitato e non avrà problemi nel discolparsi ed evitare sanzioni immeritate (vedi Mannini e Possanzini). La Juve, invece, rischia con ogni probabilità un'ammenda per negligenza. E le sta bene...
mercoledì 7 ottobre 2009

Juventus: Cobolli Gigli sostituito da Blanc


La Juventus ha reso noto di aver affidato le mansioni di Cobolli Gigli, presidente bianconero dal 2006, a Jean Claude Blanc, attualmente amministratore delegato della società. La decisione è stata comunicata da John Elkann, quale portavoce della proprietà, che ha "ringraziato" il presidente per il suo grande lavoro: la formuletta classica di quando si vuole liquidare qualcuno.

Cobolli Gigli non sarà stato certo un fenomeno, avrà commesso i suoi errori in fase di gestione dell'ambiente e nei rapporti con la stampa: tuttavia non ci sembra di vedere in lui colpe particolari, tali da giustificare una simile decisione del rampollo di casa Agnelli.

Giovanni Cobolli Gigli, tifoso juventino da sempre, ha costruito la sua carriera fuori dal mondo del calcio, eccellendo nella direzione gestionale della Casa Editrice Fabbri. Divenuto presidente della Juve nel giugno del 2006, l'anno della B, ha assunto su di sé grandi responsabilità, dimostrandosi, comunque la si pensi nel merito dei singoli episodi, una persona di gran classe.

Tra due settimane sarà comunicato il suo successore, Jean Claude Blanc, manager francese che di calcio, non ha problemi ad ammetterlo lui stesso, non ha grandi conoscenze. Pur mantenendo il suo doppio incarico di Amministratore Delegato e di Direttore Generale, Blanc assumerà anche la terza e più onerosa carica di presidente della Juventus.

"Uno e trino" come solo Boniperti in passato aveva saputo essere: ma, con tutto il rispetto, tra il manager francese e l'indimenticabile campione della Grande Juve la differenza si vede eccome!!! In ogni caso, sembra che questo riassetto societario sia avvenuto nel momento meno opportuno. Che ne pensate?
lunedì 5 ottobre 2009

Palermo-Juventus: 2-0 Sconfitta meritata, non si gioca solo un tempo!


Il titolo non lascia dubbi: la Juventus ha perso meritatamente a Palermo per 2 a 0, andando sotto di due gol già nel primo tempo. La squadra di Ferrara ha lasciato per tutta la prima frazione di gioco l'iniziativa ai palermitani che hanno sfruttato al meglio due delle diverse occasioni che sono riusciti a procurarsi. La Juve si è scossa solo dopo il doppio svantaggio, quando ormai i Rosanero avevano eretto un muro difensivo difficilmente valicabile: un po' di imprecisione e sfortuna nelle conclusioni ha fatto il resto.

Ferrara ha riproposto il centrocampo a rombo con Diego dietro le punte Amauri e Iaquinta, ma i Bianconeri hanno mostrato sin da subito poca corsa. Non tutti, ovviamente: Camoranesi si è confermato in gran forma, ma da solo ha potuto poco. Diego non è ancora al top, anche se ha messo apprensione agli avversari con un paio di giocate: controllato a turno da Bresciano e Simplicio, il brasiliano non ha però inciso nelle trame di gioco juventine.

Quando si schiera questo tipo di formazione, in ogni caso, bisogna controllare il gioco e fare possesso palla: altrimenti si fa un'enorme fatica nel chiudere gli spazi. Ed è questo quanto puntualmente è successo contro il Palermo: Zenga ha preparato la partita con grande astuzia, programmando un pressing asfissiante sul centrocampo bianconero. Ed è lì che il Palermo ha vinto la partita: Poulsen e Melo sono andati regolarmente in inferiorità numerica ed hanno avuto grandi problemi nell'impostare le azioni.

Al contrario le tre punte rosanero, Cavani, Miccoli e Pastore, hanno messo spesso in difficoltà la difesa juventina con le loro accelerazioni ed i loro incroci. Tuttavia il primo gol del Palermo è arrivato da un'ingenuità di Felipe Melo: il brasiliano ha perso palla nella propria trequarti e Pastore è ripartito di gran carriera servendo a Cavani un bell'assist che l'uruguayano ha tramutato in uno splendido destro all'incrocio. Inutile ribadire che questi cali di tensione nervosa da parte del nostro regista sono da evitare: fino ad allora la Juve, pur senza eccellere, aveva retto gli attacchi avversari, mentre dopo il gol è subentrato il nervosismo.

Il secondo gol, quello di Simplicio, è arrivato da un ottimo inserimento del brasiliano su un calcio di punizione di Miccoli, ma i difensori bianconeri, sbagliando la tattica del fuorigioco, hanno completamente trascurato l'autore della rete. Da quel momento in poi il copione della partita è stato chiarissimo: Juve catapultata in attacco e Palermo arroccato in difesa e pronto a sfruttare gli ampi spazi che gli si aprivano in contropiede.

Ed è stato in questa fase che i difensori bianconeri hanno mostrato le loro doti migliori, mettendo in evidenza un enorme spirito di sacrificio nei recuperi e nelle chiusure. Ferrara ha provato a passare prima al 4-4-2 inserendo De Ceglie al posto di Diego e poi al 4-3-3 con Trezeguet al posto di Camoranesi: ma la giornata era nata storta e non è finita meglio! Non si può però dire che l'allenatore bianconero non abbia cercato di smuovere le acque: è dura vincere, se si gioca un tempo solo. La Juventus, e la colpa è dei giocatori, lo ha fatto solo quando è andata sotto di due gol...
venerdì 2 ottobre 2009

Infortunio Del Piero: nuovo stop di 30 giorni


Alla Juventus continua la maledizione infortuni: Del Piero, ormai pronto per rientrare, durante l'allenamento di ieri ha sentito un dolore alla coscia che lo ha indotto a fermarsi. L'attenzione dello staff atletico e medico bianconero rispetto a questi incidenti è sempre molto elevata e i rischi sono ridotti a zero. Nonostante ciò, però, il dolore alla gamba sinistra di Alex non sembrava placarsi e sono stati effettuati dei test clinici.

Del Piero si è procurato una distrazione dell'adduttore sinistro, rilevata dall'ecografia e confermata dalla risonanza magnetica. Il Capitano vedrà slittare il suo esordio in questo campionato di almeno un mese. Di fatto salterà ben sei partite di campionato e due di Champions League (contro il Maccabi Haifa).


Del Piero Potrebbe rientrare dopo la sosta per la Nazionale, cioè contro l'Udinese, ma questi infortuni muscolari impongono una grande prudenza. Gli incidenti di questo tipo in casa Juve sono ormai una costante dallo scorso campionato, il cui andamento ha subito pesanti condizionamenti dalla mancanza di giocatori importanti. Possibile che sia solo sfortuna?
giovedì 1 ottobre 2009

Bayern-Juventus 0-0 : punto pesante della Juve, ma ora si deve vincere!


La Juventus esce imbattuta dalla Allianz Arena di Monaco e conquista un pareggio importante nel prosieguo della Champions League: da adesso in poi, però, i Bianconeri dovranno vincere per non perdere altro terreno prezioso dopo il pari casalingo contro il Bordeaux. Al momento la Juventus è a due punti che le valgono solo il terzo posto nel suo girone.

Contro il Bayern Monaco, la Juventus si è presentata con una formazione offensiva e votata all'attacco, almeno sulla carta: i bavaresi hanno risposto per le rime, inserendo molti giocatori offensivi sin dall'inizio. A Trezeguet, Iaquinta, Diego e Camoranesi, il Bayern di Van Gaal ha contrapposto Olic, Klose, Müller, Robben e Ribéry. Ne è nata una gara molto intensa, tra due squadre che si temevano ma che volevano vincere: occasioni da un lato e dall'altro hanno caratterizzato un gran bel primo tempo, sostanzialmente equilibrato, che avrebbe potuto finire con qualche gol nel tabellino.

Il Bayern è partito subito molto forte, mettendo paura a Buffon nei primi minuti ma commettendo errori di precisione. La Juve poi si risistema e passa al contrattacco, trovando la porta con Camoranesi e sfiorando l'incrocio con una bella girata di Trezeguet. Oltre al solito Camoranesi, che si conferma il più in forma della Juventus, non ha tradito le attese Diego, seppur ancora non al top della forma: insieme a belle giocate offensive si è prodotto in recuperi difensivi da mediano puro, ricevendo grandi applausi dal pubblico bianconero.

La Juve ha sofferto un po' troppo sugli esterni, dove Robben e Ribéry hanno messo in difficoltà Grosso e Grygera: il problema era che i tedeschi attaccavano in sei, con frequenti sovrapposizioni. Al centro, invece, Chiellini e Legrottaglie se la sono cavata piuttosto bene, dopo aver preso le misure agli inserimenti degli avversari, che davano il solo Klose come punto di riferimento.

A parte qualche fiammata dei singoli (Ribery ha dimostrato di essere un grande campione!) la Juve ha contenuto bene i bavaresi, soffrendo in alcuni momenti ma insidiando anche la porta di Butt. Con l'ingresso di Poulsen per Diego, Ferrara passa ad un 4-4-2 molto corto che chiude ogni spazio. Alla fine Iaquinta e Trezeguet avrebbero anche la palla del vantaggio, ma non si capiscono: l'entrata di Amauri fa rifiatare un po' la difesa ed il centrocampo, dove Marchisio e Melo hanno dato tutto.

Un buon pari per la Juventus, dunque, che ha tenuto contro un Bayern Monaco molto intenso e votato all'attacco. La squadra di Ferrara, però, dovrà migliorare ancora un po' nella condizione fisica: alcuni calciatori sono apparsi stanchi. Segnali positivi sono invece giunti dal punto di vista del gioco collettivo.