domenica 29 novembre 2009

Cagliari-Juventus 2-0 Squadra senza idee, lnter a +8


La Juventus perde anche a Cagliari e scivola a -8 dall’Inter capolista: una Juve a tratti inguardabile, che ha fatto vedere tanto cuore nel finale, quando la notizia del rigore (guarda un po’) dei nerazzurri era ormai giunta. Non ci sono giustificazioni, né i due rigori negati ai bianconeri possono bastare come alibi per una prestazione largamente insufficiente.

Ferrara ha riproposto il 4-2-3-1 con Amauri unica punta supportata da Camoranesi, Diego e Marchisio, mentre l’atteso Del Piero si è accomodato in panchina come Felipe Melo, sostituito da Poulsen. Il Cagliari ha fatto vedere sin da subito un gioco molto compatto, fatto di pressing aggressivo e di linee cortissime ma anche di veloci azioni di contropiede.

In difesa, la Juventus è andata spesso in difficoltà: Cannavaro, preso molte volte in velocità, ha commesso numerosi errori a cui hanno posto rimedio Cáceres e Chiellini, mentre Molinaro ha fatto rimpiangere non poco Grosso. I due mediani hanno fatto un’onesta partita, anche perché i problemi tattici sono stati soprattutto in fase di costruzione del gioco.

L’attacco della Juventus è apparso ripetitivo e prevedibile: Amauri, servito male, era sempre solo in area a cercare di prendere di testa cross dai 20 metri in mezzo almeno a 3 difensori sardi che lo anticipavano regolarmente. Perché un attacco con cross dalle fasce sia efficace, infatti, è necessario che una punta faccia un movimento su un palo ed un’altra su quello opposto, con un laterale pronto a intervenire sull’altra fascia in caso di lancio troppo lungo ed almeno un battitore che possa raccogliere un’eventuale respinta corta della difesa. Tutto ciò non è mai avvenuto.

Aggiungiamo una condizione fisica non ottimale ed un nervosismo francamente poco giustificabile ed otteniamo un quadro disarmante della Juventus di questo periodo: Ferrara si sgola per chiedere al centrocampo di non stare troppo alto e a Diego di non allontanarsi dall’area, ma sembra tutto inutile. Il gol di Nené è stato un capolavoro tecnico, ma l’ingenuità di Marchisio nel lasciar battere la punizione a sorpresa e un Buffon meno marziano del solito hanno certamente contribuito.

Il secondo tempo non ha visto la Juve arrembante che ci si doveva aspettare: si è visto qualche cross telefonato in meno, ma poca incisività. Qualcosa, ma non molto, è cambiato con l’ingresso di Del Piero e Giovinco, che hanno fatto aumentare il peso offensivo della squadra, che ha mancato qualche occasione in cui avrebbe meritato maggior fortuna.

L’arbitro De Marco non è stato impeccabile su un vistoso spintone in area ai danni di Amauri e su un intervento scomposto di Biondini su Diego (questo fallo è stato eliminato da molti commentatori, ma è apparso netto!), così come in qualche ammonizione poco equilibrata. Però, quando Matri è sfuggito ad un irriconoscibile Cannavaro (molto meglio Chiellini col naso rotto e grondante di sangue!) ed ha segnato il 2 a 0, il Cagliari ha legittimato la vittoria. Un risultato sconcertante, che lascia aperti molti dubbi: quali le cause secondo voi? E' solo colpa di Ferrara?

Cori razzisti a Balotelli. Juventus rischia squalifica. Ma è giusto?


La Juventus rischia la squalifica del campo a causa dei cori razzisti contro Mario Balotelli intonati dai suoi tifosi nella gara contro il Bordeaux in Champions League. Attorno alla curva bianconera sta nascendo un vespaio di polemiche ed accuse molto dure, che danno anche l’opportunità a Mourinho e Moratti di caricare la sfida del 5 dicembre prossimo tra Inter e Juventus. Il portoghese è un maestro nel fare la vittima, anche se il patron Moratti non è da meno: ha infatti spiegato che ritirerà la squadra dall’Olimpico di Torino in caso di cori razzisti.

Il razzismo è una delle espressioni più alte della stupidità umana e non c’è alcuna giustificazione: certamente è un razzismo anomalo quello di persone che inneggiano ad un maliano (Sissoko è tra i più amati dalla curva della Juventus!) e poi offendono un italiano dalla pelle nera! Purtroppo Mario Balotelli, grandissimo calciatore, suscita antipatie e timori nelle tifoserie avversarie sia perché è molto bravo, sia perché ha un’aria da bulletto che indispone facilmente.

Ciò non giustifica minimamente i cori contro di lui, che vogliamo ancora una volta stigmatizzare. Tuttavia ci sembra eccessiva la richiesta di punizioni esemplari contro la Juventus ed i suoi tifosi: una società di calcio può (e deve!) garantire il servizio d’ordine, ma non può assicurare l’educazione di tutte le persone che entrano nel suo stadio. Inoltre bisogna riflettere un attimo su cosa sia un tifoso.

Definiamo tifoso una persona che, pagando un biglietto, assiste ad un evento sportivo augurandosi che una delle parti in causa vinca. Essere tifosi, quindi, non è uno status riconoscibile e difficilmente mutabile come la nazionalità o lo stato civile, ma è un’attribuzione arbitraria facilmente inscenabile. Se io, sostenitore della Juventus, metto una sciarpa dell’Inter, sono riconosciuto come supporter nerazzurro, pur non essendolo.

Teoricamente, poi, una persona può entrare allo stadio con l’augurio che la squadra X vinca ma, durante la gara, può preferire la squadra Y. Come si identificano con certezza i supporter di una compagine? Non è possibile farlo con precisione, ma si continua a dire che “i tifosi della Juventus intonano cori razzisti”. Quegli imbecilli che offendono alcuni calciatori dalla pelle nera fanno un danno alla Juve ed anche a tutta la tifoseria, tacciata di essere intollerante e barbara dalle semplificazioni dei giornali.

Vorrei chiudere con una provocazione: siamo sicuri che questi razzisti nelle curve bianconere siano realmente tifosi dalle idee riprovevoli e non degli “infiltrati” con il preciso scopo di mettere i bastoni tra le ruote alla Juventus?
giovedì 26 novembre 2009

Bordeaux-Juventus 2-0 Qualificazione rinviata


La Juventus esce sconfitta per 2-0 dal campo di Bordeaux e rimanda alla gara casalinga contro il Bayern Monaco, vittorioso contro il Maccabi, il discorso qualificazione agli Ottavi di finale di Champions League. Brutta gara, quella dei bianconeri, che hanno mostrato diversi passi indietro rispetto all'ultima uscita: si è rivisto in campo Marchisio (bentornato) ed ha fatto il suo esordio in Europa Immobile, ma le note liete terminano qui.

Il Bordeaux e la Juventus hanno presentato formazioni quasi speculari, schierate con il 4-2-3-1, ma la differenza l'ha fatta l'intensità di gioco. I francesi hanno messo in luce grande ritmo e velocità, soprattutto sulle fasce, operando un forte pressing nella zona mediana che ha bloccato molte trame di gioco della Juventus. Ferrara ha riproposto Felipe Melo in mezzo al campo assieme a Sissoko: Momo ha dato il suo contributo, mentre il brasiliano è andato spesso in difficoltà, sbagliando molti passaggi e commettendo falli inutili.

Ciò ha provocato un doppio svantaggio: gli attaccanti della Juve, Amauri davanti a Camoranesi, Diego e Del Piero, non hanno avuto quasi mai palloni giocabili ed inoltre si sono concessi al Bordeaux troppi calci piazzati. I francesi di Blanc hanno segnato circa l'80% delle reti da calci da fermo: la Juve gli ha concesso 10 corner e 22 punizioni!

Se a ciò aggiungiamo che i due gol subiti sono stati frutto di disattenzioni ed incredibili dimenticanze in marcatura, la frittata è completa! Probabilmente, con Cannavaro invece che Legrottaglie al centro della difesa, vi sarebbe stato un atteggiamento generale diverso, ma è solo un'ipotesi. Anche in avanti, a parte un paio di tiri di Diego ed un'occasionissima mancata dal brasiliano ed Amauri su l'unica giocata incisiva di Del Piero, la Juve ha avuto difficoltà: Ferrara ha cambiato le posizioni dei 3 attaccanti dietro l'italo-brasiliano, ma specialmente Del Piero ha avuto grossi problemi nel coprire un'area di campo, quella della trequarti di sinistra, più ampia di quella coperta dalla seconda punta in un 4-4-2.

Le sostituzioni di Ferrara sono parse quantomeno originali: Del Piero ha fatto posto ad Immobile che è divenuto la punta centrale con l'uscita di Amauri e l'ingresso di Giovinco. Si possono fare mille ipotesi, adesso, ma forse la profondità di Iaquinta e la pericolosità di Trezeguet sui calci piazzati (anche in fase difensiva!) avrebbero fatto molto comodo... In ogni caso, nulla è compromesso in questa Champions League. Ma, come diciamo da troppo tempo, la Juventus deve fare qualcosa per trovare una continuità di risultati e soprattutto di gioco.
mercoledì 25 novembre 2009

Cori a Balotelli: Juventus multata.


La Juventus è stata multata per 20.000 € a causa dei cori contro Balotelli intonati da una parte della tifoseria durante l'ultima gara all'Olimpico di Torino con l'Udinese. Il Giudice Sportivo ha ritenuto "insultanti" le parole che si sono levate in "4 occasioni" da alcuni settori dello stadio bianconero contro l'attaccante di colore dell'Inter.

Il coro incriminato recita: "se saltelli muore Balotelli", a cui ha fatto seguito un meno fantasioso "Materazzi figlio di p...". Negli stadi, si sa, non si brilla certo per eleganza o rispetto degli avversari, specie quando sono forti e temibili. Ciò premesso sembra davvero eccessiva la decisione del Giudice Sportivo che parla di "cori incitanti alla violenza", visto che simili canzoncine, per niente edificanti, sono la norma negli stadi italiani ed esteri.

La goliardia delle curve è nota e forse si sta assumendo, da parte degli organi federali dello sport, un atteggiamento di severità di facciata volta a mascherare delle grandi lacune nell'arginare fenomeni realmente violenti che avvengono negli stadi. In ogni caso 20.000 € non sono una cifra esorbitante per la Juventus, a cui è stato riconosciuta l'attenuante di essersi dissociata tempestivamente: il clima generale, però, sembra decisamente inadeguato. Che ne pensate?
domenica 22 novembre 2009

Juventus-Udinese 1-0


La Juventus tiene il passo dell'Inter e batte in casa l'Udinese per uno a zero: una partita che ha visto il rientro di Sissoko e Del Piero, il cui ritorno in campo ha messo in evidenza quanto siano mancati alla squadra bianconera. Se si considera che manca ancora Marchisio e che Diego fa progressi ad ogni gara e dà sempre l'impressione di poter dare di più, i margini di miglioramento sono notevoli.

L'Udinese ha mostrato evidenti limiti in attacco, per via della defezione, trale altre, di Di Natale: Marino ha pertanto impostato la gara sulla difensiva, con uno schieramento 4-5-1 cortissimo e con almeno otto calciatori dietro la linea della palla in fase di non possesso. L'unica punta Floro Flores ha messo in difficoltà la linea difensiva bianconera solo in un paio di occasioni, quando il fuorigioco non ha funzionato a dovere e, soprattutto, Felipe Melo ha cercato in tutti i modi di creare problemi ai suoi.

Il regista brasiliano non era affatto in giornata: ha sbagliato passaggi semplici, ha scelto soluzioni troppo prevedibili facendosi anticipare e ha temporeggiato quando non doveva, finendo col perdere palla. Il 4-2-3-1 di Ferrara si regge a centrocampo grazie ad un Poulsen sorprendentemente reattivo e propositivo: il gioco è semplice, basta far arrivare la palla ad uno dei quattro d'attacco.

Gli attaccanti bianconeri si alternano bene, fanno movimento e si procurano diverse occasioni: una, la più clamorosa, con Amauri, che si vede respingere un'ottima deviazione ravvicinata da Handanovic, autore di un'altra grande parata su un forte destro di Diego. Sono soprattutto le fasce juventine a mettersi in mostra, con Caceres e Grosso in grande spolvero in entrambe le fasi, dove anche Giovinco e Camoranesi fanno vedere spirito di sacrificio e senso tattico.

Ma la gara non si sblocca se non con un azzardo tattico: Grosso inizia l'azione offensiva dalla trequarti scaricando a Poulsen ed inserendosi nello spazio centrale; il Danese apre dall'altra parte per l'avanzante Caceres che dal fondo rimette al centro e pesca benissimo Grosso che, liberissimo, appoggia in rete. La partita resta in mano bianconera anche grazie all'ingresso di Sissoko e Del Piero: con l'entrata del Capitano, Diego diventa ala sinistra in un 4-4-2 un  po' atipico, ma è soprattutto Sissoko a fare da diga in mezzo al campo e a fare un'eccellente fase propositiva (arriva anche al tiro un paio di volte).

Del Piero si è mosso molto, ha tenuto palla ed ha pressato tanto, arrivando persino a farsi ammonire: il gol arriverà presto. Il 4-4-2 ha permesso di accorciare ulteriormente gli spazi e di addormentare la gara, anche se ha sacrificato molto Diego che ha finito per fare il tornante: la sostituzione con De Ceglie è stata la naturale evoluzione del cambiamento tattico. La Juventus incamera 3 punti fondamentali, insomma, ma ci sarebbe piaciuto vedere la coppia Diego-Del Piero in un modulo tattico che ne esaltasse maggiormente le qualità: per voi è possibile la co-abitazione? E con quale modulo?

Infortunio Trezeguet: stop di un mese.


Abbiamo ormai perso il conto degli infortuni alla Juve di questa stagione: si aggiunge David Trezeguet, che ha riportato una distrazione al polpaccio sinistro dovuta ad una lesione di primo grado del tessuto muscolare. Lo stop previsto è di 30 giorni, il che significa che l'attaccante franco-argentino potrebbe addirittura non riuscire a tornare in campo prima della sosta natalizia!

Ora che rientrava Del Piero e con Trezeguet che aveva raggiunto un record per lui molto importante (sente Omar Sivori come un suo connazionale!), è arrivato questo nuovo infortunio. Abbiamo decisamente esaurito gli argomenti in merito: si gioca troppo, allenamenti troppo duri, condizioni del campo di Vinovo discutibili, sedute in palestra inadeguate... Il motivo non lo sappiamo, ma tutti questi infortunati sembrano davvero eccessivi!!!!

Che qualche cosa potesse non andare perfettamente negli allenamenti fisici, era stato sospettato da qualcuno quando Del Piero, qualche tempo fa, si impuntò per avere un suo preparatore atletico personale: certo, il Capitano bianconero aveva più di un motivo per prestare la massima attenzione alla sua integrità fisica dopo i tanti incidenti, ma forse aveva anche capito che alla Juventus c'era qualcosa che non andava.

In realtà, proprio Del Piero ha finito per infortunarsi nuovamente e nonostante il suo staff atletico individuale: forse è vero che le condizioni del campo di allenamento a Vinovo non sono tra le più idonee (nebbia, vento ed umidità non rendono affatto più gradevoli le sedute!).

Facciamo i nostri auguri a David Trezeguet perché possa guarire e tornare presto in campo: nella speranza che qualcosa, in questa strana tendenza, cambi. Per ora registriamo un nuovo affaticamento di Marchisio, dato per rientrante. Speriamo bene...
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mercoledì 18 novembre 2009

Amauri e Nazionale: passaporto italiano in arrivo


La telenovela Amauri in Nazionale è ben lontana dal dirsi conclusa: il passaporto italiano del calciatore brasiliano della Juventus dovrebbe arrivare a breve, ma l'Italia è divisa in merito alla sua convocazione da parte di Mister Lippi. Un altro oriundo dopo Camoranesi, insomma, sembrerebbe essere poco digerito dai tifosi ed anche da alcuni giocatori azzurri.

Pazzini, infatti, non ha nascosto la sua insofferenza in merito all'argomento Amauri in Azzurro: "non mi interessa, perché è un calciatore brasiliano", ha spiegato. Un po' come a dire che non sarebbe proprio il benvenuto! Gli ha fatto eco, seppur con toni molto meno diretti, Zambrotta insieme ad altri calciatori di cui non conosciamo il nome ma che, da quel che si dice, non vorrebbero che il brasiliano della Juventus entrasse nel gruppo della Nazionale.

L'attacco, a ben guardare, non è il reparto meno nutrito della nostra Selezione, con eccellenti calciatori già sicuri di partire per i Mondiali del Sudafrica: tra questi ricordiamo Vincenzo Iaquinta, una pedina inamovibile per gli schemi di Lippi. Tuttavia gli juventini della Nazionale Azzurra sembrerebbero gradire non poco la presenza di Carvalho Amauri: loro più di tutti conoscono le qualità del giocatore e sanno bene che, anche quando non segna, il suo gioco è sempre decisivo per i movimenti offensivi.

Insomma, si prospetta un'altra grana per Lippi dopo il caso Cassano, momentaneamente messo in stand-by. Tra le altre cose, tutta la documentazione per la naturalizzazione di Amauri dovrebbe arrivare in Italia non prima del 5 marzo prossimo, data in cui la Nazionale Italiana affronterà il Camerun nell'ultima amichevole pre-mondiale. Ciò significa che Amauri, se convocato, farebbe eventualmente il suo esordio in maglia azzurra in uan gara dei Campionati del Mondo. Che sia un campione è fuori discussione, ma le condizioni generali appaiono complicate: che ne pensate?
domenica 8 novembre 2009

Atalanta-Juventus 2-5 Bianconeri a -4 dall’Inter


Spettacolare partita allo stadio Azzurri d’Italia di Bergamo, dove la Juventus ha battuto per 5-2 l’ottima Atalanta di Antonio Conte. Ferrara porta sul pesante campo bergamasco la Juve migliore del momento che si schiera con il 4-5-1: Trezeguet è l’unica punta, supportato da Giovinco, Diego e Camoranesi. L’Atalanta risponde con il 4-4-2 classico che diviene 4-2-4 in fase di possesso. Ne viene fuori una partita bellissima che vede la Juve segnare 8 gol (tre giustamente annullati) e subirne due.

La prima parte è di marca atalantina: gli uomini di Conte sfruttano la loro velocità ed i cambi di gioco ispirati da Guarente e Padoin, che si affidano soprattutto ai movimenti di Tiribocchi e Valdés, mentre Doni appare un po’ sottotono. La Juve spinge molto sulle fasce grazie a Grosso e Cáceres e blocca le ripartenze nerazzurre con una linea difensiva molto alta, che la espone a qualche rischio. Nel momento migliore degli avversari, però, Trezeguet mette in mostra la sua specialità svettando di testa su un bel cross di Cáceres: il gol è annullato per fuorigioco.

Ma l’inerzia della gara è cambiata ed arriva il gol, sempre di testa, di Camoranesi, che sfrutta un’azione sulla destra di Grosso ed anticipa tutti con una scelta di tempo da vero campione. L’Atalanta non c’è più e, sempre da un’azione di Grosso, stavolta sulla sinistra, la difesa nerazzurra rinvia con difficoltà un pallone vagante che finisce tra i piedi di Camoranesi al limite dell’area: il controllo ed il tiro dell’italo-argentino sono da manuale e la Juve va sul 2-0.

I Bianconeri hanno controllato per lunghi tratti la gara grazie ad un encomiabile lavoro dei 4 attaccanti: il loro pressing alto ha infatti costretto gli atalantini a ricorrere al lancio lungo, evitando molte volte le azioni manovrate che solitamente prediligono. Tuttavia il pressing non si può effettuare di continuo ed in una di queste rare pause l’Atalanta ha accorciato le distanze, grazie ad un bel gol di Valdés partito sul filo del fuorigioco ed ispirato da un ottimo Guarente. I fantasmi della gara contro il Napoli si fanno sentire e la Juve si catapulta in attacco trovando due gol annullati per fuorigioco a Melo e Poulsen ed infine segnandone uno buono con un grandissimo tiro dalla media distanza del centrocampista brasiliano.

Non passa molto e Ceravolo torna ad accorciare le distanze con un altro gran gol nato da un cambio di gioco: i nervi tornano a farsi tesi. Ci vorrà una bella combinazione tra Camoranesi (migliore in campo) e Diego per portare quest’ultimo solo davanti a Consigli e batterlo con un delizioso sinistro per il 2-4. La Juve continua a spingere ed arriva anche il gol numero 167 di Trezeguet, che agguanta il compianto Omar Sivori.

Prendiamo atto di un miglioramento nel gioco, nelle distanze tra i reparti e nell’atteggiamento mentale: lo avevamo detto anche dopo la gara contro la Sampdoria, speriamo che adesso la Juventus non ci riservi altri passi falsi. Per ora ci godiamo il -4 dall’Inter, nell’attesa magari di un regalo domani da parte di Mister Ranieri.
sabato 7 novembre 2009

Atalanta-Juventus: Conte contro Ferrara, un tuffo nel passato bianconero


Atalanta-Juventus di questa sera sarà un ritorno al passato molto nostalgico per i tifosi bianconeri: sarà inevitabile tornare col pensiero a quella Juventus di Lippi di cui Conte e Ferrara erano due punti fermi e che vinceva in Italia ed all'estero. Era una squadra, quella, dove i campioni (e ce n'erano tanti!) si mettevano al servizio del gruppo e del gioco e non viceversa: entrambi i tecnici, oggi, cercano di trasferire quel loro carisma alle rispettive compagini.

Atalanta e Juventus attraversano due periodi particolari: i bergamaschi hanno cambiato tecnico ed atteggiamento tattico, così come gli juventini, ai quali però non è concesso alcun errore né uscita fuori dagli schemi (come nella partita scorsa la reazione rabbiosa di Doni alla sua sostituzione nei confronti di Conte). Il pericolo è che la gara si trasformi in un gioco a non farsi del male, dettato più dalla paura di perdere che non dalla voglia di vincere.

In questo dovranno essere bravi i due tecnici, entrambi molto votati all'attacco e desiderosi di conquistare la vittoria su ogni campo e contro ogni avversario. La Juventus ha dimostrato di andare in difficoltà contro squadre particolarmente carismatiche (vedi il Napoli) e di subire eccessivamente alcuni movimenti offensivi: l'Atalanta, con Acquafresca e lo stesso Doni, ha ottime armi in attacco, tutte molto mobili e quindi da temere.

La Juventus, dal canto suo, potrà contare su un impianto offensivo di primissima qualità, dove Camoranesi, Diego e Giovinco supporteranno Trezeguet unica punta. Il modulo ha sinora dato risultati apprezzabili, ma adesso serve continuità. A partire da stasera...
mercoledì 4 novembre 2009

Champions League: Maccabi Haifa-Juventus 0-1


La Juventus bissa la vittoria per uno a zero del turno scorso contro gli israeliani del Maccabi Haifa e guadagna tre punti pesantissimi per il prosieguo della Champions League: nel suo girone è ad 8 punti e saldamente al secondo posto, con il Bordeaux a 10 e sicuro della qualificazione ed il Maccabi ancora a 0 e certo del contrario, l'unica insidia potrà essere rappresentata dal Bayern Monaco a 4 punti. La Juve potrà perciò gestire un buon vantaggio e giocarsi con i francesi la prima posizione.

Dal punto di vista tattico, la gara con gli israeliani ha visto confermare il modulo 4-5-1 con alcune differenze con la partita contro il Napoli: Legrottaglie sostituisce Cannavaro, Caceres Grygera, Tiago Giovinco e Amauri Trezeguet. La Juventus parte molto forte, nel tentativo di raggiungere subito il gol che non arriva solo per bravura del portiere avversario: Diego si muove molto e prende tante botte, lo stesso fanno Amauri e Camoranesi. Tiago, anche questa volta, seppur schierato sulla linea dei mediani come preferisce lui, non si è mai visto e nel secondo tempo è stato sostituito da un più mobile De Ceglie.

La Juventus non ha mai realmente perso il controllo della partita, grazie soprattutto alla buona regia di Felipe Melo, ottimo anche in fase di contenimento: tuttavia si sono registrate alcune preoccupanti disattenzioni difensive che potevano costare care. La più grande occasione della gara, gol escluso, è stata appannaggio del Maccabi, il cui attaccante si è visto respingere due volte la sua conclusione dall'area piccola da un Buffon in versione saracinesca. La difesa bianconera, però, ha ballato clamorosamente: su calcio d'angolo non è possibile perdere il presidio del cuore dell'area piccola e permettere anche il tiro sulla ribattuta all'avversario!

Un'altra azione su cui gli israeliani si sono resi pericolosi è stata quella dei cross dalla fascia destra bianconera e con i cambi di gioco sulla sua sinistra: Grosso appare in difficoltà, ma non solo lui, nelle chiusure di questo tipo, il che è ancor più strano se si considera che il numero 6 juventino ha nel suo bagaglio tecnico un'ottima diagonale difensiva.

In attacco il gol di Camoranesi è un compedio di quello che il nuovo modulo può offrire: azione sulla destra di un ottimo Caceres che mette in mezzo e trova il tiro al volo di Mauro a centro area che ci regala i tre punti. Grazie alla spinta dei laterali di difesa i 2 centrocampisti offensivi hanno saputo creare superiorità su tutto il fronte dell'attacco, sottraendo anche punti di riferimento alla difesa del Maccabi.

In ogni caso la Juve ha sofferto troppo in qualche frangente, mostrando un calo mentale e fisico che l'ha portata ad allungarsi pericolosamente nel periodo migliore degli israeliani (che sono stati per fortuna poco incisivi). Probabilmente ai bianconeri manca un po' di personalità: quella personalità che porterà Del Piero al suo rientro. Ora più che mai la Juve ha bisogno del suo Capitano...