domenica 31 gennaio 2010

Zaccheroni, la Juve e il modulo 3-4-3


Manca poco all'esordio di Zaccheroni alla guida della Juventus e la curiosità, come prevedibile, è tanta. Tutti i tifosi si aspettano una scossa ed una reazione che sinora, nonostante tanti cambiamenti tattici effettuati da Ferrara, non si è mai vista. Ed è proprio il modulo 3-4-3 caro al nuovo allenatore che suscita il maggiore interesse.

Come giocherà la nuova Juve? La squadra può permettersi una difesa a tre? Chi giocherà sulle fasce? Queste e mille altre domande caratterizzano la vigilia di Juventus-Lazio, match tra due squadre in forte crisi che potrebbe sopire definitivamente le speranze di una delle due.


Prima di vedere all'opera Zac e i suoi, concediamoci qualche riflessione tattica. Il 3-4-3 prevede un'attenzione maniacale agli equilibri dei reparti: se questo viene meno si può rischiare uno schiacciamento eccessivo in difesa, con conseguente impossibilità di ripartire in contropiede, oppure uno sbilanciamento offensivo con inevitabili spazi per le ripartenze avversarie.

Per attuare questo modulo di gioco è quindi imprescindibile la compattezza dei reparti e la mobilità dei calciatori: le 3 punte devono, almeno due a turno, iniziare a portare il pressing sin dalla trequarti avversaria, così da limitare la prima fonte di gioco. I centrocampisti, dal canto loro, hanno il compito di fare da filtro sulla regia avversaria e sugli attacchi laterali: le fasce sono presidiate dagli attaccanti e dalle ali (mi piace usare questo termine un po' fuori moda!) ma non dai terzini, che in questo modulo mancano.

I due laterali di centrocampo hanno un compito fondamentale nel 3-4-3: se restano troppo in copertura i due centrali di metà campo non hanno altra scelta che lanciare lungo sugli attaccanti in verticale (un gioco prevedibile a lungo andare), mentre, se restano a supporto dell'attacco, vanificano il filtro centrale e spalancano le porte agli attacchi dei laterali avversari.

Non sappiamo se mister Zaccheroni avrà avuto il tempo di spiegare tutte queste dinamiche ai suoi calciatori, che quest'anno si sono ritrovati a cambiare modulo in più occasioni e con risultati deludenti. Certo è che la Juventus non dispone di calciatori esterni in grado di interpretare il gioco richiesto dal nuovo allenatore, che dovrà anche risolvere il rebus Diego ed il tristemente noto centrocampo a rombo.

Probabilmente Zac si affiderà ai calciatori di maggiore esperienza, con una difesa a tre composta da Chiellini, Cannavaro ed uno tra Caceres e Grygera; un centrocampo con Melo e Sissoko al centro e Candreva e Salihamidzic (forse il più adatto al ruolo di esterno) sulle fasce; Diego dietro le punte Amauri e Del Piero. Ma non va escluso che, viste le defezioni di uomini determinanti, l'allenatore non decida di affidarsi ad un già visto 4-3-1-2: i calciatori lo applicano da tempo e, se il problema della Juve è soprattutto mentale come sostiene lui, forse non sono necessarie, per il momento, grandi rivoluzioni tattiche.

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