mercoledì 17 marzo 2010

Arbitri e Juventus: Bianconeri i meno favoriti tra le prime 5 squadre


Il rapporto tra arbitri e squadre di vertice, si sa, è da sempre problematico. Si parla di favori arbitrali ai team più forti, la Juventus qualche anno fa insieme al Milan, oggi l'Inter, si scomodano processi psicologici complessi come la cosiddetta sudditanza psicologica o ancora si vanno a costruire processi giudiziari come quello di Calciopoli (nella foto l'arbitro Paparesta) che ha avuto come unico effetto quello di snaturare il calcio italiano sulla base di sospetti mai provati e ricostruzioni parziali e problematiche.

Quello degli arbitri a favore della Juventus è però un tema formidabile che viene riproposto ogniqualvolta si verificano delle situazioni dubbie (o presunte tali) che avvantaggiano i bianconeri. L'ultima occasione, in ordine di tempo, è stato il rigore concesso alla Juventus contro il Genoa per fallo ai danni di Del Piero avvenuto fuori area. Gasperini parlò di "furbata" del Capitano e ne nacque l'ennesimo polverone sui favoritismi verso i bianconeri.


Il calcio, lo sappiamo, è fatto di chiacchiere e passione, e non ci sottraiamo a questa logica nemmeno su queste pagine. Tuttavia riportiamo un'inchiesta statistica del Corriere dello Sport in cui vengono evidenziati, dati alla mano, i favori arbitrali nei confronti delle prime 5 squadre del campionato italiano.

Il risultato è sorprendente per quanti hanno ritenuto la Juventus il maggior beneficiario delle decisioni dei direttori di gara. Facendo un rapporto tra numero di falli commessi ed ammonizioni/espulsioni ricevute, la Juventus è in testa  a questa speciale classifica, mentre è ultima per numero di rigori a favore. Inoltre, pur subendo lo stesso numero di falli in media a partita, gli avversari della Juve ricevono oltre il 15% di cartellini in meno rispetto a quelli di Inter e Milan.

E' una statistica, nulla di più, ma può servire a confrontare le impressioni veicolate da giornali e tv con dei dati reali: l'entità del singolo episodio, va da sé, è impossibile da quantificare numericamente. E per fortuna, aggiungiamo noi: così il calcio parlato può restare una scienza inesatta ma ricca di passione...

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