martedì 9 marzo 2010

Zaccheroni: "modulo 4-3-2-1 mi ha convinto"


La Juventus di Zaccheroni sta pian piano ritrovando una sua identità di gioco ed un atteggiamento tattico lineare: la cura Zac non è certo finita, ma iniziano a vedersi i primi frutti. Se non ci fosse stata la clamorosa svista difensiva tra Manninger e De Ceglie probabilmente adesso staremmo parlando di una Juve ritrovata nel gioco e nei risultati: evidentemente il lavoro è ancora lungo.

Contro la Fiorentina la Juventus si è schierata con un modulo 4-3-2-1, detto anche "ad Albero di Natale", reso celebre da Ancelotti nel suo ultimo Milan Campione d'Europa. Si tratta di un sistema di gioco che accorcia molto le distanze tra i reparti, favorisce gli scambi brevi palla a terra, ma permette allo stesso tempo di giocare improvvisamente sulla profondità della prima punta che, con i suoi movimenti, apre spazi per i due attaccanti laterali.

In questo modulo i laterali di difesa fanno un lavoro sfiancante: devono coprire l'intera fascia ed arrivare al cross dal fondo: perché non vi siano scompensi difensivi con le frequenti avanzate dei terzini, è necessario che i tre centrocampisti facciano azione di filtro sulle ripartenze avversarie, rallentandole.


In fase di non possesso si può attuare un pressing rigoroso sin dalla trequarti avversaria, mentre nelle occasioni in cui si lascia agli altri la gestione del gioco è possibile trasformare lo schieramento in un 4-5-1 ed alzare la linea difensiva per chiudere ogni spazio.

Contro la Fiorentina, la Juventus ha applicato bene il modulo: Diego e Candreva hanno dimostrato un'intesa molto promettente, con scambi veloci e triangolazioni ben fatte anche aldilà del gol. Marchisio, Sissoko e Melo hanno operato discretamente da incontristi, recuperando diversi palloni e bloccando gli attacchi avversari in momenti cruciali.

Trezeguet, come qualcuno ha fatto notare, non è entrato quasi mai in partita: ciò nonostante è arrivato al tiro un paio di volte, senza impensierire però Frey. Con Amauri o Iaquinta, che partecipano di più alla manovra di costruzione del gioco, le opportunità di offendere si moltiplicano. Entrambi possono arretrare per ricevere il pallone spalle alla porta: questo movimento costringe un difensore avversario a salire lasciando un "buco" dietro, nel quale potranno inserirsi i vari Del Piero, Diego, Giovinco o Candreva.

Oppure si può giocare sulla profondità. Iaquinta è un maestro nello scattare a tempo, sul filo dell'offside, e bruciare in velocità i suoi difensori: in questo modo si crea uno spazio tra i difensori e i centrocampisti avversari, uno spazio che dà margini di manovra ai due attaccanti laterali della Juventus.

Per attuare bene il 4-3-2-1 c'è bisogno di piedi buoni, equilibri tattici e disposizione al sacrificio in alcuni ruoli. Lo smarrimento di De Ceglie su Marchionni nella partita contro la Fiorentina può essere imputato anche alla scarsa lucidità del calciatore, che aveva percorso già molte volte la sua fascia di competenza  a gran velocità. Se si riuscisse a risolvere anche questo problema difensivo (la Juventus prende sempre gol da 13 partite!), Zaccheroni avrebbe una buona base su cui costruire il futuro prossimo della Juve.

1 commento:

Marco ha detto...

Se quell'unica punta è Iaquinta il modulo si può fare altrimenti no...e cmq la cosa più importante nn è il modulo ma è la tattica che riesce a dare un allenatore...e Zac ci sta riuscendo!

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