sabato 17 aprile 2010

Inter-Juventus 0-2 ma i Bianconeri possono recriminare


Inter-Juve senza polemiche sarebbe impossibile, men che meno in una fase delicata come quella attuale. Tuttavia, la gara vista ieri ha messo in luce non bel gioco ma soprattutto rabbia e tensione. L'espulsione di Sissoko nel primo tempo ha finito per condizionare una partita che la Juventus stava interpretando bene, mettendo in grossa difficoltà l'Inter.

Zaccheroni (foto) aveva preparato la gara con attenzione, puntando molto sulla copertura su Sneider e sui movimenti che l'Inter è bravissima a fare nella trequarti-campo avversaria. Conseguentemente, i nerazzurri cercavano di spingere sulle fasce nel tentativo di allargare la Juve che però, con Iaquinta, Diego e Del Piero, rappresentava una minaccia costante per la retroguardia di Mourinho.

Ed infatti i primi tre tiri in porta sono stati di marca bianconera, cosa che non succedeva da un'infinità di partite. Era chiaro che l'orgoglio juventino della vecchia guardia spingeva tutti a dare il massimo e l'Inter soffriva la Juventus corta e reattiva del primo tempo. E, come spesso capita a Mourinho, quando non riusciva ad avere la meglio sugli avversari iniziava a provocare.


Thiago Motta, ad esempio, ha detto qualche parolina di troppo a Sissoko e lo ha spintonato a palla lontana: l'arbitro Damato ha optato per ammonire entrambi, una scelta che sarà fatale per la Juve. Il nervosismo è aumentato col passare dei minuti e, dopo un brutto fallo di Melo (giustissimo il giallo), anche Momo si è fatto cogliere dai nervi e si è guadagnato un secondo giallo, giusto questa volta.

La Juve in dieci non mette più grande pressione all'Inter, che può spadroneggiare in campo come vuole. Zaccheroni sceglie di togliere Del Piero per far posto a Poulsen: una valutazione poco felice, in virtù di quell'orgoglio di cui parlavamo prima, ma che il Mister ha motivato con la miglior freschezza atletica di Diego. A dire il vero, il Brasiliano era reduce da un infortunio e non poteva essere al meglio, a prescindere dalla sua irrilevanza tattica: certo, dribbla, corre e tiene palla, ma lo fa in zone del campo dove non incide sulla manovra collettiva.

Iaquinta è l'unico a dare profondità e la Juve comincia a perdere molte energie, pur giocando molto compatta e con un pressing assiduo. L'uscita di Iaquinta per Amauri, prima gara da italiano, rappresenterà un nuovo cambio tattico: Amauri avrebbe dovuto tener palla e far salire un po' la squadra per rifiatare, ma non gli è riuscito.

Al contrario, mentre Iaquinta aveva difeso benissimo con recuperi eccellenti, Amauri ha fallito la chiusura su Maicon, facendosi saltare con un sombrero prima del gran gol del brasiliano. La gara finisce lì: la Juventus non aveva più energie e se l'Inter ha fatto il 2-0 è stato anche per sfortuna: da un tiro sporco di Balotelli è nato un assist per Eto'o a centroarea, dove Cannavaro si è fatto sorprendere alle spalle. La Juventus è finita lì, come forse anche l'orgoglio di molti calciatori.

Tuttavia vogliamo segnalare in ultimo un episodio avvenuto nel primo tempo e che in tv, probabilmente, non sarà evidenziato. Samuel, neanche ammonito nonostante un'infinità di falli, su calcio d'angolo in favore della Juventus ha dapprima denudato Chiellini togliendogli la maglia (capisco l'attrazione, ma a tutto c'è un limite!) e poi, sempre per le continue trattenute, è stato ammonito dall'arbitro Damato. Bene, ho riletto il regolamento del gioco del calcio ed ho scoperto che, udite udite, un fallo in area di rigore, anche se non punito con la sanzione disciplinare, è da punire con il calcio di rigore!

La scelta di ammonire Samuel a gioco fermo, non per proteste ma per un fallo, ha chiaramente privato la Juventus di un rigore che, a quell'altezza temporale, con i bianconeri ancora in 11, avrebbe forse cambiato le sorti della partita. Ma quest'anno va così...

1 commento:

Marco ha detto...

Ma cm si fa a togliere Del Piero e nn Diego??? è li che la Juve ha perso la partita ha rinunciato ad attaccare!!

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