domenica 4 aprile 2010

Juventus imbarazzante perde 3-0 con l'Udinese. Tifo senza parole.


3-0 in casa dell'Udinese, che prima della gara era ai margini della zona retrocessione, non approfittare della sconfitta del Palermo e raggiungere il record di sconfitte della sua storia: la Juventus è nel pieno di un incubo da cui nessuno sembra sapere come risvegliarsi. La società opta per il silenzio stampa e, alla luce di quanto visto in partita, c'è davvero poco da dire.

Si è vista una Juventus confusa, stanca ed impaurita, tre qualità che non fanno parte del DNA bianconero: o meglio, purtroppo, non appartevano, se non a tratti, alla storia della Juve sino ad oggi. Zaccheroni è tornato al Friuli con una squadra prudente, schierata con un 4-4-2 votato al contenimento delle vivaci tre punte udinesi.

Amauri e Del Piero, sostenuti da Camoranesi e Marchisio sulle fasce, dovrebbero dar fastidio alla difesa di casa con le loro combinazioni, ma ci riescono solo nei primi 10 minuti. Una bella rovesciata del Capitano è bloccata cono un braccio da un difesore avversario (ci sarebbe il rigore per l'intervento scomposto) ed un bel tiro di Camoranesi è bloccato bene da Andanovic.


L'Udinese, dal canto suo, allarga la difesa bianconera con i tagli ampi e frequenti dei suoi attaccanti: Cannavaro e Zebina oppongono una certa resistenza, ma Legrottaglie e De Ceglie non sono nella loro migliore giornata. E si vede. Di Natale (foto), con un bel tiro dalla destra dell'area, batte Manninger, ma la palla finisce sul palo: nonostante De Ceglie sia in vantaggio su Sanchez, si lascia sorprendere dal rimbalzo e l'attaccante udinese (con un sospetto controllo di mano), può insaccare con facilità.

Dopo 10 minuti la Juve è già sotto di un gol: non è una novità, quest'anno, ma non si coglie alcuna reazione. L'unico tiro in porta del primo tempo dopo lo svantaggio nasce da una punizione di Del Piero ben parata da Andanovic. Zaccheroni cambia modulo e dà vita ad un 4-3-3 atipico: Amauri al centro con Camoranesi e Del Piero ai lati.

Risultato: la squadra si spacca in due tronconi, gli esterni rimangono troppo lontani dalla porta e Amauri resta solo contro i centrali udinesi. Sissoko e Melo vengono scambiati di ruolo, con evidenti limiti: se il brasiliano fa vedere qualcosa di buono in avanti (ma più per caso), Momo è in difficoltà in cabina di regia e rischia un po'. Marino, che ha ben capito questa difficoltà, fa pressare ai suoi i portatori di palla del centrocampo, obbligando la Juve ad impostare con Cannavaro e Legrottaglie, che non possono fare altro che lanciare lungo per la testa di Amauri (che non la prende mai).

Mettiamoci anche che Marchisio non incide ed il quadro, desolante, è completo. La Juventus cerca di gettarsi in avanti con la forza della disperazione e prende due gol in contropiede. La difesa scombinata di Zaccheroni permette prima a Di Natale di presentarsi solo davanti a Manninger e poi, sulla parata di quest'ultimo, concede a Pepe il tempo di fermare il pallone, mirare e tirare nella porta sguarnita dal limite dell'area.

La partita non esiste più. Iaquinta e Giovinco danno un po' di vivacità e, con un pizzico di fortuna in più, forse sarebbe arrivato anche un gol. Ma è l'Udinese ad offrire le migliori giocate, con triangolazioni palla a terra così nitide da sembrare il Barcellona di Guardiola. Il gran gol di Di Natale, libero di girare in porta un cross dalla destra, è il coronamento di un incubo: la Juve è troppo brutta per essere vera, gioca poco e malissimo. Vedere Ranieri, frettolosamente cacciato l'anno scorso, contendere ad un punto dalla vetta lo scudetto all'Inter, con una squadra che veniva data per finita, fa male...

1 commento:

Marco ha detto...

Squadra imbarazzante!

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