domenica 2 maggio 2010

Catania-Juventus 1-1 Addio Champions League, stagione fallimentare


La stagione 2009/2010 della Juventus può dirsi ufficialmente fallimentare: tutti gli obiettivi minimi sono stati mancati. Il posto in Champions League, partendo magari dai preliminari, era stato un obiettivo possibile sino a qualche settimana fa, quando anche Zaccheroni ha iniziato ad inanellare sconfitte. Contro il Catania è arrivato un pareggio che, unito agli altri risultati, fa sì che la Juve sia matematicamente almeno settima, in che quest'anno significa Europa League.

Un pareggio, quello contro la squadra di Mihailovic, che arriva dopo 4 sconfitte esterne consecutive e che mette in luce la confusione che regna sovrana nella Juventus di quest'anno. Niente gioco, solo tensione, errori di misura e scarsa collaborazione tra i calciatori.  Zaccheroni ne è l'emblema a fine partita, quando risponde qualcosa tipo "mancano ancora 3 partite e dobbiamo crederci sino alla fine": e al giornalista che gli fa notare che di partite ne mancano solo due, risponde con delle scuse dimesse.


Era chiaro che credere nel quarto posto era pura utopia, ma era l'unica maniera di guardare ancora le partite con lo spirito giusto, quello spirito che la Juventus ha perduto da mesi. Schierata con un 4-3-1-2, la squadra ha messo in evidenza buona corsa, qualche interessante verticalizzazione su Iaquinta e tanta imprecisione.

Anche Del Piero (foto), di solito implacabile sotto porta, ha sbagliato in più occasioni (una davvero clamorosa!) il gol del vantaggio, mentre Iaquinta e Marchisio si sono mossi bene. Le occasioni da rete, però, sono arrivate solo per caso o su calcio piazzato. Zebina e De Ceglie hanno spinto tanto, ma in modo sterile. E' evidente che a questa Juve manca una regia!

Il Catania ha chiuso bene gli spazi con un 4-5-1 che diventava 4-3-3 in fase di dispiegamento e di possesso palla. La squadra di Mihailovic ha fatto vedere anche bel gioco, un'organizzazione che l'allenatore serbo è riuscito a dare ai suoi in poco tempo in più rispetto a Zaccheroni. Il vantaggio del Catania nasce non a caso da un errore della difesa bianconera, incapace di rinviare a dovere una corta respinta di Buffon raccolta abilmente da Silvestre.

Diego, l'oggetto misterioso della stagione juventina, si vede solo sui calci piazzati: lì il suo piede brasiliano disegna traiettorie perfette e non stupisce che quest'anno la Juventus abbia segnato molto sugli sviluppi di calci d'angolo e punizioni. Nelle azioni che contano, però, sparisce e non dà mai l'impressione di poter incidere in qualche modo sulla gara.

Il pareggio di Marchisio è frutto della caparbietà di Claudio, che buca in percussione la difesa catanese e batte Andujar. Non un'azione manovrata, ma lo spunto di un singolo: su queste basi non si va lontano. Il nuovo allenatore della Juventus dovrà lavorare moltissimo sull'identità di gioco di una squadra che sembra averla smarrita da sin troppo tempo.

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