domenica 9 maggio 2010

Juventus, Europa League ma con preliminari. Sconfitta in casa anche dal Parma la peggior Juve di sempre


Juventus 2 Parma 3: alla fine è questo quel che recita il tabellino, ma in questa partita vi è stato quanto di peggio la Juve abbia fatto nel suo peggior campionato dal 1950 ad oggi: 14 sconfitte stagionali, eliminazione dalla Champions League al primo turno, dalla Coppa Italia e dal giro Scudetto con mesi di anticipo. La sconfitta contro il Parma ha rappresentato il paradigma della stagione bianconera: la Juve ha perso ogni 2 gare e mezza, una media da squadra di bassa classifica, che lotta per la salvezza!

Quella vista oggi è una squadra senza identità, senza gioco e senza voglia di lottare: la Juventus di Lippi e quella di Capello avevano fatto dello spirito battagliero e della voglia di vincere il loro punto di forza, mentre quella di quest'anno è assolutamente apatica. Né corsa né gioco, potremmo riassumere.

Tatticamente, in attacco, si è spinto pochissimo sugli esterni, Caceres e De Ceglie, mentre si è preferito lanciare lungo su Iaquinta per una sua sponda. E questo gioco, semplicissimo e prevedibile, ha portato anche alcuni frutti: da una sponda di Vincenzo è nato il 304esimo gol di Del Piero (foto) in maglia bianconera.


In una partita del genere, il minimo che ci si può attendere dalla Juve è che gestisca la gara e il risultato. Nulla di più sbagliato: dopo pochi minuti, Lanzafame ha il tempo di avanzare palla al piede, tirare senza troppa convinzione e trovare la fortunata deviazione di Chiellini che batte Buffon. Sull'1-1 i bianconeri sono incapaci di reagire, sono confusi nell'attaccare e soprattutto nel difendere.

Il vantaggio del Parma ne è la diretta conseguenza. Un lancio verticale da metà campo, apparentemente innocuo, trova la difesa della Juventus impreparata sul taglio di Lanzafame che si ritrova a tu per tu con Buffon e lo batte nuovamente. Un'applicazione della tattica del fuorigioco assolutamente indegna, quella messa in atto da Chiellini e Cannavaro. Come insegnano nelle prime lezioni di Coverciano, è inutile alzare la linea difensiva (peraltro lentamente!) se non c'è pressing sul portatore di palla!

Zaccheroni cambia qualche uomo, toglie un fischiatissimo Diego per Candreva, ma la sostanza cambia poco. L'ex livornese porta vivacità e fantasia al centrocampo, ma è poca cosa quando tutta la squadra è ferma e senza idee. Ad impostare l'azione sono sempre Poulsen o Felipe Melo, che certamente si impegnano, ma finiscono spesso per regalare palloni ai gialloblù.

Alla ricerca del pareggio, la Juve si scopre senza criterio e presta il fianco al contropiede del Parma. Su uno di questi, Biabiany ha il tempo di controllare male, recuperare, affrontare Buffon, farsi fermare, riprendere il pallone e tirare nella porta sguarnita. Una resa incondizionata, che il gol (casuale) di Iaquinta per il definitivo 2-3 non può lenire. La Juventus si qualifica per l'Europa League del prossimo anno, ma dovrà giocare i preliminari già a luglio.

Se pensiamo che l'obiettivo minimo era quello di arrivare in Champions League, capiamo bene il fallimento di questa stagione sotto ogni profilo. Il settimo posto è meritato, per quanto fatto vedere in campionato e in Europa. Il prossimo allenatore della Juve e i loro calciatori (vedremo chi resterà e chi andrà via!) avranno così poche settimane per conoscersi e fare allenamenti tattici per davvero: il rischio è che possa mancare anche l'anno venturo quell'identità di gioco che quest'anno non abbiamo visto mai.

1 commento:

Marco ha detto...

Una partita difficilmente commentabile...senza idee senza gioco e soprattutto senza squadra!

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