domenica 9 gennaio 2011

Napoli-Juventus 3-0 Una tripletta di Cavani abbatte i bianconeri


La Juventus esce dal San Paolo a testa bassa
La Juventus esce con un pesante 3-0 dal San Paolo di Napoli: una tripletta di Cavani spezza tutte le velleità bianconere che potevano esserci alla vigilia. Una Juve brutta, disordinata, senza idee né fiato: non si poteva andare lontano. Eppure qualche nota positiva, o meno negativa delle altre la si può vedere.

Del Neri stupisce tutti e propone una formazione molto offensiva, puntando su Traore sulla fascia sinistra di difesa e Grygera dall'altra parte; a centrocampo Marchisio torna a fare il centrale in coppia con Aquilani, e Pepe lavora sulla fascia sinistra, per bilanciare l'attacco di Krasic a destra. In attacco due torri: Amauri e Toni.

L'idea è quella di sfruttare la maggiore potenza fisica dei due centravanti per chiudere il Napoli sulla difensiva, sfruttando anche la spinta delle fasce. Ed invece proprio in questa situazione di gioco la Juventus è apparsa disordinata e poco incisiva.
Krasic è costantemente raddoppiato e l'arbitro Morganti non fischia mai falli a favore del serbo, incentivando il gioco piuttosto rude dei partenopei: ma è soprattutto tatticamente che la Juve fallisce. Grygera non spinge mai e costringe Krasic all'isolamento contro la difensa napoletana. A sinistra Pepe è vivace, ma Traore non lo aiuta pur avendone le caratteristiche: Del Neri lo sostituirà con Grosso a inizio ripresa.

Con le fasce molto poco produttive, le due torri in area, che pure si sono mosse bene, trovano poche occasioni per mettersi in luce (cioè i cross!). Amauri, con Toni al fianco, arriva bene alla conclusione sia di piede che di testa e Toni tiene in costante apprensione i centrali difensivi del Napoli.

Tuttavia la difesa è andata nel panico a causa dei continui cambi di gioco operati dalla squadra di Mazzarri e soprattutto orchestrati in base ai movimenti di Cavani: l'attaccante uruguayano ha fatto spesso finta di andare verso il fondo per poi risalire verso centroarea e ritornare in corsa ad impattare il pallone. Il movimento, di per sé, è quello che si insegna ai pulcini: tuttavia i laterali di difesa della Juventus ci cascano regolarmente.

Cavani, infatti, attacca intelligentemente gli spazi presidiati da Grygera e Traore, sfruttando questo semplice movimento e le sue indubbie capacità tecniche e balistiche: ne viene fuori una tripletta su cui c'è ben poco da obiettare. Tuttavia la Juventus sull'uno a zero ha segnato un gol buono con Toni, lesto ad anticipare di testa l'uscita di De Sanctis: Morganti annulla per la sceneggiata dell'ex portiere delle giovanili bianconere.

Forse si poteva assistere ad un'altra partita, ma tant'è. Tutti e tre i gol sono dettati da cambi di gioco sulle fasce e da distrazioni di Grygera (due volte) e Traore che hanno perso di vista Cavani per quei pochi istanti necessari all'uruguayo per battere a rete un incolpevole Storari.

Quando si difende a zona con le maglie strette come fa la Juventus, le fasce devono essere presidiate con grande attenzione, specie il cosiddetto "lato debole" (il lato dove non c'è la palla): la Juve lo ha fatto malissimo, perdendo tutti i riferimenti e andando spesso in confusione.

In casi come questi c'è bisogno di una guida, di qualcuno che prenda per mano la squadra. Questa sera non lo ha fatto nessuno: né Aquilani, in ombra e troppo timido, né Del Piero, che ha sbagliato tanto ed ha inciso poco quando è subentrato ad Amauri. Il migliore in campo per la Juventus, nonostante sia stato accolto con molto scetticismo, è stato proprio Toni.

Ora si deve fare chiarezza e ritrovare energie fisiche e mentali per evitare un tracollo come quello che l'anno scorso, proprio in questo periodo, ha fatto piombare la Juve nel suo periodo più buio.

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